Il Transito dell’Uomo Nuovo - Colossesi 3; Apocalisse 14 – Breve Studio n. 363
di Renzo Ronca 1-6-26 (visibile anche su Youtube in: https://www.youtube.com/watch?v=CJcEvi_Kv8Y )
L’apostolo Paolo parla dell’uomo nuovo come di
una realtà già iniziata: “Colossesi 3:10 e vi siete rivestiti
dell'uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che
l'ha creato.” (Colossesi 3:10).
È un rinnovamento che non riguarda solo
il carattere, ma la posizione spirituale, il transito dell’uomo davanti
a Dio, sempre più ad immagine di Dio. Per questo Paolo può dire che in Cristo
non esistono più distinzioni etniche, culturali o sociali: “Cristo è tutto e
in tutti” (v.11). Altrove dirà persino: “non c’è né maschio né femmina”
(Galati 3:28). È un linguaggio rivoluzionario allora e oggi: Dio vede l’uomo secondo
l’anima in trasformazione, non secondo la carne.
1. Il problema: camminare con un
vestito bianco in un mondo sporco
L’immagine è semplice e terribile: se
devo camminare con un vestito bianco perfetto in un mondo dove persino l’aria è
sporca, come faccio a non macchiarmi?
La risposta naturale è: non posso.
L’uomo, da solo, non può.
Ed è qui che Paolo apre un’altra porta:
noi camminiamo nel mondo, ma non apparteniamo più al mondo. La nostra
identità non è più radicata nella terra, ma nel cielo.
2. Il nuovo “io”: dove si trova?
Apocalisse 14 ci mostra una scena sorprendente. Il mondo sembra
ancora in piedi, ma davanti a Dio è già giudicato. Babilonia è già
caduta (v.8). Il giudizio è già stabilito (v.7). Il destino degli adoratori
della bestia è già definito (vv.9‑11).
È come se Dio ci dicesse: “Tu vivi ancora
qui, ma la tua vera posizione è già altrove.”
Il credente vive in una duplice
condizione:
- fisicamente ancora nell’acquario del mondo,
- spiritualmente già fuori, già proiettato nella
realtà nuova.
Il nostro “io” rinnovato è come una crisalide
che sta diventando farfalla: non è più dentro, non è ancora del tutto
fuori, ma sta uscendo.
3. Il transito: la fase più delicata
Ricordo che da giovane seguivo dei
filmetti di fantascienza in cui si usava un “teletrasporto” che disperdeva gli
atomi di una persona e li ricompattava da un’altra parte dello spazio. È il
momento in cui gli atomi o i mattoni del nostro essere si stanno ricomponendo
in un’altra forma. È il passaggio più fragile: se ci fermiamo, se torniamo
indietro, se ci disperdiamo, restiamo “scomposti”. Lo può fare solo Dio che è
quello che crea la vita e la trasforma.
Così è la vita cristiana negli ultimi
tempi: siamo quasi fuori, ma il corpo vecchio pesa ancora. La zavorra
della carne, delle abitudini, delle paure, ci tira verso il basso.
Eppure lo Spirito ci tira verso l’alto.
4. Come si vive in questo transito?
La Scrittura risponde con due parole:
Costanza
“Qui è la costanza dei santi” (Apocalisse 14:12). È la fermezza di chi non si
lascia trascinare né dal panico né dall’euforia. È la stabilità di chi sa che
il mondo che vede è già finito.
Mansuetudine
È la forza che non esplode, non si
vendica, non si agita. È la potenza che rimane sotto controllo perché sa che
Dio sta già operando la nuova forma.
La mansuetudine è il mantello dell’uomo
nuovo: non è debolezza, è potenza custodita.
5. Guardare il mondo dall’esterno
dell’acquario
Se guardiamo il mondo da dentro
l’acquario, vediamo caos, idolatria, uomini che si glorificano come dèi. Se lo
guardiamo da fuori, vediamo ciò che Dio vede:
- Babilonia è già caduta.
- Il giudizio è già stabilito.
- Il nuovo mondo è già preparato.
- Il nostro “io” rinnovato è già in formazione.
Il credente non vive più secondo la
cronologia della terra, ma secondo il tempo di Dio, dove il futuro è già
presente.
6. La conclusione: proteggere l’“io”
che sta nascendo
Il nostro compito non è cambiare il
mondo, né salvarci da soli. Il nostro compito è collaborare con il Signore
nella fede per proteggere l’uomo nuovo che Dio sta formando in noi.
Come?
- con la costanza dei santi,
- con la mansuetudine dell’Agnello,
- con la fede che vede già ciò che ancora non
appare,
- con lo sguardo rivolto “alle cose di lassù”
(Colossesi 3:1‑2).
Siamo nel transito. Siamo nella soglia.
Siamo nella fase in cui la farfalla sta rompendo il bozzolo.
E Dio ci dice: “Rivestitevi dell’uomo
nuovo.” Perché l’uomo nuovo esiste già davanti a Lui.
Gloria a Dio.
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