Le Pieghe del Tempo – Parte 2 - Predestinazione Preconoscenza – n. 106
di Renzo Ronca – 6-9-25 [[Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/le-pieghe-del-tempo-parte-1-n-105.html ]
Ma Dio, proprio per quella eternità in
cui vive, essendo Lui stesso eterno, vede e ha visto al presente ciò che per
noi è passato ed è futuro. Futuro che noi non conosciamo, ma che Lui ha già
visto e continua a vedere nel presente.
Da questo punto di vista, tenendo
presenti queste considerazioni sul tempo come potrebbe vederlo il Signore,
quando parliamo di “predestinazione” dobbiamo sempre precisare da quale punto
di vista parliamo, evitando semplificazioni. Se facciamo un ragionamento nella
prospettiva e nel linguaggio degli uomini terreni, allora le parole avranno una
direzione lineare fatta di passato e futuro; ma se parliamo nella prospettiva
dell’essenza di Dio, che è eterno e permea tutte le dimensioni del creato,
allora ritengo sia più facile comprendere la predestinazione usando la parola
“preconoscenza”.
Infatti, il modo di guardare gli eventi
terreni da parte di Dio—sempre al presente—Gli permette di “conoscere prima”
tutto ciò che è accaduto, che accade e che accadrà fino alla fine di questo
sistema di cose. Egli lo vede nel momento stesso in cui le cose accadono.
Applichiamo quanto abbiamo detto al
dialogo tra l’Eterno e Caino. Dio è su due piani o su due dimensioni, se così
si può dire. C’è una dimensione celeste, eterna, dall’alto, dalla quale Dio ha
avuto modo di vedere prima, cioè di aver preconosciuto il comportamento di
Caino e l’uccisione di Abele. Poi c’è una dimensione ridotta e limitata, che
scorre nel tempo terreno umano. Dio è presente in entrambe le dimensioni.
Quando si rivolge a Caino, è come se
curvasse il suo tempo eterno, lo adattasse a quello terreno e, nel tempo
terreno e con parole umane, instaura un rapporto con lui nel presente concreto:
Genesi 4:6–7 Il SIGNORE disse a Caino: «Perché sei irritato? E perché
hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male,
il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di
te; ma tu dominalo!»
Da come la Bibbia riporta queste parole
di Dio, si comprende che Caino, in quel momento, poteva davvero rialzare
il volto, evitando la tentazione del male e agire bene; infatti, aveva la
possibilità di dominare quel peccato che lo spiava dalla porta per farlo
cadere.
Allora, se potessimo fermare questo
istante ed esaminarlo a freddo, vedremmo da una parte Dio onnisciente,[1] e dall’altra Dio che
comunque agisce nel presente di Caino come se Caino potesse cambiare il corso
del suo comportamento omicida, che Dio aveva già preconosciuto.
Qui dobbiamo fermarci un poco, perché la
nostra mente ha bisogno di riflettere per tentare, se possibile, di capire alcune possibili questioni che possono presentare qualche paradosso:
1.
Se Dio
aveva già visto e conosciuto il comportamento di Caino, perché gli dice che può
dominare la tentazione del male?
2.
Se il Signore conosce in anticipo
l'azione futura, Caino è davvero libero di scegliere diversamente?
[1] L'onniscienza divina è l'attributo di Dio che indica la sua conoscenza completa e totale di tutto il passato, presente e futuro, senza limiti di tempo o spazio. Non è una semplice consapevolezza, ma una comprensione perfetta di ogni cosa, inclusi pensieri, azioni e intenzioni di ogni essere. (Google AI)
[2]
Un paradosso è un'affermazione o un ragionamento che, sebbene
logicamente plausibile, porta a una contraddizione o a un risultato illogico o
inaspettato. (Google AI)
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