Niente paura la storia non è fuori controllo: la Bibbia lo aveva già detto - n. 446

 di RR  19-10-26


 

1. La prospettiva globale: Le doglie di parto (Matteo 24 e Luca 21)

Gesù, quando i discepoli gli chiesero quali sarebbero stati i segni degli ultimi tempi, non parlò di eventi isolati in un solo paese, ma di una situazione che avrebbe abbracciato tutta la terra, con una caratteristica precisa: il loro intensificarsi.

  • Il riferimento: Matteo 24:7-8 e Luca 21:25-26

«Poiché si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie, terremoti in diversi luoghi; ma tutto questo non sarà che principio delle dolori» (Matteo). «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli, sbigottiti dal rimbombo del mare e dei flutti; gli uomini venir meno per la paura e per l'attesa di quelle cose che sopraggiungeranno alla terra...» (Luca).

  • Il ragionamento edificante: Nota l'espressione “principio delle doglie”. Una donna che partorisce sa che le contrazioni all'inizio sono lontane, poi diventano sempre più forti, ravvicinate e globali, interessando tutto il corpo. Non sono un "pessimismo" del medico o della futura mamma: sono la constatazione scientifica e naturale che il momento della nascita è vicino. Allo stesso modo, guerre, disordini sociali, crisi economiche e morali che investono tutto il pianeta non devono sorprenderci né spaventarci. Sono i segnali coerenti di un mondo che sta cambiando rotta verso il compimento del disegno di Dio. Non ci rifugiamo nell'illusione del "pace e sicurezza" che il mondo predica (1 Tessalonicesi 5:3), ma guardiamo alla realtà con gli occhi di Dio.

 

2. Il disordine globale e la perdita di punti di riferimento (2 Timoteo 3:1-5)

Un altro aspetto tipico di questa globalizzazione del degrado è il collasso morale, mentale e spirituale, che non riguarda più una singola cultura, ma è diventato universale grazie ai mezzi di comunicazione e a una mentalità ribelle a Dio.

  • Il riferimento: 2 Timoteo 3:1-5

«Or sappi che negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, spietati, calunniatori, intemperanti, feroci, nemici del bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti dei piaceri anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, ma avendone negato la potenza. da costoro allontanati.»

  • Il ragionamento edificante: Paolo non sta facendo del giornalismo catastrofista per fare visualizzazioni, ma sta descrivendo con lucidità clinica lo stato d'animo dell'uomo senza Dio. Notiamo l'espressione: “aventi l'apparenza della pietà, ma avendone negato la potenza”. È il trionfo del buonismo religioso superficiale, di un mondo che parla genericamente di "pace" ed "energia positiva" rifiutando però la verità di Cristo. Sapere che la società si sarebbe mossa in questa direzione ci evita la delusione: non dobbiamo stupirci se il mondo diventa ostile o confuso. Dio ce lo aveva detto prima, affinché restassimo ancorati alla Sua Parola immutabile.

 

3. Perché Dio ci avvisa? Non per terrorismo psicologico, ma per protezione (Amos 3:7 e Romani 13:11)

Spesso chi parla di profezie viene accusato di essere pessimista o di seminare paura. Ma la Bibbia ribadisce l'opposto: la conoscenza profetica è un atto d'amore di un Padre che avvisa i figli per tempo.

  • I riferimenti:
    • Amos 3:7: «Poiché il Signore, Dio, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servitori, i profeti».
    • Romani 13:11: «E questo tanto più dovete fare, vìsiti del tempo, perché è ora ormai che vi svegliate dal sonno; poiché la nostra salvezza è ora più vicina di quando credemmo».
  • Il ragionamento edificante: Un padre che vede una tempesta abbattersi sulla casa non lo fa per terrorizzare i figli, ma per dire loro di chiudere le finestre e mettersi al sicuro. La consapevolezza dei tempi non genera paralisi o paura nel credente, ma sobrietà e prontezza. Chi non conosce la Parola vive nell'illusione che tutto duri per sempre così com'è, e quando arrivano gli scossoni perde la fede e si dispera. Noi, invece, sapendo dove la storia sta andando a parare per via della profezia biblica, custodiamo la pace nel cuore. Non quella pace finta e buonista promessa dai governi umani, ma la pace profonda di Cristo, che sa che la storia umana ha una regia divina e che la redenzione è vicina.

 

Conclusione: Guardiamo a ciò che accade nel mondo non con gli occhi del pessimismo umano, né con l'illusione buonista che tutto si aggiusterà da solo. Guardiamo con realismo biblico. I fatti che vediamo estendersi su scala globale sono le doglie di un mondo che geme, esattamente come il Signore ci aveva predetto. Dio non ci ha nascosto nulla: ci ha dato la mappa del tempo per non farci trovare impreparati e per preservare la nostra fede. Non c'è spazio per la paura nei nostri cuori, ma per una sobria, vigile e gioiosa attesa del nostro Salvatore.

 

 

[Per domande o percorso evangelico epistolare, E-mail: missionepic@libero.it  ]

 

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