SALVEZZA – Parte 1 - Significato del Nome – n. 422
di RR 13-9-26
In un ripiano basso di uno scaffale ho una bella scatola di cartone colorata; una volta conteneva delle scarpe nuove, adesso è vuota ed è rimasto solo il nome. Non so se riutilizzarla in qualche modo o toglierla.
Nella Bibbia ci sono nomi e parole che
esprimono concetti importanti che usiamo spesso, ma potrebbero essere come questa scatola di
scarpe vuota dimenticata in basso: non hanno più all’interno le belle scarpe con
cui camminavamo; quelle scarpe ormai sono consumate. Forse è il caso di
ricomprarne delle nuove.
Supponiamo adesso che su quella scatola
ci sia scritto “Salvezza”: siamo sicuri di sapere tutti cosa significa?
Salvezza di chi? Da parte di chi? Siamo già salvati o lo saremo? E come? E quando?
E perché?
Sula base del materiale trovato, iniziamo ad approfondire:
La parola “salvezza” nell’AT: ebraico "yeshuah"
La parola che indica la salvezza
nell’Antico Testamento è yeshuah (יְשׁוּעָה). Non è un’idea religiosa:
è un intervento concreto di Dio.
Significa:
- liberazione da un nemico
- scampo da un pericolo imminente
- aiuto in una situazione senza uscita
- apertura di un varco dove non c’era
È una parola fisica, terrena, non astratta.
- Esodo 14:13 — Israele vede la salvezza di Dio quando il mare si apre.
- Salmo 27:1
— “Il Signore è la mia salvezza”: protezione reale, non simbolica.
- Isaia 12:2
— “Dio è la mia salvezza”: liberazione da angoscia e pericolo.
- Salmo 118:14 — “Il Signore è la mia forza e la mia salvezza”.
In tutti questi casi, la salvezza è
tangibile, materiale, effettiva. Dio interviene nella storia, nella vita, nel
corpo, nella situazione. Egli apre una via dove non c’era; crea un varco reale,
liberatorio, non simbolico, nella situazione dell’uomo.
La parola “salvezza” nel NT: greco "sōtēría"
Nel NT la salvezza è più elaborata (sōtēría), ma il contenuto è lo stesso: la
salvezza viene solo da Dio. La differenza è che nel NT Dio salva
incarnandosi. Il Salvatore del NT è Dio stesso, ma nella forma umana di
Gesù.
Il termine greco sōtēr
(Salvatore) significa:
• colui che salva
• colui
che libera
• colui
che preserva la vita
È un titolo attribuito a Gesù perché
Gesù è Dio incarnato.
Riferimenti:
• Luca
2:11 — “vi è nato un Salvatore”
• Giovanni
4:42 — “questi è veramente il Salvatore del mondo”
• Tito
2:13 — “il nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo”
Collegamento diretto con l’AT: Gesù = YHWH che salva
Il nome Yeshua (forma abbreviata di
Yehoshua) significa: “Yahweh salva”.
Nel NT l’angelo lo spiega:
• Matteo 1:21 — “egli salverà il suo popolo dai loro peccati”. Qui avviene il passaggio decisivo: Il nome che nell’AT indicava l’azione di Dio, nel NT diventa il nome della persona di Dio incarnato. Non cambia il Salvatore: cambia la modalità con cui salva.
E’ importante dirlo con
chiarezza: Nel NT Gesù è chiamato “Salvatore” non perché sia un uomo che salva,
ma perché è Dio che salva come uomo.
Non è un salvatore umano. È Dio in forma
umana.
Riferimenti:
• Giovanni
1:14 — “il Verbo si è fatto carne”
• Colossesi
2:9 — “in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”
• Giovanni
10:30 — “Io e il Padre siamo uno”
(Continua)

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