Il tempo che accelera: Perché dobbiamo farci trovare pronti - n. 445

 RR 19-10-26

 

 

1. Il mondo corre più veloce di prima

Oggi abbiamo tutti la sensazione che il tempo voli, che gli eventi si susseguano a un ritmo vertiginoso e che le notizie ci travolgano. Questo non è solo un modo di dire: la storia e gli eventi umani non procedono a una velocità regolare e prevedibile, ma seguono un’accelerazione fortissima, che in matematica viene chiamata "crescita esponenziale". Significa che per molto tempo le cose sembrano cambiare lentamente, quasi impercettibilmente, e poi, a un tratto, tutto esplode e accelera di colpo, prendendoci alla sprovvista.

 

2. Non riusciamo a stare dietro a tutto

Il nostro cervello ha i suoi limiti naturali e non è strutturato per reggere questa valanga continua di informazioni, stimoli ed eventi drammatici. Se cerchiamo di capire tutto, di inseguire ogni notizia o di sperimentare ogni novità del mondo, rischiamo solo di subire un sovraccarico che addormenta la nostra coscienza. Satira e distrazioni agiscono proprio così: ci bombardano di stimoli per tenerci occupati ed emotivamente esausti, facendoci perdere di vista ciò che conta davvero.

 

3. La profezia biblica: "I giorni saranno accorciati"

Questo senso di accelerazione e di compressione del tempo non deve spaventarci, perché era stato ampiamente predetto. Gesù stesso ci ha lasciato un avvertimento prezioso riguardo agli ultimi tempi:

«Se quei giorni non fossero stati accorciati, nessuno scamperebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno accorciati» (Matteo 24:22).

A causa di questo meccanismo misterioso legato allo spazio-tempo e al succedersi rapido degli eventi, ci sembra che tutto corra più in fretta e spesso veniamo colti di sorpresa.

 

4. La vera vigilanza: Fidarci del calendario di Dio

Proprio perché la nostra mente umana fa fatica a percepire questa velocità e rischia di assuefarsi al male o alle distrazioni del mondo (un po' alla volta, quasi senza accorgersene), non possiamo affidarci alle nostre sole percezioni o alle valutazioni terrene. Al tempo di Noè la gente viveva alla giornata, mangiava, beveva e si sposava, senza accorgersi di nulla, perché tutto sembrava normale... finché non fu troppo tardi.

Oggi la vigilanza cristiana non consiste nel voler sperimentare o analizzare ogni perversione o novità del mondo per "vedere come fatta", ma nel fidarsi ciecamente della Parola di Dio. Dobbiamo saltare la prova dei sensi e affidarci al "calendario" profetico che il Signore ci ha donato.

 

5. Teniamo lo sguardo sull'essenziale

Il rapimento della Chiesa e il tempo della grande tribolazione si fanno sempre più vicini all'orizzonte. Di fronte a questa accelerazione del mondo, la risposta per noi credenti è una sola: sgomberare il campo dal superfluo, liberarci dai preconcetti umani e metterci in un ascolto più snello, profondo e sincero dello Spirito Santo.

Badiamo all'essenziale della fede, custodiamo il nostro cuore e viviamo in una costante preparazione spirituale, affinché possiamo essere trovati pronti, saldi e vigilanti quando il Signore verrà a prenderci.

 

 

Commenti