Una Voce per L’Anima 22 — LA NASCITA E LA GALLERIA

 di Renzo Ronca - 6-5-26  


All’inizio, da quanto possiamo dedurre dalla Genesi, la nascita non era pensata come trauma. Era un passaggio dolce, immerso nella presenza di Dio. Il corpo e lo spirito erano uniti nella grazia, senza dolore, senza paura, senza separazione.

Ma dopo la caduta, ogni nascita avviene in un mondo che non è più Eden. Il neonato apre gli occhi alla luce, ma entra in una realtà che, spiritualmente, rimane buia. È una luce che non illumina l’anima.

La nostra vita assomiglia a una galleria curva. Camminiamo nel buio, senza vedere l’uscita. Il corpo non ci guida più come prima: avanza per inerzia, mentre lo spirito cerca una luce che non vede ancora. A volte abbiamo paura di inciampare, di trovare una buca nel buio. Eppure continuiamo a camminare, perché qualcosa dentro di noi sa che la galleria non è infinita.

La nuova nascita è questo: lo Spirito ci accompagna verso la luce che abbiamo perduto. E quando la galleria finirà, lo spirito e il corpo saranno riuniti nella vita del Regno. Allora la luce non sarà più un ricordo, né una speranza: sarà la nostra casa.




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