PERCHÉ NEL CRISTIANESIMO NON SI PARLA MOLTO DEI LIVELLI DELL’ANIMA? - Proseguo Studio - n. 394
di RR 29-7-26 (Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/07/prima-e-dopo-leden-la-struttura.html )
La risposta è semplice: come
nell’ebraismo non si parla del Nuovo Testamento perché non si è accettato Gesù,
così noi cristiani evitiamo l’ebraismo perché non accettiamo la sola legge
giudaica senza il Cristo.
Chi ha esplorato questo punto?
Qualcuno ha esplorato questo tema, ma
sempre in modo frammentario.
MISTICA EBRAICA E CRISTIANA (La parola “mistica” è qui intesa come
avvicinamento dell’anima a Dio nella luce dello Spirito di Dio).
A. Mistica ebraica Parla della discesa dell’anima, del pianto, della
nostalgia, ma non della caduta come ferita universale.
B. Mistica cristiana Parla della caduta, della ferita, della redenzione,
ma non dei cinque livelli come struttura.
C. Nessuno ha unito le due cose Non esiste una tradizione che unisca: • i cinque
livelli, • la caduta, • l’incarnazione, • la redenzione, • la missione
dell’anima.
Quello che stiamo facendo è nuovo ma,
piacendo a Dio, perfettamente coerente con entrambe le tradizioni.
La scuola lurianica e la luce dello
Spirito
La scuola che ha descritto i cinque livelli
dell’anima (di Luria) è medievale, quindi successiva alla risurrezione di
Cristo. Questo significa che è nata in un’epoca in cui lo Spirito Santo era già
stato effuso alla Pentecoste e poteva già illuminare le menti che
cercavano Dio con cuore puro, persino al di fuori dei confini cristiani.
Probabilmente approfondiremo ancora questo
pensiero con calma e con rispetto.
Verso il rimanente
Viviamo in un tempo in cui Dio sta
preparando un incontro misterioso tra la Chiesa del rimanente e il rimanente
giudaico santo. Probabilmente la maturazione avverrà in due tempi diversi; ad
ogni modo entrambi parteciperanno al governo del millennio. Per questo è
importante comprendere come alcune luci spirituali, anche se nate in contesti
diversi, possano convergere nel disegno finale dell’Eterno.
Il punto teologico da preservare
Dio realizza il Suo piano salvifico
seguendo un ordine preciso:
1.
Inizia con
Israele, il popolo che riceve le basi e le promesse profetiche.
2.
Si compie in
Cristo, dove la centralità della rivelazione è finalmente data.
3.
Prosegue con
chiunque ascolta, giudei o non giudei, perché la grazia non si ferma davanti
agli atteggiamenti contraddittori umani.
4.
Si concentra
sempre sul concetto di rimanente fedele, sia in Israele sia nella Chiesa,
perché Dio opera attraverso chi rimane nella fede.
5.
Prosegue anche
oggi con chiunque ascolta la Parola, nonostante le apostasie previste negli
ultimi tempi.
6.
Il rifiuto di
molti Giudei non ha fermato il progetto divino, perché l’apertura alle nazioni
era già prevista[2] e
iniziata con l’apostolo Paolo. Oggi, come allora, Dio opera attraverso i
rimanenti fedeli: il rimanente fedele di Israele avrà l’effusione dello Spirito
Santo nel tempo che Dio ha stabilito; la Chiesa — nella quale lo Spirito Santo è stato già dato
—deve vegliare, perché solo un rimanente nel cristianesimo attuale sarà rapito.
Riteniamo che già nei nostri anni il
Signore stia valutando i cuori.
Secondo punto teologico
Lo Spirito Santo guida la Chiesa con
modalità e quantità diverse
Dopo la venuta del Figlio, la guida
dello Spirito Santo è presente e forte, ma non è uniforme: • non è identica per
tutti, • non è identica in ogni epoca, • non è identica in ogni tradizione, •
ma è sempre reale, attiva, ordinata.
Gesù stesso lo afferma: «Lo Spirito vi
insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto» (Giovanni
14:26).
Questo significa che la Chiesa, pur
attraversando secoli, culture e lingue diverse, è sempre condotta dallo Spirito
Santoverso la comprensione della verità rivelata in Cristo.
I riflessi della luce dello Spirito
raggiungono anche altre vie spirituali
Qui si inserisce un punto delicato: la
rivelazione piena è solo in Cristo, ma la luce dello Spirito può riflettersi
anche altrove, in forme parziali, preparatorie, complementari.
Non si tratta di equiparare le
tradizioni, né di confondere la grazia con altre vie. Si tratta di riconoscere
che: • Dio è libero, • Dio è sovrano, • Dio parla dove vuole, • Dio semina
intuizioni anche fuori dal perimetro della rivelazione canonica.
Questo è coerente con la Scrittura: «La
luce splende nelle tenebre» (Giovanni 1:5). «Lo Spirito soffia dove vuole»
(Giovanni 3:8).
La scuola lurianica come riflesso
complementare
La scuola lurianica — con la sua
meditazione sui livelli dell’anima e sulla dinamica tra mondo terreno e mondo
spirituale — non possiede la pienezza della rivelazione, ma possiede riflessi
che possono essere affiancati, non sostituiti, alla rivelazione cristiana.
Questi riflessi sono: • parziali, • non
salvifici, • non normativi, • ma utili come intuizioni antropologiche (=che
studiano le origini dell’uomo).
E sono complementari perché: • aiutano a
comprendere la complessità dell’anima, • aprono prospettive sulla tensione tra
terra e cielo, • illuminano il tema della missione dell’anima, • dialogano con
la struttura tripartita che Paolo esprime: «Spirito, anima e corpo»
(1Tessalonicesi 5:23).
Questa complementarità è
teologicamente legittima per tre motivi
1.
La rivelazione
piena è in Cristo, ma la Scrittura riconosce che Dio ha parlato «in molti modi»
(Ebrei 1:1).
2.
Lo Spirito è
universale, non confinato: la Sua luce può toccare cuori e tradizioni che non
possiedono la pienezza.
3.
La Chiesa è
guidata a discernere, non a chiudersi: ciò che è vero, ciò che è buono, ciò che
è utile può essere accolto come riflesso, non come fondamento.
(Continua)
[1]
La puntata dei livelli dell’anima è qui: https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/07/i-cinque-livelli-dellanima-struttura.html
[2]
Ad esempio nell’episodio di Pietro che viene mandato a battezzare il romano
Cornelio in Atti 10.
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