IL NON INVIDIABILE RUOLO DELLA SENTINELLA NELL’ULTIMO CRISTIANESIMO - Ultimi tempi - n. 399
di RR 7-8-26 (E' presente un video Youtube in https://www.youtube.com/watch?v=AVyJf7GG5k0 )
1. Introduzione: la chiamata nella
notte
In questo studio desideriamo contemplare
il ruolo della sentinella negli ultimi tempi. Un ruolo non invidiabile, non
comodo, non celebrato. Un ruolo che si svolge nella notte, sulla strada,
lontano dalla casa della Sposa, lontano dal conforto della comunità.
La sentinella è chiamata a vegliare
quando quasi tutti dormono. A mantenere lucidità quando la stanchezza
spirituale è massima. A custodire un annuncio che spesso – dopo migliaia di
anni - nessuno aspetta più.
La parabola delle dieci fanciulle ci
offre una lente preziosa per comprendere questa particolare vocazione.
2. La parabola delle dieci fanciulle:
la Sposa e le sentinelle
La Sposa è nella casa. Si prepara con i
profumi della preghiera, con il vestito della purezza, con la prontezza della
fede. Secondo la tradizione ebraica antica, quando il padre dello sposo
dichiarava che la stanza nuziale era pronta, il promesso sposo partiva con il
corteo festoso per rapire la sposa. Era una tradizione reale: il rapimento
della sposa era parte del rito nuziale.
La Sposa attende nella casa. Lo Sposo
non entra: la attende per strada. E la Chiesa sarà rapita tra le
nuvole, probabilmente dagli angeli ad incontrare il Signore nell’aria, non
sulla terra.
Le dieci fanciulle non sono la Sposa
propriamente detta. Sono le avanguardie, le amiche intime della Sposa,
coloro che devono percepire per prime il segnale dell’arrivo dello Sposo. Sono
le sentinelle della Chiesa, coloro che vegliano per avvisare la comunità che il
momento è vicino.
Cinque sono pronte. Cinque non lo sono.
3. La sentinella è sola: non ha il
conforto della comunità
La Sposa ha la casa, la luce, la
comunità, la preghiera condivisa. La sentinella no. La sentinella è fuori,
sulla strada, nella notte.
Questa è la verità che spesso non si
considera:
La sentinella non ha il conforto
regolare della comunità. È sola.
ha solamente la sua lampada.
La comunità ha relazioni,
incoraggiamenti, calore. La sentinella ha silenzio, responsabilità,
esposizione. Non è un profeta trionfante. È una creatura fragile, con una
divisa e un compito che pesa più del suo corpo.
4. La responsabilità affettiva verso
la Sposa
La sentinella non veglia per sé stessa.
Veglia per la Sposa.
La conosce profondamente. Conosce le sue
debolezze, le sue stanchezze, le sue distrazioni. Conosce il rischio che la
Sposa, pur credendosi ancora fidanzata fedele, possa sentire i richiami del
mondo e scambiarli per la voce da seguire, come accadde ai progenitori
nell’Eden.
La sentinella si preoccupa della Sposa
più di quanto la Sposa si preoccupi di sé stessa. E questa responsabilità
affettiva è un peso enorme.
5. La strada buia: il luogo
dell’esposizione
Le sentinelle sono sulla strada. Non
vedono bene dove mettere i piedi. Non hanno riferimenti. Non hanno protezione.
La strada è il luogo dove:
- la percezione può ingannare
- la solitudine amplifica ogni pensiero
- la fiammella dell’olio è l’unica luce
- la responsabilità diventa preghiera
- la fragilità diventa fedeltà
La sentinella non ha un tetto. Non ha un
muro. Non ha un compagno accanto.
Ha solo la sua lampada.
6. La fiammella che trema: la
fragilità della vigilanza
La sentinella non è un gigante, un
condottiero, un eroe.
È una fiammella che trema.
Quella fiammella:
- si abbassa
- si indebolisce
- rischia di spegnersi
- illumina appena un passo
Eppure, è sufficiente. Perché la
sentinella non deve vedere lontano, ma solo il presente che la fede ha
preparato: deve rimanere sveglia.
La fiammella è la sua fede. Una fede che
non abbaglia, ma resiste.
7. La distanza tra le sentinelle: la
prova della successione
Le sentinelle non sono un gruppo
compatto, tutte insieme. Sono distanti, come i profeti disseminati nella
storia, che non sempre erano ascoltati.
La sentinella teme che la catena della
vigilanza possa spezzarsi. Ma la parabola dice che non si spezzerà: la metà
sarà pronta.
La sentinella è sola nel momento, ma non
nel disegno.
8. Le domande interiori: una
sofferenza silenziosa
La sentinella vive un sacrificio
interiore fatto di domande che nessuno sente:
- E se la Sposa non fosse pronta?
- E se la Sposa si stancasse di essere fedele?
- E se le altre sentinelle fossero troppo lontane?
- E se quella prima di me non percepisse il
segnale?
- E se quella dopo di me non sentisse il mio avviso?
- E se il mio olio finisse proprio ora?
- E se la solitudine mi ingannasse con suggestioni
come fantasmi?
Queste domande non sono incredulità.
Sono la prova continua della vigilanza in una vita carica di tensioni che
non si possono scaricare e ci consumano.
Chi non veglia non si pone domande. Chi
veglia, sì.
9. La stanchezza dell’ultima
sentinella
C’è una domanda che dobbiamo porci: perché
la sentinella degli ultimi tempi è così poco invidiabile?
Perché, con ogni probabilità, è una
delle ultime sentinelle che il Signore ha chiamato prima del Suo arrivo.
E porta sulle spalle una stanchezza particolare, diversa da quella delle
sentinelle delle generazioni passate: quella del tempo terreno, che
logora la fede giorno dopo giorno; quella del corpo, che le sussurra che
forse non ce la farà; quella dell’anima, che avverte il peso della
responsabilità verso la Sposa; e quella della solitudine, che talvolta
sembra più forte della vocazione.
Eppure, nonostante tutto, il suo
lumino è ancora acceso.
Una fiammella piccola, tremante, ma
viva. Una luce che resiste contro il vento della notte. Una luce che dice: “Non
sono forte, ma sono fedele. Non vedo ancora lo Sposo, ma lo attendo.”
Questa è la gloria nascosta dell’ultima
sentinella: non la sua forza, ma la sua resistenza.
10. La preghiera della sentinella
La sua preghiera è:
- breve
- intensa
- silenziosa
- tremante
- sofferta
- piena di responsabilità
- piena di amore
- piena di speranza
non chiede luce, forza
dirompente, compagnia. Chiede olio,
resistenza, fedeltà.
Chiede di non spegnersi essa stessa prima
che arrivi lo Sposo
11. La solitudine come via più breve
per vedere il Signore
La solitudine della sentinella non è una
punizione. È un privilegio doloroso.
Essa è sola perché deve essere la
prima a vedere lo Sposo.
La solitudine è la via più breve indicata
dallo Spirito Santo per vedere il Signore. Vocazione difficile ma preziosa.
La sentinella è sola sulla terra, ma è
circondata dal cielo. Lo Sposo la vede. L’amico dello Sposo l’angelo più
potente la vede. Gli angeli del corteo la vedono. Il Padre la vede. E a lei per
prima si mostrano, come le donne alla risurrezione.
La sua solitudine è solo apparente. È la
soglia del rapimento ed il suo cuore si accenderà finalmente di luce.
11. La ricompensa: la sentinella
entra alle nozze
Le cinque stolte saranno mandate via, ma
le cinque savie entreranno. Entrano nella gioia dello Sposo. Entrano nella luce
eterna. La sentinella fedele non è esclusa.
La sua fiammella tremante diventa luce
piena. La sua solitudine diventa comunione. La sua attesa diventa incontro. Ci
sarà forse per lei una gloria particolare nel nuovo Regno.
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