Pensare Liberamente Ma con lo Sguardo di Dio - Parte 2 - n. 119

 -di Renzo Ronca   15-9-25   

[Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/la-difficile-riorganizzazione-del.html ]


È molto più facile ubbidire senza pensare, piuttosto che pensare per condividere. 

Il cristianesimo ha introdotto qualcosa di radicale: la valutazione delle cose, la scelta consapevole. Dopo l’elevazione al cielo di Gesù, il dono dello Spirito Santo ha aperto una nuova possibilità: la libertà di pensare, discernere, scegliere.

Non si tratta più di appartenere a Dio per tradizione, per diritto etnico o per eredità religiosa. Con Cristo e per mezzo dello Spirito Santo—unico Vicario del Signore—l’uomo è reso libero di rispondere personalmente alla chiamata. Libero di riconoscere il Signore Gesù, di accoglierlo nel cuore, e di camminare con Lui per scelta, non per abitudine. Questa è la vera libertà: non fare ciò che si vuole, ma sapere a Chi si appartiene e perché.

Ma proprio qui si apre una tensione decisiva: dopo la caduta, l’uomo ha conservato la tentazione di fare da sé, di pensare senza Dio, di cercare una libertà che non è più obbedienza consapevole, ma autonomia assoluta. Nel giardino, il serpente disse chiaramente che Dio non diceva la verità. Oggi, lo spirito dell’inganno non si presenta più così apertamente: si maschera da luce, si traveste da bene, si insinua persino in forme religiose e spirituali che sembrano elevate. Non nega Dio, ma lo svuota, lo relativizza, lo rende superfluo. E così alimenta una falsa libertà, dove il pensiero umano diventa idolo, e ogni desiderio pretende di essere un diritto.

Lo spirito dell’epoca attuale non dice più “Dio ha mentito”, ma suggerisce che la verità è personale, fluida, autodeterminata. Afferma senza dirlo apertamente che il peccato non esiste, ma è solo diversità, e che anzi è positivo perché usa in modo distorto il concetto sociale che “la diversità arricchisce”. Si arriva ad un ideologia di libertà assurda, senza più regole e senza più comandamenti né moralità, dove tutto deve essere permesso, perché vietare sarebbe oppressivo. E così, la libertà non è più la risposta d’amore a Dio, ma l’esaltazione del sé.

In Apocalisse 2:24, il Signore parla alla chiesa di Tiàtira e cita ironicamente “le profondità di Satana, come le chiamano”: una sapienza che pretende di sondare l’abisso, ma che in realtà è inganno travestito da rivelazione. La vera conoscenza non nasce dalla curiosità per ciò che è oscuro, o nell’affermazione ‘vincente’ della nostra persona, ma dalla luce dello Spirito Santo. La libertà che salva non è quella che esplora ogni possibilità in una via di competizione, ma quella che riconosce il Signore e lo accoglie nel cuore. La competizione conflittuale come fosse un progresso democratico di libertà non è nei piani di Dio. Non è così che sarà nel Suo Regno che viene. Non pretendiamo di sapere tutto sul bene e sul male, perché solo il Signore ci può dire osa è bene e cosa è male nell’universo che Lui ha creato. Noi rischiamo di diventare come i tralci della vite che senza Dio non possono fare niente, non servono a niente e alla fine saranno bruciati. [1]

Conclusione: Abbiamo parlato di libertà, di inganno, di scelta. Ora, prima di proseguire, lasciamo sedimentare queste parole. Non per chiudere, ma per aprire uno spazio interiore dove il pensiero possa respirare. La vera libertà non è pensare senza Dio, ma pensare con Lui.


(Continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/appartenenza-dio-non-per-diritto-di.html )



[1] Giovanni 15:5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.

 

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