IL MOMENTO DELLA SPOSA - Il Viaggio dell'Uomo e della Chiesa verso Dio - Riflessione - n. 253
Entrare nella Nuova Vita attraverso
la relatività delle nostre azioni limitate e dei nostri piccoli pensieri
(Dalla Raccolta ES2, parte II, di Renzo Ronca, aggiornata il 21-12-25 )
CAP. 1 - Il “Momento della Sposa”: un
attimo di riflessione da sola, davanti allo specchio, prima di uscire dalla
vecchia casa d’origine
Introduzione
Siamo
abituati a pensare a Dio solo fino a un certo punto; non andiamo molto oltre un
certo significato. Questo significato e' rimasto fermo, statico, limitato alla
superficialità delle parole. Vi e' un'abitudine, una "routine" di
Dio: Lui sta in cielo, noi sulla terra... dobbiamo comportarci bene per
piacergli, abbiamo dei comandamenti, abbiamo la fede... Non andiamo oltre. Le
verità ora sono impolverate da un uso e da parole che avevano un significato
profondo ma che adesso ripetono solo delle forme vuote.
Ora che
abbiamo imparato ad avere grande cautela e discernimento tra la lettera delle
frasi e la loro libertà di interpretazione, proviamo con timore di Dio ad
affacciarci a quella finestrella sull'infinito che ci suggerisce lo stesso
Spirito Santo che continuamente ci forma.
Sleghiamo
un poco i nostri pensieri affidandoci al Signore e cerchiamo di non avere paura
delle ipotesi che verranno. Se sbaglieremo e qualcosa sarà troppo puerile o
fantasiosa, non produrrà alcun frutto e la taglieremo; ma sarà comunque
positivo e liberatorio il tentativo di far muovere la nostra memoria, il
pensiero, lo spirito che in noi ancora dorme. Sarà come un giovane che dopo
aver imparato tante cose si appresta ora a metterle in pratica. Sarà come la
sposa quando aspetta lo sposo prima della cerimonia; e' felice ma anche
inquieta.
Il momento particolare della sposa
Mi
riferisco a quel particolare momento, prima della cerimonia, in cui la sposa
resta sola, nella sua stanza, e, magari mentre si sta pettinando davanti allo
specchio, si ferma un attimo. Si guarda nel
suo bel vestito, guarda la stanza attorno, guarda dentro il suo sguardo, e in
un momento rivive tutta la sua storia: batticuore, gioia e speranza, assieme
alla malinconia di un distacco ed alla paura del futuro.
La
sposa si rende conto con un po' di sgomento che nonostante la lunga attesa non
era affatto preparata a quel momento. Da una parte vorrebbe fuggire la
responsabilità e la decisione di un gesto determinante della sua vita,
dall'altra si rende conto che tutta la sua vita era stata proprio una
preparazione per quel momento stesso.
Sente
gli invitati al piano di sotto che festeggiano e le sembra quasi di non farne
parte... come fosse distaccata da tutto... rivede i genitori per la prima
volta, con amore e malinconia, e le cose non le sembrano più tanto facili.
Forse piange quello che crede di non avere più: il calore e la stabilità della
casa natia, l'amore incondizionato della madre, le parole un po’ severe ma rassicuranti
del padre, la compagnia dei fratelli e delle sorelle... Si chiede se davvero e'
pronta; immagina la sua nuova vita per l'ennesima volta, affronta i dubbi
dell'ultimo minuto: avrò' fatto la scelta giusta? Riuscirò ad essere una brava
moglie?, si guarda nel suo vestito da sposa e non sa se quella davanti allo
specchio e' una donna bella o soltanto una donna sola. E' un momento difficile
per la sposa. Il viaggio sta per cominciare e davanti a lei c'e' solo
l'immagine di ciò che lascia. Nessuna certezza per il domani. Certo e' stata
sempre sicura dell'amore che ha provato per il fidanzato ed e' stata sempre
sicura anche dell'amore che lui prova per lei... tuttavia in quel momento, nel
vuoto della stanza, si rende conto che e' di fatto un salto nel vuoto. Si rende
conto improvvisamente che non c'e' sicurezza di niente, ma solo un'ipotesi. Lei
sta giocando la sua vita su un'ipotesi d'amore. E' un passaggio tremendo. La
maturità le appare in tutto il suo freddo realismo. Uscire da quella porta
significa rischiare; rimanere sarebbe invece calore, sicurezza. Per un momento
la paura ha il sopravvento: ‘..e se lui non fosse quello che sembra? E se
diventasse un poco di buono? Se mi abbandonasse? In fondo cosa so di lui?’ ...
Questa catena di pensieri e' come uno strapiombo che le fa girare la testa; le
viene voglia di gridare; poi rivede nella memoria il viso dell'amato, ricorda
le sue parole, i momenti belli, il senso di completezza della sua presenza e
pure se la mente sembra smarrita, il cuore le dice che va bene, che e' lui
quello che ha sempre aspettato, che va tutto bene, si, va tutto bene, si alza
contenta, apre la porta, e' pronta a rassicurare i suoi e a dividere i pensieri
con quello sconosciuto che il suo cuore conosce ed ama profondamente.
Ecco,
anche la nostra anima può vivere o aver vissuto questo "momento della
sposa", quell'attimo di solitudine che prelude alla nostra partenza per la
nuova vita in Cristo.
Il
passato ci appare, nonostante gli errori, come una sicurezza, un nido caldo e
stabile, come vivere ancora con i genitori. In fondo anche tutto l’Antico
Testamento è così. Il futuro è un novo
patto, un'ipotesi; un salto nel buio. La nostra anima desidera lo Sposo Gesù e
la nuova famiglia nella Chiesa, in attesa delle Sue promesse. Ma ne abbiamo
anche paura. Vorremmo andare con Lui, ma allo stesso tempo restare qui, con le
nostre abitudini, le nostre umane personalità, i legami affettivi… A parole
siamo tutti pronti a lasciare le nostre case, ad abbandonare il certo per
l'incerto, come fece Abramo, ma nei fatti, quando veramente si avvicina il
momento della partenza, vengono i dubbi, le incertezze e la scarsità di fede
che spesso mascheriamo da buonsenso.
La sposa supera una fase importante:
diventa matura. E’ pronta ad unirsi
allo Sposo, pronta a partire. Non c'e' nulla da rinnegare o da criticare nel
nostro passato e nelle nostre chiese; e' semplicemente la normale crescita
spirituale. Chi si e' abbandonato totalmente all'opera di Dio non vivrà le
cose in maniera traumatica ma ne contemplerà gli sviluppi serenamente e
fiduciosamente.
La Parola
di Dio assume contorni sorprendenti, luci e spessori nuovi. Lasciamo che cio'
avvenga. Non vediamo il passaggio di maturità come la perdita di qualcosa: noi
non perdiamo nulla, e' il nostro ciclo vitale, diveniamo continuamente.
Nelle
mani di Dio questo divenire, pure se sembra partire da zero secondo la nostra
mentalità umana, e' un miglioramento continuo. Il Signore ci toglie
continuamente le leggi dell’adolescenza, che ormai sarebbero solo delle
prigioni pesanti senza più vita, come polvere vecchia sui nuovi progetti. Allo stesso
tempo aggiunge continuamente effusioni spirituali, consolazioni, piccole e
grandi luci che formano la nostra identità tra le sue mani. Basta solo non
resistere all'opera dello Spirito e lasciarlo fare abbandonandosi totalmente a
Lui.
(Nella raccolta “ES2” del
1994-95: evidenziammo il seguito in queste sezioni:
1.
L'abbandono del nucleo originario;
2.
La nuova vita;
3.
I nuovi rapporti col nucleo originario;
4.
La via giusta: crescita nell’espansione dello Spirito
Santo;
5.
Disciplinare il corpo per la libertà nello
Spirito;
6.
L’intercessione).
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