Il Passaggio Decisivo: Discernere il Rimanente nella Tempesta Imminente - Studio Energico Importante - n. 297
di Renzo Ronca 22-1-26
1. Introduzione: quando lo Spirito di
Dio mette ordine
Dopo la morte e la risurrezione di Gesù
Cristo, e con il dono dello Spirito Santo (pneûma hágion, “soffio santo”),
molte realtà rimaste oscure ai discepoli vengono finalmente illuminate e
ordinate. La Pentecoste non è soltanto un evento storico, ma il compimento
della promessa del Padre e l’inizio di una nuova fase del popolo di Dio: una
fase in cui la fede autentica viene distinta da ogni adesione superficiale.
Come nella liberazione dall’Egitto,
quando il popolo era accompagnato da una folla mista (ebr. ‘erev rav,
“miscuglio, moltitudine eterogenea”) incline alla mormorazione e
all’opportunismo, così anche dopo Cristo – e in modo particolare nei nostri
giorni – si rende necessario un taglio spirituale tra chi appartiene
realmente al Signore e chi rimane estraneo alla fede.
Non è un giudizio umano. È l’opera della Parola di Dio, “più affilata di qualunque spada a due tagli” (gr. mákhaira distomou), che discerne e separa.
Nota: J. I. Packer osserva che la santità della Chiesa
non consiste nell’essere “accogliente a ogni costo”, ma nell’essere “separata
per Dio”, e che la distinzione tra credenti e non credenti è un atto di
fedeltà, non di durezza.
2. Il vero “passaggio del Giordano”:
entrare nel progetto del Padre
Il battesimo cristiano rappresenta
simbolicamente questo passaggio. Come Israele attraversò il Giordano per
entrare nella terra promessa, così il credente attraversa la soglia della fede
per entrare nella vita nuova.
Gesù Cristo, incarnazione perfetta del
progetto del Padre, ha compiuto la volontà divina senza deviazioni. Il verbo
greco tēreîn (“custodire, preservare”) in Giovanni 6:39 indica la cura
attiva con cui il Figlio custodisce coloro che il Padre gli ha dato “prima” che
il tempo fosse misurabile per noi. Nessuno di loro andrà perduto.
Quando Cristo è stato innalzato, ha
ricevuto dal Padre la pienezza dello Spirito Santo e l’ha donata ai credenti.
Pietro lo afferma con forza: ciò che accadde a Pentecoste è la manifestazione
visibile di questo dono (Atti 2:33 TILC “Egli è stato innalzato accanto a Dio e
ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che era stato promesso. Ora egli lo dona
a noi come anche voi potete vedere e udire.”)
Ogni battesimo, ogni conversione autentica, è una piccola Pentecoste che si rinnova.
Nota: D. A. Carson sottolinea che la volontà del Padre
in Giovanni 6 non è un concetto astratto, ma un progetto salvifico concreto che
si realizza nella storia attraverso l’obbedienza del Figlio e la risposta di
fede dei credenti.
3. La distinzione tra Chiesa del
rimanente e non-popolo
Il punto centrale è semplice e radicale:
chi crede nel Signore Gesù Cristo entrerà nella vita eterna; chi rifiuta di
credere rimane fuori dal piano di Dio.
Pietro lo dice ai giudei “compunti nel cuore” (gr. katanussō, “trafiggere, pungere profondamente”): “Cambiate vita e fatevi battezzare nel nome di Gesù Cristo”.
Atti 2:36-40 TILC “'Tutto il popolo d'Israele deve dunque saperlo con certezza: questo Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Messia'. 37All'udire queste parole, i presenti si sentirono come trafiggere il cuore e chiesero a Pietro e agli altri apostoli: - Fratelli, che cosa dobbiamo fare?38Pietro rispose: - Cambiate vita e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo. Riceverete il perdono dei vostri peccati e il dono dello Spirito Santo. 39Infatti, ciò che Dio ha promesso vale per voi, per i vostri figli e per quelli che sono lontani: tutti quelli che il Signore, Dio nostro, chiamerà.40Inoltre, Pietro disse molte altre cose per convincerli e per esortarli. Tra l'altro diceva: 'Mettetevi in salvo dal castigo che sta per venire sopra questa generazione perversa!'
Dunque questa chiamata vale:
- per quelli vicini a Pietro (i giudei presenti),
- per quelli lontani nello spazio (tutte le
nazioni),
- per quelli lontani nel tempo (fino ai nostri
giorni).
La Chiesa del rimanente è composta da coloro che hanno creduto, si sono convertiti e hanno ricevuto il dono dello Spirito di Dio. Chi non crede – sia esso ebreo, musulmano, ateo, buddista o altro – non fa parte della Chiesa che attende il ritorno del Signore. Non è un giudizio nostro: è la condizione spirituale di chi non ha ancora risposto alla chiamata.
Nota: John Stott definisce la conversione come “un
cambiamento di direzione che coinvolge mente, cuore e volontà”, e afferma che
la Chiesa non può confondere l’appartenenza spirituale con l’appartenenza
culturale.
4. Liberarsi del peso inutile: la
lezione del deserto e del mare
La Scrittura ci offre immagini forti per
comprendere il momento presente. Nel deserto, la “folla mista” (Esodo 12:38;
cfr. Numeri 11:4) portava mormorazione, nostalgia per l’Egitto, desiderio di
tornare indietro. Quelle nostalgie etniche e culturali erano un peso che
rallentava il cammino del popolo.
Nel viaggio di Paolo verso Roma, durante
la tempesta, tutto ciò che non era essenziale fu gettato in mare per salvare le
vite (Atti 27:18‑19; cfr. v. 38). Il verbo greco ekkýptein
(“alleggerire, svuotare”) indica un’azione drastica e necessaria.
Oggi la Chiesa del rimanente è chiamata allo stesso discernimento: basta mormorazioni, basta nostalgie identitarie, basta filosofie di legge o di paganesimo. La tempesta è vicina. Non possiamo permetterci pesi inutili.
Nota: Martyn Lloyd‑Jones, predicando su Atti 27, affermava che la Chiesa deve “gettare a mare tutto ciò che non è Cristo”, perché nei tempi difficili solo la verità essenziale sostiene.
5. Il cibo giusto nella tempesta
Che cosa dobbiamo fare, dunque? Più che
mai, i credenti integri devono nutrirsi del cibo giusto. Non parliamo di
osservanze letterali o di regole alimentari, ma del pane che Gesù stesso ha
dichiarato essere la vita eterna.
Il verbo greco trōgō in Giovanni
6 (“mangiare, assimilare profondamente”) indica un nutrimento che diventa
parte di noi, non un gesto esteriore. È questo il cibo che sostiene nella
tempesta.
Come i predestinati sulla nave con
Paolo, anche noi possiamo salvarci solo se prendiamo il cibo necessario e gettiamo
via ciò che appesantisce. Ogni dottrina estranea, ogni compromesso, ogni
nostalgia per ciò che Cristo non ha mai raccomandato deve essere abbandonato.
Non per rigidità, ma per sopravvivenza spirituale.
La nave deve arrivare alla terra ferma,
e il Signore stesso ci stabilirà quando sarà il momento.
Questo vale per tutti:
- per noi che attendiamo il rapimento e dobbiamo
trovarci già pronti,
- e per quelli che arriveranno più tardi, che oggi
pensano di poter restare nella grazia pur accogliendo elementi che non
appartengono all’insegnamento del Signore.
6. Conclusione: rimanere integri,
leggeri, vigilanti
La Parola ci chiama a un discernimento
sobrio e radicale. Non giudichiamo nessuno, ma riconosciamo che solo chi si
nutre del pane della vita, solo chi attraversa il proprio Giordano nella
fede, solo chi accoglie il dono dello Spirito di Dio, potrà rimanere saldo
quando il vento aumenterà.
La Chiesa del rimanente non è un’élite,
ma un popolo che ha scelto Cristo come unico nutrimento, unica guida, unica
speranza. E mentre la tempesta si avvicina, il nostro compito è semplice e
decisivo:
rimanere integri, leggeri, vigilanti,
nutriti dal pane della vita, pronti all’incontro con il Signore.
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