Una voce per l’anima n. 26 - I Bracci del Candelabro in Zaccaria 4 e il Rifornimento dello Spirito Santo - n. 357
di Renzo Ronca 21-5-26 (Anche su Youtube in: https://www.youtube.com/watch?v=mFEHJ5NjNiA )
Come può il cristiano, così piccolo e limitato, trasmettere la luce di Dio agli altri?
Molti credenti si sforzano di
essere perfetti, ma più confidano nelle proprie forze, più si scoprono inadeguati nell’impossibilità di conciliare la radice del peccato con il servizio al Signore — come accadde a Lutero.
Dopo la nuova nascita per fede,
però, accade qualcosa di sorprendente. In Zaccaria 4 troviamo l’immagine
del grande vaso che rifornisce d’olio i bracci del candelabro (1). Se pensiamo al principio
dei vasi comunicanti, possiamo immaginare il vaso grande come la potenza dello
Spirito Santo che alimenta costantemente ogni braccio.
Nella Scrittura, l’olio puro del tempio
è il simbolo per eccellenza dello Spirito Santo. Come l’olio alimentava il candelabro
nel Tabernacolo per dare luce, così lo Spirito rifornisce, illumina e fortifica
le anime dei credenti, trasformandole nel tempio vivente di Dio.
In conclusione, nonostante la nostra debolezza, è proprio nell’atto di servire il Signore e nell’esporre la Sua luce, che lo Spirito Santo ci rifornisce regolarmente di ciò che basta per mantenere accesa la nostra piccola fiamma, a lode e gloria di Dio.
Approfondimento Zacc. 4
Riguardo ai due ramoscelli d'ulivo che
rappresentano “i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra” (Zacc.
4:14), in quel tempo erano indicativi del re (Zorobabele) e del Sommo sacerdote
(Giosuè) che avranno l’incarico di ricostruire il tempio. Questa è una prefigurazione
del Cristo, che riunirà nella Sua Persona il ruolo di Re dei re (Apoc. 19) e di
Sommo Sacerdote in eterno (Eb. 7).
(1) Il candelabro ad olio a sette bracci presente nell'antico Tempio si chiama Menorah (o menorà). Il termine ebraico deriva dalla radice or, che significa "luce".
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