Il Messia Sconcertante - Parte 1 - Esempio dei Binari - n. 345 (aggiornato)

 di Renzo Ronca  29-4-26  (Visibile anche su Youtube in https://www.youtube.com/watch?v=qGjG13pOeeQ )

Fig 1



 Osservate questa fantasiosa immagine. Immaginiamo che, verso quel sorgere del sole in alto a sinistra, ci sia il Giardino dell’Eden, dove fu creato il genere umano e dove l’Eterno era presente. Scendendo di poco si vedono dei binari che scendono verso di noi.

Al centro, sempre in alto, tra le nebbie, c’è una macchia di alberi e, subito accanto, una casetta — forse una piccola stazione ferroviaria — da cui esce un binario interrotto da un ceppo d’arresto, con un vistoso “ALT!”.

Spieghiamo i simboli: Dio, creando l’uomo, ne aveva già concepito il futuro: un crescere graduale verso l’eternità. Due file di binari, dove le rotaie avrebbero condotto la crescita parallela dello spirito e del corpo fino alla maturità (cfr. Genesi 1:26‑27).

Ma qualcosa accadde, e l’uomo scelse un destino diverso da quello predisposto dal Signore. Nel tentativo di essere come Lui, si avviò per un percorso autonomo. Pensò — come suggerito dal serpente — di saperne di più e di poter prendere una scorciatoia, diventando “divino” per poi riprendere l’obiettivo del percorso, cioè l’eternità (cfr. Genesi 3:4‑5).

Ma se così fosse stato, come si vede nella parte bassa in primo piano, avrebbe distrutto completamente il piano della vita eterna di Dio, sostituendolo con una vita inesistente e impossibile: perché senza Dio c’è solo il nulla. Per questo la Bibbia chiama il peccato, cioè l’allontanamento dal Signore, con il nome di “morte”. Morte. Senza Vita. Nulla.

È sempre per misericordia verso il genere umano che Dio stesso bloccò quella falsa porta laterale dell’Eden, perché non avrebbe portato altro che morte a tutti gli uomini. Egli chiuse quella porta — sia in uscita che in entrata — in maniera perentoria, mettendovi a guardia gli angeli più potenti (cfr. Genesi 3:24).

Infatti, a causa del peccato, l’uomo aveva inglobato in sé uno squilibrio intrinseco che non poteva essere sanato da se stesso. Perché non poteva essere sanato da se stesso? Perché per ritornare allo stato originario avrebbe dovuto tornare indietro, dentro, accanto a Dio.

Ma se fosse rientrato nell’Eden santo, accanto a Dio che è santo, con il peccato ancora presente nel cuore, proprio a causa dell’essenza stessa di Dio — la cui gloria è immensa e totalmente priva di peccato — l’uomo senza il cammino di santificazione-consacrazione, sarebbe stato consumato davanti a quella gloria (cfr. Esodo 33:20).

Per questo l’ingresso fu momentaneamente chiuso: non come punizione, ma come protezione. Lo squilibrio tra carne e spirito rimase dunque scomposto, impossibile da ricomporre dall’uomo stesso. Solo Dio avrebbe potuto ristabilire ciò che era stato spezzato.

Fig. 2

 

C’è un solo modo per tornare a Dio, cioè essere salvati dalla morte, ed è per mezzo di Gesù Cristo (cfr. Giovanni 14:6). Che cosa significa questo? Significa che, se l’uomo non poteva togliere da sé il peccato che portava nel cuore, Dio invece poteva farlo; e lo fece in modo sorprendente: assumendo la forma di un uomo terreno, entrando nella nostra condizione segnata dal peccato, pur senza peccare (cfr. Filippesi 2:6‑8; Ebrei 4:15).

Fig. 3



Continuando la nostra simbologia, nella fig. 3 vediamo che, nella pienezza dei tempi, il Messia Gesù Cristo si presenta come l’unico scambio funzionante, l’unico modo in cui il binario morto può essere reimmesso nel percorso giusto.

Gesù, in maniera sorprendente, permette al “binario morto” di tornare in vita, di essere reinserito nella giusta prospettiva di crescita. L’uomo si trova davanti a questa possibilità. Una possibilità libera, perché potrebbe anche non volerla accogliere e rimanere caparbiamente attaccato all’idea che il peccato originale sia solo una fantasia.

In effetti, sebbene fosse già stato predetto dai profeti dell’Antico Testamento, nemmeno il popolo preparato per questo evento volle accettare un Messia umile, apparentemente perdente, che muore sulla croce abbandonato da tutti (cfr. Isaia 53).

È uno scandalo per chi ritiene di avere dei diritti etnici alla salvezza, ed è sconcertante anche per noi cristiani, perché in molte dottrine stiamo smarrendo il senso della spiritualità del Vangelo: una via che richiede umiltà, rinuncia di sé e dipendenza da Dio, non manifestazioni gloriose della carne.


Quando la possibilità amorevole di Dio viene accolta in modo umile e semplice allora avviene il vero miracolo dentro il nostro cuore: quella che spesso viene chiamata “nuova nascita”.

Senza sapere come quando perché succede quello che Gesù disse a Nicodemo e che poi l’appostolo Paolo spiegò in maniera approfondita; cioè come Dio si incarnò in Gesù Cristo per poter cancellare i nostri peccati e mostrarsi come primizia di un nuovo percorso di resurrezione, così per ogni singolo uomo la complessità di Dio (Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito), entra nella complessità della persona umana disordinata, e la riedifica come deve essere (spirito anima corpo).

 Fig4 

 


 Questa ultima fig. 4 mostra infatti come, nei due binari che si riuniscono in uno solo, si rappresenti la riunificazione di spirito e corpo in una nuova identità, alla luce del pieno giorno.   Allo stesso modo, interpetrando la nostra immagine simbolica in modo più ampio, ricordiamo il concilio di Atti 15: i due binari che si uniscono rappresentano le due tendenze cristiane: quella tradizionale di Gerusalemme più legalista e quella nuova dei non giudei di Paolo, che lo Spirito Santo volle unire su una base d’amore in Cristo, come dice in Atti 15: 16 "Dopo queste cose ritornerò e ricostruirò la tenda di Davide, che è caduta; e restaurerò le sue rovine e la rimetterò in piedi, 17 affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni, su cui è invocato il mio nome, cerchino il Signore, dice il Signore che fa queste cose, 18 a lui note fin dall'eternità.                

Stiamo parlando del millennio, quando il ritorno di Gesù riedificherà la terra in modo simile al Giardino dell’Eden (cfr. Atti 3:21). Da lì sarà solo un passo l’ingresso nei cieli nuovi dell’eternità (cfr. Apocalisse 21:1).


(Continua)

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