Comportamenti da Curare alle Soglie degli Ultimi Tempi - 1 Timoteo 6:11 – Breve Studo n. 362
di Renzo Ronca 31-5-26 (Visibile anche su Youtube in: https://www.youtube.com/watch?v=ItaMbSu7woQ )
Cercheremo di applicare per tutti noi il
principio che Paolo usa con Timoteo — cioè:
chi vive negli ultimi tempi, chi
appartiene al Signore, chi fa parte del rimanente fedele, deve coltivare certe
virtù con maggiore vigilanza e consapevolezza, perché il rapimento della Chiesa
è vicinissimo.
1. Il ponte tra “Timoteo” e la “chiesa del rimanente”
oggi
Interpreteremo il passo di questa
lettera di Paolo a Timoteo non come se gli parlasse come pastore incaricato, ma
in modo molto più ampio, per tutti i credenti maturi rimasti fedeli in questi
tempi così oscuri. Quindi intenderemo come rivolto:
- All’uomo di Dio
- Al figlio nella fede
- Al credente chiamato a rimanere saldo in tempi
difficili
Questi tre elementi sono perfettamente
applicabili alla chiesa del rimanente che abbiamo definito precedentemente:
- credenti riconosciuti dal Signore,
- fedeli in mezzo alla confusione,
- come in una chiesa invisibile senza denominazioni
o attraverso le denominazioni,
- primizie preparate per il rapimento,
- chiamati a vivere sobriamente negli ultimi tempi.
Dunque il collegamento è naturale: ciò
che Paolo chiede a Timoteo come “uomo di Dio” è ciò che lo Spirito chiede oggi
ai credenti sparsi per il mondo della chiesa del rimanente, della quale — se
Dio vuole — desideriamo far parte.
2. Il cuore del testo: “Ma tu, uomo di Dio, fuggi…
persegui…” (1 Tim 6:11)
Paolo non dice solo cosa evitare
(Precedentemente Paolo aveva parlato di attaccamento al denaro, appetiti
giovanili, peccato sessuale, discussioni inutili sulla legge, ecc.), ma
soprattutto cosa coltivare. Sono virtù di ogni figlio di Dio,
soprattutto negli ultimi tempi.
3. Le sei virtù da coltivare come “rimanente” negli
ultimi tempi
Giustizia — dikaiosýnē
Significa “ciò che è retto davanti a
Dio”. Non perfezione, ma scelte giuste nella vita quotidiana. È la
virtù del rimanente che vuole camminare nella luce.
Pietà — eusebeia
Letteralmente: “buona riverenza”.
È un cuore che vive consapevole della presenza di Dio. Non religiosità,
ma orientamento interiore.
Fede — pístis
Non solo credere, ma affidarsi, “appoggiarsi
su”. È la fiducia che sostiene il rimanente negli ultimi tempi; la
semplice fiducia in Dio per ogni cosa.
Amore — agápē
L’amore che sceglie il bene
dell’altro. Non sentimento, ma volontà
buona, costante, paziente. È la firma dei figli di Dio.
Costanza — hypomonē
Letteralmente: “rimanere sotto”. È
la capacità di restare quando tutto spinge a fuggire. La virtù del
rimanente che non si lascia travolgere.
Mansuetudine — praÿtēs
Forza sotto controllo. È la calma che nasce dalla fiducia in Dio, non
dalla debolezza. È la dolcezza dei forti.
Vorrei invitare chi vuole a scegliere una virtù su cui pregare
questa settimana.
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