Una voce per l’Anima n.25 - Il Combattimento che Custodisce la Fede - n. 355

 di Renzo Ronca  18-5-26  (Visibile anche su Youtube in  https://www.youtube.com/watch?v=Y6iNZZxFOTc )

1 Tim 1:12 Combatti il buon combattimento della fede,…. 18 Ti affido questo incarico, Timoteo, … perché tu combatta in virtù di esse la buona battaglia, 19 conservando la fede e una buona coscienza;

 

Il cristiano deve prepararsi a combattere; si tratta di un combattimento intenso. Paolo lo sa bene, combatteva contro il mondo (Gal 6:14) ma anche contro la propria carne (Rom 7:14-25).  Egli era incessantemente attaccato da Satana (quando parla dell’angelo di Satana che lo schiaffeggiava continuamente- 2 Cor 12:7..).

Anche per questo Paolo cerca di preparare il suo discepolo Timoteo nella sua missione, e implicitamente lo Spirito Santo cerca di preparare noi oggi. Giustamente il MacArthur dice che purtroppo oggi ‘la maggior parte della chiesa contemporanea sembra aver dimenticato questa realtà … molti hanno sentito parlare di una grazia semplicistica a buon mercato… avendo così un concetto inadeguato del combattimento che amare il Signore Gesù Cristo implica’. E’ la predicazione di una grazia che consola ma non trasforma, che promette benessere ma non santità. Una grazia ridotta a terapia dell’anima, dove ogni sofferenza è vista come un errore da evitare. Ma questa è una forma sottile di apostasia, perché separa Dio dalla croce, Cristo dalla sua via stretta, la grazia dalla verità.

 

Il vero combattimento non è contro gli uomini. È un combattimento interiore, dove la fede viene custodita come un fuoco che il vento tenta di spegnere. È un combattimento silenzioso, dove la coscienza rimane limpida davanti a Dio anche quando tutto sembra vacillare. È un combattimento degli ultimi tempi, dove la fedeltà non sarà misurata dal successo, ma dalla resistenza.

Il cristiano non deve scoraggiarsi quando sente la lotta dentro di sé. Non è un segno di fallimento, ma di vita. Non è un’eccezione, ma la normalità dei figli di Dio. Il Signore non ci ha promesso l’assenza della battaglia, ma la sua presenza nella battaglia. E quando la prova sembra oltre le forze, ricordiamo che Dio vigila sulle nostre anime e che lo Spirito Santo sostiene ciò che da soli non potremmo portare.

Il buon combattimento non è eroismo umano: è fedeltà quotidiana, è fede-nonostante, è camminare nella luce anche quando la luce sembra poca. È rimanere in Cristo fino alla fine, sapendo che la vittoria non è nostra, ma sua.

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