Breve Riflessione sulla Luce di Dio – n. 333
di Renzo Ronca - 6-3-26 (Visibile anche su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=KAfQGA9fRSk )
Introduzione
Ogni volta che la Scrittura parla della
luce di Dio, lo fa con un linguaggio che supera le nostre categorie abituali.
Non si tratta di una semplice metafora, né di un’immagine poetica: è una realtà
viva, che precede il mondo e lo sostiene, che illumina senza consumare e
trasforma senza forzare. Quando ci avviciniamo a questo mistero, lo facciamo
con passo umile, sapendo che nessuna definizione può contenerlo. Possiamo solo
contemplarne gli effetti, riconoscere come essa entri nella nostra vita, e
lasciarci guidare da ciò che la Parola rivela. Questa riflessione nasce proprio
da questo atteggiamento: non per spiegare la luce di Dio, ma per accoglierla,
riconoscerla e imparare a camminare in essa.
1.
La luce
che non nasce da noi ma passa attraverso di noi
Il punto decisivo è questo: la luce
non è nostra. Noi siamo portatori, ricettori, diffusori.
Come il pulviscolo solare che Giovanni della Croce usa come immagine, non
abbiamo una luminosità propria, ma diventiamo trasparenti alla luce che ci
investe.
La Scrittura lo dice con una semplicità
disarmante:
- “Dio è luce e in lui non c’è alcuna tenebra” (1
Giovanni 1:5).
- “Alla tua luce noi vediamo la luce” (Salmo 36:9).
- “Noi tutti, contemplando a viso scoperto la
gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine” (2
Corinzi 3:18).
La trasformazione non è un prodotto
dell’uomo: è un effetto della luce.
2.
L’unzione
come sostanza divina che permea
Nell’Antico Testamento l’olio santo non
era un simbolo generico, ma una sostanza separata, riservata, che penetrava
ciò che toccava.
- “L’olio dell’unzione santa sarà per me sacro”
(Esodo 30:31).
- “Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi
ha unto” (Isaia 61:1).
L’unzione non è un’idea: è una presenza.
E come ogni presenza, ha un effetto: pervade, profuma, irrora,
trasforma.
Cerchiamo di descriviamo il movimento:
dal cuore simbolico verso l’esterno, come onde che si propagano. È la stessa
dinamica che Gesù usa:
- “Dal suo seno sgorgheranno fiumi d’acqua viva”
(Giovanni 7:38).
La vita dello Spirito non resta mai
confinata: si espande.
3.
La
polarizzazione spirituale: orientare tutto l’essere
L’immagine della polarizzazione, di cui
abbiamo parlato già recentemente, ci parte efficace. Quando lo Spirito entra,
non illumina solo un punto: ri-orienta tutto.
È ciò che Paolo descrive come:
- “Rinnovamento della mente” (Romani 12:2).
- “Camminare secondo lo Spirito” (Galati 5:16).
- “Essere fortificati nell’uomo interiore” (Efesini
3:16).
Ogni “cellula” dell’essere — spirito,
anima, corpo — viene riallineata. Non diventiamo perfetti, ma orientati.
Non diventiamo sorgenti, ma specchi.
Qualunque cosa facciamo, diffondiamo
ciò che ci ha avvolto.
4.
La luce
che svela e ferisce per guarire
Quando la luce entra nella grotta, non
illumina solo le pareti: mostra la polvere, le ragnatele, la sporcizia. È un
momento duro, ma necessario.
Gesù lo descrive così:
- “Chi fa la verità viene alla luce” (Giovanni
3:21).
- “Lo Spirito convincerà il mondo quanto al
peccato” (Giovanni 16:8).
La convinzione di peccato non è un’accusa:
è una rivelazione che libera. È la ferita che guarisce, come il carbone
ardente sulle labbra di Isaia (Isaia 6:6–7).
La luce non umilia: purifica. Non
condanna: trasforma.
5.
La santità
che santifica: il volto che risplende
Cogliamo dunque un punto essenziale
della vita spirituale matura: la santità non è un risultato, ma
un’irradiazione.
Mosè non sapeva che il suo volto
brillava (Esodo 34:29). Non lo faceva apposta. Non era un merito. Era un effetto
dell’essere stato con Dio.
Così anche noi:
- “Siate santi, perché io sono santo” (1 Pietro
1:16).
- “Voi siete la luce del mondo” (Matteo 5:14).
Non perché siamo luminosi, ma perché
siamo abitati.
Una vita accordata allo Spirito diventa
una armonia che risana, un “profumo di Cristo” (2 Corinzi 2:15), un
sacrificio vivente (Romani 12:1).
6.
Una
sintesi: la dinamica della luce divina nell’uomo
Raccogliendo quanto abbiamo espresso:
- La luce viene da Dio, non da noi.
- L’unzione è la sostanza dello Spirito che ci
permea.
- La polarizzazione orienta tutto il nostro essere
verso Dio.
- La luce svela ciò che deve essere purificato.
- La santità diventa irradiazione, non prestazione.
- La nostra vita diventa un’onda di luce che
armonizza ciò che tocca.
È un processo continuo, sofferto e
beato: una salita che respira gioia.
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