Ezechiele 9–10 I Rimanenti nella Prospettiva Evangelica Pretribolazionista - Studio Riflessione - n. 281
di Renzo Ronca 12-1-26
1. La ricorrenza della corruzione
spirituale e dei cattivi consiglieri
Nei capitoli di Ezechiele 8–11 il profeta è condotto
a vedere ciò che Dio vede: idolatria, violenza, ingiustizia, tradimento
dell’alleanza. Il capitolo 8 elenca nefandezze compiute dentro il tempio,
e il capitolo 11 mostra venticinque uomini[1]
che avrebbero dovuto essere guide, ma che invece “danno cattivi consigli al
popolo”. Non è difficile fare dei paragoni con le terribili situazioni delle nazioni attuali.
Molti commentatori evangelici
sottolineano questa dinamica ricorrente:
- Warren Wiersbe osserva che la crisi morale d’Israele non nasceva dal popolo, ma dai
suoi capi spirituali e civili, che “trascinavano la nazione
nell’illusione e nell’idolatria”.
- Charles Feinberg, ebreo evangelico, nota che Ezechiele descrive
“la degenerazione progressiva di un popolo che aveva ricevuto la luce ma
l’aveva rifiutata”.
- J. Vernon McGee parla di un “ciclo che ritorna nella storia umana: quando la
rivelazione è respinta, la corruzione si moltiplica”.
Questa ricorrenza è biblicamente
attestata:
- ai tempi di Noè, “ogni disegno dei
pensieri del loro cuore non era altro che male”
- ai tempi dei Giudici, “ognuno faceva ciò
che gli pareva meglio”
- ai tempi di Geremia, i profeti dicevano
“pace, pace” quando non c’era pace.
Ezechiele non descrive un’eccezione, ma
un pattern [=schema, modello] storico e spirituale.
2. Il tema del “segno” e del
rimanente preservato
Ezechiele 9 introduce un elemento
decisivo: Dio distingue.
Il giudizio non è cieco. Il giudizio non
è indiscriminato. Il giudizio non è mai senza un rimanente.
Il “segno sulla fronte” (in ebraico tav,
ultima lettera dell’alfabeto) richiama:
- Esodo 12:
il sangue sugli stipiti che preserva i primogeniti
- Apocalisse 7: il sigillo sulla fronte dei servi di Dio
- Apocalisse 9: coloro che non hanno il sigillo vengono colpiti
- 2 Timoteo 2:19: “Il Signore conosce quelli che sono suoi”.
Molti studiosi evangelici (Walvoord,
Pentecost, Feinberg) vedono in questo un principio teologico costante:
Dio esercita giudizio, ma prima mette in salvo i suoi.
Nella prospettiva pretribolazionista,
questo principio è un’ombra, un’anticipazione del rapimento della Chiesa,
che precede la grande tribolazione.
3. La “spirale” dei giudizi: un
modello biblico di progressione
L’immagine della spirale ascendente
di cui parliamo spesso, è molto adatta a Ezechiele.
Non è un ciclo chiuso. Non è una
ripetizione piatta. È una ripetizione che sale, come se ogni giudizio
fosse:
- più vicino
- più chiaro
- più intenso
- più rivelatore.
Molti commentatori evangelici lo notano:
- John Walvoord parla di “pattern profetici che si ripetono con intensità
crescente fino al loro compimento finale”.
- Dwight Pentecost descrive l’Antico Testamento come “una serie di
anticipazioni tipologiche dei giudizi escatologici”.
- Feinberg
vede in Ezechiele 9–10 “una miniatura dei giudizi apocalittici”.
Ezechiele 9–10, con la gloria che si
alza dal tempio e con gli esseri angelici che agiscono come strumenti di
giudizio, anticipa in modo sorprendente:
- Apocalisse 8–9 (trombe)
- Apocalisse 14–16 (coppe)
- Apocalisse 19 (intervento angelico e giudizio
finale).
Non siamo nella grande tribolazione, ma la
Bibbia mostra eventi che preparano il terreno, come se Dio dicesse: “Questo
è il modello. Questo è ciò che accade quando la mia gloria si ritira e il
giudizio avanza”.
4. Il giudizio comincia dalla casa di
Dio
Ezechiele 9:6 dice: “Cominciate dal mio
santuario”.
E 1 Pietro 4:17 riprende lo stesso
principio: “È giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di
Dio”.
Questo è un punto centrale nelle nostre
riflessioni: Dio purifica prima i suoi, poi il mondo.
Nella prospettiva pretribolazionista che
noi seguiamo:
- la Chiesa è purificata attraverso la disciplina e
la fedeltà del rimanente
- Israele sarà purificato attraverso la
tribolazione e la conversione finale
- il mondo sarà giudicato nei tempi stabiliti da
Dio.
5. La situazione attuale:
discernimento senza generalizzazioni
Noi stiamo cercando di cogloiere un
punto reale: la Scrittura mostra che i popoli di Dio possono attraversare
fasi di profonda corruzione morale e spirituale.
È legittimo, in chiave profetica,
osservare:
- la crisi morale
- la confusione spirituale
- la presenza di cattivi consiglieri
- la pressione culturale contro i rimanenti.
Tuttavia è importante evitare giudizi
etnici o politici generalizzati. La
Bibbia giudica comportamenti, non popoli in blocco.
Possiamo dire, con linguaggio biblico:
- che ogni nazione, inclusa Israele, può
attraversare tempi di smarrimento
- che Dio ha sempre un rimanente fedele
- che la protezione divina non viene meno
- che la storia si muove verso il compimento
profetico.
6. Il rimanente cristiano e il
sigillo dello Spirito Santo
Nella prospettiva di cui trattiamo, il
parallelismo è chiaro:
- come in Ezechiele, Dio conosce e segna i suoi
- come in Apocalisse 7, i servi di Dio sono
sigillati
- come in Efesini 1:13, i credenti sono “sigillati
con lo Spirito Santo della promessa”.
Molti studiosi evangelici (Ryrie,
Walvoord, MacArthur) vedono nel sigillo dello Spirito:
- una protezione spirituale
- una distinzione morale
- una preparazione al rapimento.
Il rimanente, per definizione, non è mai numeroso,
ma è reale, visibile a Dio, protetto, guidato.
7. Gli esseri angelici e gli
strumenti di giudizio
Ezechiele 10 presenta una scena
impressionante:
- esseri angelici
- ruote piene di occhi
- fuoco che viene preso e sparso sulla città
- la gloria che si muove e giudica.
Molti commentatori evangelici vedono
qui:
- un linguaggio simbolico ma reale
- un’anticipazione delle forze angeliche
dell’Apocalisse
- un richiamo al “fuoco dal cielo” come strumento
di giudizio divino.
Non è necessario immaginare tecnologia
moderna: la Bibbia parla di interventi angelici reali, che l’uomo non
può comprendere. Personalmente non credo che tutto sia sempre simbolico. Ritengo
che esista realmente un “esercito del cielo” composto di creature che chiamiamo
angeli.
8. Conclusione: vivere come un
rimanente in tempi di preparazione
Il nostro ragionamento si fonda su una
considerazione biblica:
- non stupirsi di essere minoranza
- non scoraggiarsi per la corruzione circostante
- non perdere la fiducia nella protezione divina
- non dimenticare che la storia si muove verso il
rapimento e il ritorno di Cristo.
Ezechiele 9–10 ci dice:
- Dio vede
- Dio distingue
- Dio giudica
- Dio preserva
- Dio guida la storia verso il compimento.
Il rimanente non è un incidente: è la forma attraverso cui Dio porta avanti la sua opera. Preghiamo per essere anche noi tra quei rimanenti preservati dai giudizi per i meriti di Cristo, segnati dallo Spirito Santo.
[1]
Alcuni commentatori vedono i venticinque di Ezec. 11:1 lo stesso strato
dirigente già denunciato in 8:16 (non necessariamente gli stessi individui, ma
la stessa élite corrotta)
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