IL GIÀ DELLA GRAZIA, IL NON ANCORA DEL CORPO - Breve Studio - n. 328
di Renzo Ronca 1-3-26 Visibile anche su Youtube in: https://www.youtube.com/watch?v=LSNfuQ4QkoI
A forza di ripeterci che siamo già
salvati e già redenti, rischiamo di trasformare la grazia in uno slogan e di
dimenticare che la nostra vita è ancora in cammino. La salvezza è reale, ma la
trasformazione non è ancora compiuta: siamo nella grazia, ma non siamo arrivati
alla pienezza.
Vediamo adesso di ricordare i passaggi
essenziali che dovremmo tenere sempre presenti, così da non perdere il senso
concreto di ciò che la Scrittura ci insegna.
1. L’uomo nell’Eden: autorità reale
La Genesi presenta l’uomo come governatore
della terra:
- «Dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del
cielo e su ogni animale» (Gen
1:28).
- Gli animali sono portati ad Adamo perché li
nomini (Gen 2:19), gesto di autorità.
Questo significa che l’uomo aveva:
- posizione
(governo),
- capacità
(intelligenza, discernimento),
- protezione
(comunione con Dio).
Questa autorità era derivata, non
autonoma. L’uomo governava sotto Dio; era comunque in grado di
governare.
2. Il serpente: un essere come inferiore
che diventa superiore
Il serpente è descritto come «il più
astuto di tutti gli animali» (Gen 3:1). Qualunque fosse la sua forma
originaria, il testo lo colloca nella categoria delle creature soggette
all’uomo. Dunque dipendente da governo affidato all’uomo.
Il punto decisivo è questo: Satana
non vince perché è più forte, ma perché l’uomo smette di fidarsi di Dio.
- L’uomo non cade per debolezza naturale.
- Cade perché sceglie l’autonomia.
- L’autonomia lo priva della forza che deriva
dall’obbedienza.
È lo stesso schema di Sansone: la forza
non era nei capelli, ma nel rapporto con Dio.
3. La caduta: trasferimento di
autorità
Quando l’uomo disobbedisce:
- perde la comunione,
- perde la protezione,
- perde l’autorità.’,
- Diventa dipendente da chi lo ha vinto.
Gesù stesso riconosce che Satana ha
ottenuto un dominio reale:
- «Il principe di questo mondo» (Gv 12:31; 14:30; 16:11).
- «Mi sono stati dati tutti questi regni e io li do
a chi voglio» (Lc 4:6). (Gesù
non contesta la veridicità dell’affermazione.)
Paolo conferma:
- «Il dio di questo mondo ha accecato le menti» (2 Cor 4:4).
- «Il principe della potenza dell’aria» (Ef 2:2).
Dunque l’uomo è diventato suddito di
un governatore usurpatore.
4. Cristo: il nuovo Adamo che vince
dove il primo ha fallito
Gesù viene come uomo vero, non
usando i privilegi divini (Fil 2:6–8). Vince come uomo:
- resiste alla tentazione nel deserto (Mt 4),
- vive nell’obbedienza perfetta,
- muore senza peccato,
- risorge come primizia (1 Cor 15:20), per
aprirci una porta che possiamo varcare.
È il nuovo Adamo (1 Cor 15:45–49), che:
- recupera l’autorità,
- sconfigge il nemico,
- apre la via della redenzione.
5. La salvezza: già reale, ma non
ancora pienamente manifestata
Qui tocchiamo un punto teologico
fondamentale: la tensione tra “già” e “non ancora”.
Già:
- «Siete salvati per grazia, mediante la fede» (Ef 2:8).
- «Non c’è più nessuna condanna» (Rom 8:1).
- «Siamo stati trasferiti nel regno del Figlio» (Col 1:13).
Non ancora:
- «Aspettiamo la redenzione del nostro corpo» (Rom 8:23).
- «La nostra vita è nascosta con Cristo» (Col 3:3).
- «Saremo simili a lui quando egli sarà
manifestato» (1 Gv 3:2).
La salvezza è completa nello spirito,
in corso nell’anima, attesa nel corpo.
Per questo:
- siamo nuove creature (2 Cor 5:17),
- ma viviamo ancora in un mondo sotto il dominio
del maligno (1 Gv 5:19),
- e il nostro corpo è ancora vulnerabile alla
tentazione.
6. Perché Satana può ancora tentare i
credenti
Perché, come abbiamo detto, la
salvezza fisica non è ancora avvenuta.
- Il mondo è ancora sotto un governo ostile.
- Il corpo è ancora corruttibile (Matt 26:41).
- La mente deve essere rinnovata (Rom 12:2).
- La carne desidera cose contro lo Spirito (Gal
5:17).
La Scrittura non dice mai che il
credente “non può più peccare” nel senso fisico o psicologico. Dice che non
vive più sotto il dominio del peccato (Rom 6:14), ma può ancora cadere.
7. Sintesi del nostro ragionamento
1.
L’uomo aveva
autorità reale sulla terra.
2.
Satana, pur
essendo spiritualmente superiore, si presenta come creatura inferiore.
3.
Vince tramite
inganno, non per forza.
4.
L’uomo perde
autorità e diventa suddito.
5.
Satana rivendica
il dominio sul mondo.
6.
Cristo vince come
uomo e recupera l’autorità.
7.
La salvezza è per
fede: reale nello spirito, non ancora nel corpo.
8.
Per questo Satana
può ancora tentare e ostacolare.
9.
La piena
liberazione avverrà alla risurrezione e al rapimento della Chiesa.
Viviamo dunque in questa tensione
serena: la grazia ci ha già afferrati, ma la nostra trasformazione non è ancora
compiuta. Non dobbiamo spaventarci se sentiamo la fragilità o la tentazione,
perché fanno parte della condizione presente del corpo. Ciò che conta è
rimanere nella direzione giusta, custodendo la fede e lasciando che lo Spirito
continui il suo lavoro in noi. La pienezza verrà, e verrà certamente: per ora
camminiamo con fiducia, sapendo che colui che ha cominciato in noi un’opera
buona la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù (Fil 1:6)
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