Sul 666 e il Marchio della Bestia - Percorso Comunitario - n. 374

 di Renzo Ronca  23-6-26

 

1)         DOMANDA DI OGGI  23-6-26

“Apocalisse 1:16-18
16 Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. 17 Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.
18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

Carissimi, chi prenderà il marchio non sarà salvato. Non perché Dio è cattivo, anzi, ma in quanto, probabilmente questo "chip" fuso con l'AI inibirà la capacità di decidere in libertà, certo è che nessuno lo prenderà inconsapevolmente.
Tu che ne pensi?  

Maranathà Vieni Signore Gesù”

 

2)      Domanda (utile) di diversi anni fa con un accenno di risposta (già presente sul libro PIC ‘Supporto al libro dell’Apocalisse’)

 

DOMANDA: Avrei un dubbio sul 6-6-6. Nel libro dell’Apocalisse è scritto “seicentosessantasei” e non “sei-sei-sei” come dicono molti. È la stessa cosa?

RISPOSTA: È vero è scritto “seicentosessantasei”. È un riferimento alla Gematria (o Ghematria) in uso a quel tempo: ad esempio a Pompei è famoso un graffito con scritto “Amo colei il cui numero è 545”. Non c’è un argomento più approfondito di questo 666 tra gli studiosi. Il Sargentini ad esempio, nel suo libro Armaghedon pagg 206-210 mostra come il 666 (seicentosessantasei) sia la somma dei valori anche di alcuni altri nomi: Nimrod re caldeo, chiamato nella sua terra STUR (radice di Saturnia, primo nome di Roma) dove S=60, T=400, U=6, R=200 tot 666; poi mostra che la somma di 666 è applicabile anche alle radici di Nerone, di Napoleon Dux Galliae”, di “W il Duce”, di Hitler, di Lateinos (che indicava i Romani con riferimento al riformarsi dell’impero romano)…  e fa anche vedere che il 666 è il nomignolo di “bestia” data ad un supercomputer mondiale che ci dovrebbe controllare tutti. Ma chissà quanti altri esempi possiamo trovare! È bellissimo anche il nome di Gesù che in greco porta il n.888 (Donges e Mounce).

Tuttavia, nel video non ho voluto aprire l’interpretazione verso questi calcoli numerici, perché se al tempo di Giovanni l’esempio poteva essere capito in modo semplice, oggi -a mio parere- quella strada si presterebbe a troppa confusione, con una numerologia a buon mercato che, se fatta superficialmente senza una fede seria, magari in qualche chat, ci avvicinerebbe all'esoterismo o peggio. Ripeto, non è che non vada bene la ghematria se fatta come studio dagli addetti ai lavori, ma ad ogni modo, visti i tempi che corrono, dove necessita molta concentrazione e meno dispersione possibile, preferirei mettere la priorità su un sei ripetuto tre volte, piuttosto che sul seicentosessantasei ottenuto come somma di lettere di nomi propri.

Ecco qualche commento: “Probabilmente la migliore interpretazione è che il numero sei è di una cifra inferiore al numero sette che è il numero perfetto e la triplice ripetizione del sei starebbe a indicare che, nonostante tutti i tentativi di convincere della propria divinità, Satana e le due bestie non sono altro che creature, non il Creatore” (Walvoord).

“Alcuni autori considerano questo numero più un simbolo che un crittogramma. 666 è un numero che in ciascuna delle sue cifre non raggiunge la perfezione” (Mounce).

Il Donges fa gli esempi della settimana della creazione, che senza il settimo giorno, quello del riposo del Signore, sarebbe l’espressione dell’imperfezione; poi parla dell’altezza di Golia (il gigante contro Davide), poi dell’immagine d’oro che Nabucodonosor, capo del primo impero mondiale fece erigere nella provincia di Babilonia, ecc. tutti hanno a che fare col numero 6; dice poi: “666 esprime un triplice 6… un 6 triplo”.

In un certo senso pronunciando in modo staccato i numeri 6-6-6, penso simbolicamente anche a tutta la triade diabolica (Satana, Anticristo, Antispirito) che si contrappone alla trinità perfetta (Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo), che potremmo anche chiamare per intenderci 7-7-7. Ritengo che questo significato, in ultima analisi, sia quello che ci interessa maggiormente.

 

3)      Risposta alla domanda di oggi

la Scrittura ci invita alla sapienza, ma anche alla sobrietà. Quando Giovanni parla del “marchio della bestia”, non ci sta chiedendo di indovinare tecnologie, microchip o codici segreti. Il linguaggio dell’Apocalisse è simbolico e nasce in un tempo di persecuzione, quando certe realtà dovevano essere dette e non dette.

Proprio per questo è importante evitare ciò che la Bibbia chiama “le profondità di Satana” (Apocalisse 2:24). Molti cristiani si perdono in dettagli, calcoli, ghematrie, chip, AI, complotti… ma tutto questo rischia di spostare lo sguardo dalla centralità di Cristo alla periferia. L’Apocalisse non è stata scritta per alimentare curiosità, ma per rafforzare la fede dei credenti.

Il punto centrale non è il marchio dell’ingannatore, ma il sigillo di Dio, cioè lo Spirito Santo che segna i credenti (Efesini 1:13; Efesini 4:30; Apocalisse 7:3; Apocalisse 14:1). La Bibbia parla molto più del sigillo dello Spirito che del marchio della bestia. Il credente è già segnato: il marchio della bestia è solo una contro‑imitazione, una caricatura del vero.

Il numero 666 non va cercato nei calcoli moderni: è il simbolo di ciò che è “quasi” ma non è mai “sette”, cioè la perfezione di Dio. È l’umanità che pretende di essere Dio ma non lo è. È la triade del male che tenta di imitare la Trinità, senza riuscirci.

Chi prenderà il marchio lo farà coscientemente, perché significherà scegliere un sistema che rifiuta Dio e si oppone apertamente a Cristo. Non sarà un gesto tecnico o inconsapevole, ma una scelta spirituale.

Il vero pericolo, oggi come allora, non è un oggetto sulla pelle, ma l’abitudine a vivere senza Dio. Che questo rifiuto si appoggi a strumenti pratici, scientifici, culturali o ideologici è possibile, e va vigilato; ma il marchio, nella sua essenza, è soprattutto un sistema di pensiero che esclude Dio dalla vita. È questo che dobbiamo evitare con ogni cura.

Perciò non dobbiamo temere le tecnologie: ciò che salva o perde non è un chip, ma il cuore. Il nostro compito non è decifrare i dettagli dell’Anticristo, ma rimanere sigillati nello Spirito, vigilanti, sobri e centrati sul Vangelo.

Se poi desiderate, potremmo anche incontrarci una volta al mese, per affrontare insieme questi temi in modo ordinato e spirituale, partendo proprio da questi punti sul marchio e sul sigillo. Non per fare speculazioni, ma per crescere nella fede e nella comprensione della Parola. 

Maranathà: Vieni, Signore Gesù.



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