RISCOPRIRE IL VERO SENSO DELL’AMORE DI DIO - Parte 1 - Studio n. 413

 di RR  26-8-26


Questo studio avrà il seguente schema a puntate:

 Parte 1 — Gesù è Dio

 Parte 2 — Riscoprire il senso dell’amore di Dio

 Parte 3 — Amore a prescindere

 Parte 4 — Come riuscire ad amare

Parte 5 — Una messa in pratica nonostante il limite

 Parte 6 — Un riferimento utile: Salmo 51

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 Parte 1: Gesù è Dio

 Premessa: il triangolo e il cerchio — l’intelligenza del limite

Prima di approfondire il termine “Gesù è Dio”, che può sembrare un’affermazione categorica e dogmatica, diciamo subito che non vogliamo entrare in disquisizioni tecniche sulla “trinità”. Non è questo il nostro intento. Vogliamo solo offrire elementi di riflessione che rendano il concetto più pieno, più respirabile, più vicino alla Scrittura.

Per questo usiamo una immagine semplice:



Immaginiamo un triangolo inserito dentro un cerchio. Il triangolo è una figura perfetta, con angoli e spigoli. Il cerchio è una figura continua, senza spigoli, possibile simbolo dell’infinito.

Il triangolo può essere contenuto nel cerchio, ma non può riempirlo completamente. Tra i suoi lati e la curva del cerchio rimangono degli spazi.

Il triangolo, nel nostro ragionamento, simboleggia il dogma trinitario: una forma utile, precisa, matematica. Il cerchio simboleggia Dio nella Sua completezza: infinito, non racchiudibile, non contenibile.

Gli spazi che vedete in figura, di colore blu intenso tra triangolo e cerchio, sono la parte di Dio che nessuna creatura può comprendere.

  

Nota: significato di “comprendere”

La parola “comprendere” deriva dal latino cum‑prehendere:

  • cum = insieme
  • prehendere = prendere, afferrare, racchiudere

Comprendere significa prendere una cosa e inserirla dentro di noi, contenerla, inglobarla.

Ma Dio non può essere contenuto, racchiuso.

Per questo la Scrittura dice: “Nessun uomo ha mai visto Dio” (Giovanni 1:18).  Non perché Dio sia lontano, ma perché è troppo grande per essere contenuto.

Per comprendere Dio, dovremmo essere Dio. E questo è impossibile per ogni creatura.

Per questo invece di dire Padre, Figlio e Spirito Santo, noli diciamo più spesso: Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.  Non perché Dio sia diviso. Non perché abbia tre parti. Non perché sia un triangolo rigido.  Lo diciamo perché Dio è come un cerchio infinito, senza limiti, senza bordi, senza spigoli. E nella Sua complessità infinita:

  • agisce nel creato,
  • conosce il creato,
  • conosce Se stesso,
  • si comunica alle creature.

Per questo la Scrittura dice “…nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio.” (1 Corinzi 2:11b). Non perché sia “altro” da Dio, ma perché è Dio‑Spirito che conosce Dio. Il cerchio conosce se stesso. Il cerchio contiene se stesso. Il cerchio è infinito.

Il triangolo (il dogma) ci orienta, ma non può riempire tutto lo spazio.

 

Gesù è Dio

Dopo aver riconosciuto che:

  • Dio non può essere racchiuso,
  • nessuna creatura può comprenderlo,
  • ogni dogma è una figura utile ma limitata,
  • Dio è un cerchio infinito,

possiamo ora avvicinarci alla divinità di Gesù senza rigidità, senza legalismi, senza trinitarismi spezzati. E possiamo mostrare biblicamente che Gesù è Dio seguendo il filo più limpido: quello dell’apostolo Giovanni, e poi l’eco diffusa in tutta la Scrittura.

 

1. Gesù è chiamato Dio direttamente

Giovanni 1:1

“Il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.”

Qui Giovanni non usa metafore. E quando dice Verbo, usa il termine greco Logos, che significa anche Parola: la Parola eterna, la Parola che esiste prima di ogni cosa, la Parola che esprime Dio e rivela Dio.

Così il testo diventa più chiaro: il Verbo (il Logos, la Parola) era presso Dio, e il Verbo (il Logos, la Parola) era Dio.

Poi Giovanni aggiunge:

“Il Verbo (il Logos, la Parola) si è fatto carne.” (Giovanni 1:14)

La conclusione è inevitabile e lineare: Gesù è Dio fatto carne, la Parola eterna che entra nel mondo come uomo.

Giovanni 20:28

Tommaso, vedendo Gesù risorto, dice:

“Mio Signore e mio Dio!”

Gesù non corregge Tommaso. Accetta il titolo. Accetta l’adorazione. Accetta la proclamazione.

 

2. Gesù riceve attributi che appartengono solo a Dio

Apocalisse 1:8 / 22:13

“Io sono l’Alfa e l’Omega.”

Nell’Antico Testamento questo titolo appartiene solo a Dio. In Apocalisse viene applicato anche a Gesù. Non come “secondo Dio”, ma come Dio che parla.

Colossesi 1:16‑17

“Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui… e in Lui tutte le cose sussistono.”

La creazione è opera di Dio. La sussistenza dell’universo è opera di Dio. Qui Paolo dice che Gesù è il principio e la coesione del creato.

 

3. Gesù riceve adorazione — cosa proibita per ogni creatura

Ebrei 1:6

“Tutti gli angeli di Dio lo adorino.”

Gli angeli adorano solo Dio. Eppure la Scrittura ordina che adorino il Figlio.

Apocalisse 5:12‑14

L’Agnello riceve la stessa adorazione che riceve Colui che siede sul trono. Non c’è distinzione di livello. Non c’è gerarchia. C’è un’unica adorazione.

 

4. Gesù compie opere che solo Dio può compiere

Perdona i peccati (Marco 2:7‑10)

Gli scribi dicono:

“Chi può perdonare i peccati se non Dio solo?”

Gesù risponde perdonando. E poi guarisce per mostrare che ha autorità divina.

Dà la vita eterna (Giovanni 10:28)

“Io do loro la vita eterna.”

La vita eterna è dono di Dio. Gesù la dà come fonte, non come intermediario.

 

5. Gesù è il volto visibile del Dio invisibile

Colossesi 1:15

“Egli è l’immagine del Dio invisibile.”

Non “somiglianza”. Non “riflesso”. Immagine: manifestazione visibile dell’invisibile.

Giovanni 14:9

“Chi ha visto me ha visto il Padre.”

Non è simbolo. Non è rappresentazione. È identità di natura.

 

Sintesi

Si può mostrare biblicamente che Gesù è Dio senza cadere né nel legalismo né in un trinitarismo spezzato. Il triangolo (il dogma) ci orienta. Il cerchio (Dio) ci supera. E dentro questo spazio di contemplazione possiamo riconoscere che:

  • il Verbo, il Logos, la Parola è Dio,
  • Gesù è chiamato Dio,
  • Gesù riceve adorazione,
  • Gesù compie opere divine,
  • Gesù è il volto del Dio invisibile.

Tutto questo non riempie il cerchio. Ma ci permette di dire, con sobrietà e con fede:

Gesù è Dio.


(Continua)




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