Donna e Uomo: Rivalità O Unità? - Uno Studio Biblico Alla Luce Della Violenza Contemporanea - n. 302

di Renzo Ronca  27-1-26  (Ascoltabile anche su Youtube in: https://www.youtube.com/watch?v=lAbmpfE-840 )


1. Introduzione

La relazione tra uomo e donna è stata spesso segnata da tensioni, gerarchie, incomprensioni e rivendicazioni. Nel nostro tempo, questa frattura assume forme drammatiche: la violenza domestica e i femminicidi sono in aumento in molte nazioni, segno di un rapporto malato in cui il dominio, il possesso e la paura sostituiscono la dignità e la reciprocità. Parallelamente, il matrimonio si disgrega con crescente frequenza, mentre una parte del femminismo contemporaneo assume tratti “maschili”, cercando di affermarsi attraverso gli stessi linguaggi di potere, competizione e autosufficienza che hanno caratterizzato il maschilismo storico.

In questo contesto, la Scrittura non offre una soluzione immediata, ma un percorso: dalla creazione alla caduta, dalla redenzione in Cristo alla nuova creazione. È in questo arco narrativo che la relazione uomo‑donna trova il suo senso.

2. Genesi 1–3: l’origine e la frattura

2.1. Genesi 1:26–27 – Dignità condivisa

«Dio disse: “Facciamo l’essere umano a nostra immagine”… Dio creò l’essere umano a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina» (Genesi 1:26–27).

La dignità dell’immagine divina è condivisa. Non c’è gerarchia, né superiorità. Entrambi ricevono la benedizione e il mandato (Genesi 1:28).

2.2. Genesi 2:18–25 – Complementarità, non subordinazione

La donna è definita ‘ezer kenegdò (Genesi 2:18):

  • ‘ezer = aiuto, sostegno (termine usato anche per Dio: Salmo 121:1–2)
  • kenegdò = “di fronte a lui”, “corrispondente a lui”, “pari a lui”

L’immagine è quella di due realtà che si guardano negli occhi, speculari, complementari. L’uomo riconosce la donna come «osso delle mie ossa e carne della mia carne» (Genesi 2:23).

2.3. Genesi 3:16 – La frattura

Dopo la caduta, Dio annuncia: «Egli dominerà su di te» (Genesi 3:16).

Non è un comando, ma una diagnosi: la relazione si deforma. Nasce il dominio maschile, non come progetto divino, ma come conseguenza del peccato.

Sintesi della sezione:

  • Creazione: unità nella differenza
  • Caduta: dominio, competizione, patriarcato

3. Gesù: ritorno all’origine

3.1. Il richiamo all’inizio

Gesù, interrogato sul divorzio, risponde: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi permise… ma da principio non era così» (Matteo 19:8).

Gesù riporta la relazione al progetto edenico, non alla storia deformata dal peccato.

3.2. La dignità delle donne nel ministero di Gesù

Gesù:

  • dialoga teologicamente con la Samaritana (Giovanni 4:7–26),
  • accoglie discepole (Luca 8:1–3),
  • affida alle donne il primo annuncio della risurrezione (Matteo 28:1–10).

Gesù non propone una rivalsa femminile, ma restaura la dignità originaria.

4. Paolo: identità nuova e relazioni redente

4.1. Galati 3:28 – Identità battesimale

«Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio né femmina; perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Galati 3:28).

Paolo non cancella la differenza sessuata, ma afferma che non determina più valore, accesso, eredità spirituale. È un testo rivoluzionario sia da un oundo di vista sociale diffile da applicare anche oggi, ma anche escatologico come anticipo della nuova creazione.

4.2. Efesini 5:21–33 – Sottomissione reciproca

Il principio guida è nel v. 21: «Sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo» (Efesini 5:21).

  • La moglie è chiamata a una sottomissione volontaria (vv. 22–24).
  • Il marito è chiamato ad amare «come Cristo ha amato la chiesa» (v. 25), cioè donando la vita.

Paolo non restaura il patriarcato: trasfigura la relazione ferita.

4.3. 1 Corinzi 11:11–12 – Reciprocità nel Signore

«Nel Signore, né la donna è senza l’uomo né l’uomo senza la donna» (1 Corinzi 11:11).

La differenza è un bene, non un ostacolo.

5. La nuova creazione: relazioni trasfigurate

Gesù afferma che nella risurrezione «non si prende né si dà moglie, ma si è come gli angeli» (Matteo 22:30).

Non nega la differenza sessuata, ma la struttura sociale del matrimonio. La relazione uomo‑donna sarà trasfigurata:

  • non più ruoli sociali,
  • non più dominio,
  • non più competizione,
  • ma piena comunione nella gloria.

6. Una lettura sintetica dell’intero arco biblico

 


7. Riferimenti a vari studiosi

Per un approfondimento equilibrato e rigoroso:

Esegeti evangelici

  • Gordon Fee, Paul, Women and the Church
  • Craig Keener, studi su Paolo e sul contesto del I secolo
  • Richard Bauckham, Gospel Women
  • Ben Witherington III, Women in the Ministry of Jesus
  • N. T. Wright, saggi su Galati 3:28 e sulla nuova creazione

Studi storici

  • Lynn Cohick, Women in the World of the Earliest Christians
  • Karen King, studi sul cristianesimo antico e le donne

Teologia sistematica

  • John Stott, riflessioni sul rapporto uomo‑donna nella chiesa
  • Alister McGrath, antropologia teologica
  • Miroslav Volf, Exclusion and Embrace (sulla riconciliazione delle differenze)

8. Conclusione

La Bibbia non propone un modello statico, ma un cammino di guarigione. La relazione uomo‑donna, nella visione biblica, non è definita dalla rivalità né dalla subordinazione, ma dalla reciprocità originaria e dalla unità redenta.

In un tempo segnato da violenza, femminicidi e disgregazione familiare, la Scrittura invita a recuperare non un passato idealizzato, ma il progetto originario di Dio, che trova compimento in Cristo e si compirà pienamente nella nuova creazione.




 

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