LE TRE CATEGORIE DI CRISTIANI RIMANENTI NELLA PROFEZIA BIBLICA - Studio n. 451

 di RR 28-10-26


 Nel panorama biblico ed escatologico, la Scrittura rivela un disegno chiaro riguardo al popolo di Dio attraverso le varie epoche della storia umana e profetica. Mantenendo una prospettiva evangelica pre-tribolazionista, è possibile individuare con precisione tre distinti gruppi o "rimanenti" di credenti che attraverseranno le tappe fondamentali del piano di Dio, fino all'ingresso nella dimensione eterna.

 

1. Il rimanente cristiano di adesso (L’Era della Chiesa)

Nel mondo odierno siamo abituati a vedere un panorama cristiano frammentato in centinaia di denominazioni, confessioni, etichette ed enti ecclesiastici. Tuttavia, agli occhi del Signore, le divisioni umane non hanno il valore che attribuiamo loro. Davanti al Suo trono non ci saranno sigle o appartenenze denominazionali: esisterà un’unica reale categoria di credenti, ovvero coloro che Egli riconoscerà come Suoi, accoglierà e rapirà per stare sempre con Sé [Nota fp 1].

A questo punto sorge una domanda fondamentale: basterà semplicemente "credere" nel Signore Gesù per essere salvati?

È una questione delicata che richiede maturità, evitando risposte dogmatiche o superficiali. La risposta biblica è indubbiamente sì: la fede personale nel Signore Gesù Cristo è l’unico mezzo di salvezza disposto da Dio. Non vi sono altri nomi, opere o meriti umani che possano riconciliarci con il Padre [Nota fp 2]. La salvezza è un dono di grazia che si riceve per fede.

Tuttavia, bisogna comprendere bene cosa significhi davvero "credere". Gesù stesso ha rivolto ai Suoi discepoli un’osservazione profonda: «Perché mi chiamate: “Signore, Signore”, e non fate quello che dico?» [Nota fp 3]. Qui il Signore non sta introducendo un sistema di salvezza per opere (che si contrapporrebbe alla vita dello Spirito), ma sta evidenziando che la vera fede non si riduce a un’adesione intellettuale o a una formula verbale.

Il momento in cui si riceve la salvezza per fede — che generalmente trova la sua prima manifestazione pratica ed esterna nel battesimo per immersione da adulti [Nota fp 4] — non è il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. È un cammino dinamico di pienezza e di crescita continua, in cui il credente impara ad aprirsi costantemente agli "input" dello Spirito Santo e ad applicare la Parola di Dio nella propria vita quotidiana. Gli apostoli stessi hanno incoraggiato continuamente i credenti a non rimanere neonati nella fede, ma a crescere verso la maturità e la statura perfetta di Cristo [Nota fp 5].

Quando la fede matura e si radica profondamente, essa porta la Chiesa ad assomigliare alla comunità di Filadelfia descritta nell’Apocalisse: una chiesa che, pur avendo poca forza, ha custodito la Parola di Cristo e non ha rinnegato il Suo nome [Nota fp 6].

Nel libro dell'Apocalisse troviamo però indirizzi a sette chiese differenti. Tutte, esternamente, professavano di credere nel Signore. Questo ci insegna che il "credo" iniziale (che rappresenta la porta della salvezza) non funziona come un automatismo magico o una garanzia irrevocabile che prescinde da come si vive o dal proprio atteggiamento verso Dio. La Scrittura ci avverte chiaramente che la presenza e l'azione dello Spirito Santo nella vita di un credente possono essere soffocate o spente [Nota fp 7].

Se un cuore si indurisce progressivamente, ignorando e respingendo continuamente i "pungoli" e i richiami dello Spirito Santo, rischia di arrivare a un punto di non ritorno, a una condizione di imperdonabile resistenza alla grazia di Dio. Nei Suoi messaggi alle sette chiese, il Risorto ripete più volte il richiamo al ravvedimento, lasciando intendere che, senza una reale fedeltà e ascolto, si rischia di perdere la comunione con Lui e di rimanere esclusi [Nota fp 8].

Per questo motivo, anche all'interno del cristianesimo visibile, solo un rimanente sarà effettivamente salvato e rapito. Ciò che rimarrà indietro sarà quella che potremmo definire la "chiesa degli empi": un paradosso solo apparente, composto da coloro che manterranno una forma di religiosità, arrivando persino a vantare grandi opere o prodigi compiuti nel nome di Cristo. A costoro, tuttavia, il Signore dirà: «Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me» [Nota fp 9].

In conclusione, per questa prima epoca non conta ciò che noi dichiariamo di essere o quanta conoscenza dottrinale ostentiamo; l'unica cosa che conta davvero è essere riconosciuti, conosciuti e accolti personalmente dal Signore.

Appendice: L'inclusione dei Giudei Messianici nel Rimanente della Chiesa

Quando parliamo del rimanente cristiano che sarà oggetto del Rapimento, dobbiamo allargare lo sguardo per includere una componente spesso trascurata ma fondamentale: i giudei messianici. Tuttavia, su questo punto è necessaria una distinzione rigorosa per evitare confusione.

Anche nel mondo ebraico che guarda a Yeshua (Gesù), le divisioni non mancano. Esistono gruppi che si definiscono "messianici" ma che considerano Gesù semplicemente come un grande maestro, un rabbino illuminato o uno dei tanti profeti della storia, rifiutandone la divinità e l'incarnazione. Da un punto di vista strettamente evangelico e biblico, chi non riconosce Gesù come il Verbo incarnato e il Figlio di Dio non appartiene alla Chiesa del corpo di Cristo [Nota fp 10].

D'altra parte, esiste un vero e proprio rimanente di giudei messianici che confessano Cristo esattamente come Lo confessiamo noi: riconoscono in Lui il Messia promesso, il Salvatore e Dio stesso fatto uomo. Questi fratelli fanno parte a tutti gli effetti dell'unica Chiesa che sarà rapita [Nota fp 11]. Spesso essi mantengono una forte identità culturale, continuando a osservare determinate usanze riguardo alle feste tradizionali o alle prescrizioni alimentari. Ma questo non li esclude dalla grazia: del resto, una simile sensibilità culturale e liturgica era presente già nella primissima comunità di Gerusalemme ai tempi degli apostoli, come documenta il libro degli Atti al capitolo 15 [Nota fp 12], dove la fede in Cristo univa credenti di diversa estrazione senza annullare del tutto le loro radici.

 

2. Il rimanente cristiano fino ad un attimo prima del ritorno fisico di Gesù ad Armaghedon (La Grande Tribolazione)

Entriamo ora nel vivo della seconda categoria di credenti: il rimanente che attraverserà il drammatico periodo della Grande Tribolazione, arrivando letteralmente fino all'ultimo istante prima del ritorno fisico di Gesù sulla terra.

Il libro dell'Apocalisse affronta questo periodo cruciale operando quasi come una lente d'ingrandimento, svelando scenari di profonda intensità e, a tratti, di estrema crudezza. Per comprendere questo quadro, possiamo armonizzare diversi passaggi chiave delle Scritture che descrivono l'epilogo di quell'era.

Lo scenario di Armaghedon e il ritorno del Re

L'Apocalisse descrive il momento in cui le nazioni si radunano per il grande scontro finale:

«Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall'Oriente... E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon» [Nota fp 13].

Questo ci conduce direttamente al contesto della battaglia di Armaghedon. È il momento in cui Cristo, il Re dei re, tornerà visibilmente sulla terra accompagnato dagli angeli e da coloro che erano stati precedentemente rapiti e riscattati nella prima risurrezione, scendendo in un luogo ben preciso per stabilire il Suo governo [Nota fp 14].

Se osserviamo lo "zoom" profetico dell'Apocalisse — ripreso in più punti e capitoli differenti, come nel capitolo 19 [Nota fp 15] — ci accorgiamo che l'attenzione si focalizza in modo particolare sul destino del popolo d'Israele e sulla terra di Palestina e dintorni.

La mietitura e il giudizio

Un'altra descrizione particolarmente solenne e raccapricciante di questo arrivo si trova nel capitolo 14 dell'Apocalisse, dove l'azione del Figlio dell'uomo viene paragonata a una mietitura e a una vendemmia nel grande tino dell'ira di Dio:

«L'angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio. Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì tanto sangue che giungeva fino al morso dei cavalli, per una distesa di milleseicento stadi» [Nota fp 16].

L'idea che possano formarsi accumuli o "pozze" di sangue di proporzioni così impressionanti ci restituisce la drammaticità di una guerra mondiale e totale senza precedenti nella storia umana.

Segni dei tempi e prudenza nello studio

Sebbene la data esatta di questo secondo avvento non ci sia nota, queste visioni donate all'apostolo Giovanni non sono fatte per spaventarci inutilmente, ma devono essere oggetto di uno studio cauto, costante e riverente [Nota fp 17].

Possiamo fare un paragone con i fenomeni naturali: come le onde premonitrici di uno tsunami iniziano a manifestarsi "in piccolo" molto prima dell'onda devastante, così il Signore ripete e anticipa i Suoi avvertimenti profetici in modo sempre più pressante ed evidente. Molti segnali che scorgiamo nel mondo odierno trovano già inquietanti corrispondenze con quei fatti che un giorno si realizzeranno in forma piena e definitiva. La conclusione pratica è una sola: la mietitura del Signore avverrà con assoluta certezza, e ravvedersi fin da adesso è la scelta più saggia che un essere umano possa compiere.

Il rimanente giudaico protetto e salvato

All'interno di questo scenario apocalittico, le Scritture riservano un'attenzione particolare a un rimanente giudaico che riceverà una protezione speciale da parte di Dio [Nota fp 18].

Ci riferiamo a quegli ultimi superstiti del popolo d'Israele i quali, giunti al culmine della tribolazione, riceveranno una straordinaria e sovrannaturale effusione dello Spirito Santo. Sarà quel momento di profonda rivelazione in cui riconosceranno l'errore dei loro padri (e della storia) nell'aver condannato e trafitto il Messia. Davanti a questa apertura spirituale operata dallo Spirito, si pentiranno sinceramente e sarà concessa loro la grazia e la salvezza, nello stesso identico modo in cui è stata concessa a noi credenti dell'era della grazia [Nota fp 19].

 

3. Il rimanente dopo l’ultima ribellione di Satana (La fine del Millennio)

Giungiamo infine alla terza e ultima categoria di "rimanente" prevista dal disegno profetico biblico. Questo gruppo appartiene all'epilogo assoluto della storia umana per come la conosciamo: il momento che segue i mille anni di regno di Cristo sulla terra [Nota fp 20].

La liberazione di Satana e l'ultima prova

Durante il Regno Millenniale, la terra sperimenterà un tempo di pace, giustizia e prosperità senza precedenti, governata direttamente da Cristo. I superstiti delle nazioni entrati nel Millennio con corpi fisici si moltiplicheranno, dando origine a nuove generazioni. Tuttavia, affinché anche queste persone possano esercitare il proprio libero arbitrio e scegliere consapevolmente di amare e servire Dio, alla fine dei mille anni si verificherà un evento solenne:

«Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra... per radunarle per la guerra» [Nota fp 21].

Satana verrà liberato dall'abisso per un breve tempo. Sorprendentemente, nonostante la presenza visibile di Cristo e un millennio di benedizioni, una moltitudine di persone cederà all'ultima seduzione satanica, circondando il campo dei santi e la città diletta. Ma questa ribellione sarà stroncata in modo rapido e definitivo: un fuoco scenderà dal cielo e li divorerà [Nota fp 22]. Coloro che rimarranno fedeli a Dio in questa prova finale costituiranno l'ultimo, glorioso rimanente.

Il Giudizio del Grande Trono Bianco e la fine della morte

Subito dopo la distruzione dell'ultima ribellione, si ergerà il solenne Giudizio del Grande Trono Bianco [Nota fp 23]. Questo evento segna la chiusura definitiva di tutto il "sistema di cose" iniziato dopo la caduta nell'Eden e protrattosi per millenni.

In questo arco di tempo umano, Dio avrà fatto nascere tutte le anime che aveva concepito nel Suo sovrano progetto, offrendo a ciascuna la possibilità di scegliere la vita ed ereditare l'eternità. Con il giudizio finale:

  • Satana verrà gettato nello stagno di fuoco e zolfo, eliminato per sempre [Nota fp 24].
  • La Morte e il Soggiorno dei morti (l'Ade/Sceol) saranno anch'essi gettati nello stagno di fuoco [Nota fp 25]. La morte stessa smetterà di esistere.

Cieli Nuovi, Terra Nuova e la trasfigurazione finale

Superato il giudizio del trono bianco, l'universo attuale passerà per lasciare spazio ai Cieli Nuovi e alla Terra Nuova [Nota fp 26].

Il rimanente di tutte le epoche (la Chiesa rapita, i martiri della Tribolazione, il rimanente d'Israele e i fedeli del Millennio) entrerà in una dimensione completamente nuova. Sperimenteremo un cambiamento e una trasfigurazione profonda del nostro essere: come scrive l'apostolo Giovanni, «ciò che saremo non è stato ancora manifestato, ma sappiamo che quando egli sarà manifestato saremo simili a lui» [Nota fp 27].

In questa nuova creazione, la fisica terrena attuale e la scansione stessa del tempo come lo conosciamo oggi non avranno più senso. Sarà l'inizio dell'eternità felice, dove non vi sarà più dolore, né pianto, né morte, ma la presenza diretta e ininterrotta di Dio con il Suo popolo.

 

Note a piè di pagina (Note fp)

  • [Nota fp 1] 1 Tessalonicesi 4:16-17 - «Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore.»
  • [Nota fp 2] Atti 4:12 - «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.» / Efesini 2:8-9 - «Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno si vanti.»
  • [Nota fp 3] Luca 6:46 - «Perché mi chiamate: "Signore, Signore", e non fate quello che dico?»
  • [Nota fp 4] Marco 16:16 - «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.» / Atti 2:38 - «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo...»
  • [Nota fp 5] Ebrei 6:1 - «Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello perfetto...» / Efesini 4:13-15 - «fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo...»
  • [Nota fp 6] Apocalisse 3:8 - «Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posta davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere; perché, pur avendo poca forza, hai custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.»
  • [Nota fp 7] 1 Tessalonicesi 5:19 - «Non spegnete lo Spirito.» / Efesini 4:30 - «Non rattristate lo Spirito Santo di Dio...»
  • [Nota fp 8] Apocalisse 2:5 - «Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e fa' le opere di prima; se no, verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.» / Apocalisse 3:3 - «Se non vegli, io verrò come un ladro...»
  • [Nota fp 9] Matteo 7:22-23 - «Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome e nel tuo nome cacciato demoni e fatto nel tuo nome molte opere potenti?". Allora io dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".»
  • [Nota fp 10] 1 Giovanni 4:2-3 - «Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito che confessa che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio; e ogni spirito che non confessa Gesù non è da Dio...»
  • [Nota fp 11] Efesini 2:14-16 - «Egli infatti è la nostra pace, lui che ha fatto dei due un popolo e ha abbattuto il muro di separazione che li divideva... per riconciliare ambedue con Dio in un unico corpo per mezzo della croce...»
  • [Nota fp 12] Atti 15:1-5 - Il contesto del Concilio di Gerusalemme sul rapporto tra la fede in Cristo e le tradizioni della Legge.
  • [Nota fp 13] Apocalisse 16:12, 16 - «Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate... E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon.»
  • [Nota fp 14] Zaccaria 14:4 - «In quel giorno i suoi piedi poseranno sul monte degli Ulivi che è di fronte a Gerusalemme a oriente...» / Giuda 1:14 - «Ecco, il Signore è venuto con le sue miriadi di santi...»
  • [Nota fp 15] Apocalisse 19:11-21 - La descrizione del Cavaliere Fedele e Verace che sconfigge la bestia e il falso profeta.
  • [Nota fp 16] Apocalisse 14:19-20 - «L'angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio...»
  • [Nota fp 17] Matteo 24:36 - «Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo.»
  • [Nota fp 18] Apocalisse 12:6, 14 - La donna che fugge nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio per essere nutrita e protetta.
  • [Nota fp 19] Zaccaria 12:10 - «Io spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplica; essi volgeranno lo sguardo a me, a colui che hanno trafitto...» / Romani 11:26 - «E così tutto Israele sarà salvato, come è scritto: "Il liberatore verrà da Sion...»
  • [Nota fp 20] Apocalisse 20:1-6 - La legatura di Satana per mille anni e il regno dei santi con Cristo.
  • [Nota fp 21] Apocalisse 20:7-8 - «Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni...»
  • [Nota fp 22] Apocalisse 20:9 - «Essi si diffusero su tutta la superficie della terra e assediarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese un fuoco e li divorò.»
  • [Nota fp 23] Apocalisse 20:11-12 - «Poi vidi un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra... E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti...»
  • [Nota fp 24] Apocalisse 20:10 - «E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta...»
  • [Nota fp 25] Apocalisse 20:14 - «Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco.»
  • [Nota fp 26] Apocalisse 21:1 - «Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi...» / 2 Pietro 3:13 - «Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.»
  • [Nota fp 27] 1 Giovanni 3:2 - «Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quando egli sarà manifestato saremo simili a lui...» / 1 Corinzi 15:51-52 - «Ecco, io vi dico un mistero: non tutti moriremo, ma tutti saremo trasformati...»



Commenti