Cammino in Famiglia - Abbracciati dalla Sua Grazia - 18-10-26 - n. 444
di RR 18-10-26
1. Il cuore di un bambino nelle
braccia di Gesù - Marco
10:16
Marco 10:16 E, presili in braccio, li
benediceva ponendo le mani su di loro.
Nel nostro cammino insieme, il primo
passo fondamentale è l'atteggiamento del cuore. In questa frase vediamo Gesù che prende i bambini tra le
braccia, li benedice e impone loro le mani. Non si tratta di una semplice
gestualità bonaria o d'affetto superficiale: quel gesto di Gesù è un’azione di
trasformazione profonda. Quando ci poniamo davanti al Signore con la
semplicità, la fiducia e la vulnerabilità di un bambino, Egli ci prende in
braccio. Cioè ci solleva da terra, da ogni pericolo; ci avvicina al Suo volto,
non ci lascia come siamo: la Sua benedizione e l'imposizione delle Sue mani
segnano la nostra vita nel profondo e nel divenire. Egli guarendo le nostre
fragilità ci trasforma dall'interno.
2. Una benedizione che mette radici –
Osea 14:5-7
Osea 14:5 Io sarò per Israele come la
rugiada; egli fiorirà come il giglio e spanderà le sue radici come il Libano. 6
I suoi rami si estenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell'ulivo, la
sua fragranza come quella del Libano. 7 Quelli che abiteranno alla sua ombra
faranno di nuovo crescere il grano e fioriranno come la vite; saranno famosi
come il vino del Libano.
Quando ci affidiamo a Lui, la promessa
di Dio si estende a tutta la nostra casa. Il Signore promette di amarci, di
guarirci e di farci fondare su radici salde e profonde. Come la vegetazione
rigogliosa e le palme che portano beneficio, salute e ristoro, così la
benedizione di Dio sulla nostra famiglia non è destinata a rimanere chiusa tra
quattro mura, ma diventa una fonte di vita, di pace e di guarigione anche per
chi ci sta accanto.
3. La presenza di Gesù che porta
sempre nuova vita – Giovanni 10:10b
Giovanni 10:10b «Io son venuto perché abbiano la vita e
l'abbiano in abbondanza.»
Noi attendiamo con gioia e speranza il
ritorno glorioso di Gesù, ma la Sua presenza non è un evento relegato solo al
futuro. Ogni volta che ci riuniamo in preghiera nella nostra casa, la Parola si
compie, Gesù viene a farci visita: «Vengano dalla
presenza del Signore dei tempi di ristoramento» (Atti 3:19). Ogni
Sua visita nella nostra casa porta un soffio di vita nuova, rinfresca il nostro
spirito e riaccende la speranza.
vita nuova, rinfresca il nostro spirito,
riaccende la speranza e rinnova la nostra comunione.
4. Pace nelle tempeste: «Coraggio,
sono io!» - Matt 14:27 -
Lungo il viaggio della vita, la nostra
famiglia può attraversare momenti di tempesta, venti contrari e acque agitate.
In quei momenti la paura può bussare al nostro cuore. Ma ricordiamo la barca
dei discepoli in mezzo al mare in tempesta: Gesù arriva camminando sulle acque
e la Sua voce supera il rumore delle onde: «Coraggio, sono io; non abbiate
paura!». Con Gesù a bordo o al nostro fianco, la tempesta perde il suo
potere di spaventarci. La Sua presenza ci dona una serenità che va oltre ogni
circostanza.
5. Il fondamento dell'Amore: Avere il
cuore di Dio per gli altri - Giov 15:12
Al centro di tutto ciò che Gesù ci
chiede c'è un comando semplice e radicale: «Amatevi gli uni gli altri come
io ho amato voi» (Giov 15:12) Quanto è facile, a volte, cadere
nell'errore del profeta Giona! Giona si impuntava, faceva resistenza, eseguiva
i compiti a fatica e si rattristava fino ad andare in crisi per una semplice
pianta di ricino spuntata e seccata in una notte. E il Signore dovette
richiamarlo con dolcezza e fermezza: «Tu ti curi di
una pianta per la quale non hai faticato... e io non dovrei aver cura e
compassione di tanta gente e persino degli animali?» (Giona 4:10-11).
Non sprechiamo le nostre energie preoccupandoci per le piccole
"piantine" dell'egoismo o delle cose passeggere; chiediamo a Dio di
darci il Suo stesso cuore per amare il nostro prossimo, a partire dai nostri
familiari fino a chiunque incontriamo.
6. La pazienza di Dio: Il grano e la
zizzania (Matt 13:29-30; 38-42)
Infine, impariamo a guardare dentro di
noi e attorno a noi con la stessa pazienza con cui Dio guarda noi. Nella
parabola del grano e della zizzania, il Signore ci insegna a non temere se
vediamo delle imperfezioni, delle cose contrastanti o apparentemente
"velenose" intorno a noi o persino nel nostro carattere. Se il
Signore intervenisse subito con la scure, rischierebbe di sradicare e rovinare
il buono che sta crescendo in noi. Ci sono connessioni e dinamiche profonde che
solo Dio comprende appieno. Egli sa come e quando operare: lasciamo a Lui il
compito di purificare al momento giusto, mentre noi continuiamo a coltivare con
fiducia il buon grano della fede, della speranza e dell'amore.
Che questa consapevolezza possa
custodirci uniti, saldi e pieni di gioia, sapendo che siamo custoditi nelle
mani del Padre.
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