Quello che il Popolo di Dio Doveva e Deve Fare – Avvio alla Riflessione – n. 79

-di Renzo Ronca    22-8-25

 Atti 1:6 Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» 7 Egli rispose loro: «Non spetta a voi sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. 8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra».

 Dio prese delle persone in gruppi tribali che non erano niente, le curò, le fece crescere e cercò di farne un popolo adatto a servirLo e a farne un modello per diffondere il Suo nome nel mondo.

Purtroppo quando il Signore si manifestò, pur avendolo profetizzato a lungo, solo un gruppetto di persone tra tutto quel il popolo Lo riconobbe e Lo accolse come Messia e Signore. Per questo tutto quel popolo fu provvisoriamente rigettato. Solo il rimanente giudaico che aveva creduto in Gesù Cristo fu considerato degno di proseguire la missione che in origine era destinata a tutto il popolo di Israele. Da quel rimanente poi, ad opera principalmente dell’apostolo Paolo, siamo arrivati noi, non-giudei innestati in quelle promesse del nuovo regno.

La complessità di Dio rivelatasi più di 2000 anni fa, dopo gli insegnamenti del Signore Gesù, si realizzò con una presenza continua forte costante dello Spirito di Dio dentro ogni cuore formando così un nuovo tempio nelle coscienze illuminate dall’amore di Dio.

Oggi il cristianesimo, seppure con molti errori che il Signore non lascerà impuniti, è la religione più grande del mondo. Potremmo dire che è conosciuta quasi dovunque. Ma l’ebraismo è rimasto fermo a 2000 anni fa, quando fu messo da parte da Dio stesso. Non riconoscendo il Cristo non ha potuto capire da cosa dovesse esser riscattato, non può capire cos’è il peccato originale e cosa sia il Messia come “Nuovo Adamo” che iniziava un’era di resurrezione interiore spirituale.  Non riconoscendo il Cristo non ha potuto beneficiare dello Spirito Santo, ovvero la presenza di Dio dentro al cuore senza più triangolazioni come c’era con i profeti di una volta. Per questo per loro la Scrittura si è fermata a Malachia e stanno ancora aspettando. Quel popolo non può accettare il profeta Giovanni Battista perché indicava Gesù che loro non riconoscono, né il libro profetico dell’apostolo Giovanni quando nell’Apocalisse rivela le parole di Gesù Risorto e del futuro sistema di cose che loro non riconscono. Ed è anche per questo che la maggioranza di Israele attuale non può accogliere in sé nessun amore da restituire al prossimo, ma rimane al tempo dei re di Israele, dove la manifestazione della forza di Dio si vedeva solo tramite le guerre e dell’espansione del suo territorio tra le nazioni. Forse la “terra promessa” per loro è rimasta letteralmente quella del territorio fisico di una volta da riprendersi con le armi; anche il tempio per loro rimane quello di pietra che ricostruiranno. Loro gli unici “giusti” davanti a Dio. Gli altri tutti da distruggere implacabilmente.

Ma secondo la nostra fede cristiana Dio compirà comunque il Suo piano misericordioso nel mondo PER TUTTI GLI UOMINI, non solo per gli altezzosi farisei che attaccavano sempre Gesù fino a decretarne la morte. Sono convinto vi sia tuttora un rimanente tra gli ebrei che ha il cuore disponibile verso il Signore; e appena questi - secondo la Sua promessa – verserà in loro una speciale effusione dello Spirito Santo, questi proveranno una grande pena per “colui che avevano trafitto” e potranno essere accolti nel Suo regno che sta per manifestarsi.

Nel millennio infatti TUTTI i rimanenti graditi a Dio, cioè quelli della prima resurrezione, quelli rapiti mentre erano ancora in vita e quelli salvati miracolosamente durante la tribolazione, potranno ancora adempiere a quella profezia di Gesù: “…e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra”. Perché i sudditi del millennio, cioè quelle persone rimaste vive dopo la prima fase del “giudizio delle nazioni” avranno bisogno di conoscere il Signore e verranno da tutte le parti del mondo per conoscerLo. Allora forse saranno proprio quei giudei rimanenti e santificati che finalmente nel loro ruolo di evangelizzatori potranno spiegare, proprio come fece Paolo, le cose di Dio a tutti gli altri nel mondo. Si realizzerà così nel millennio, anche quanto è stato profetizzato: “Così parla il SIGNORE degli eserciti: "In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno: 'Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi'" (Zaccaria 8:23)

 


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