Cautela nell’Accoglienza di Chi Non Accetta il Cristo – Prima Parte – n. 332
di Renzo Ronca 20-3-26 (Video Visibile su Youtube in https://www.youtube.com/watch?v=sEqeBI15vgU )
Riassunto nozioni precedenti
Ripeto una specie di riassuntino prima
di addentrarci, è bene farlo. Ultimamente abbiamo accennato a un fenomeno della
nostra epoca su cui è bene insistere e prenderne atto seriamente. Il nostro è
un tempo in cui tutto si polarizza-estremizza: emozioni, opinioni, reazioni. Le
persone non riflettono più con calma, ma rispondono agli impulsi generati da un
flusso continuo di informazioni e pressioni mediatiche. È un mondo che corre
senza riflettere, si infiamma senza capire, si divide senza ascoltare. Questa polarizzazione non è casuale: fa
parte di un processo più grande, permesso da Dio, in cui le potenze
dell’anticristo preparano l’umanità a un clima di ansia e smarrimento.
L’obiettivo è allontanare l’uomo dalla fede e spingerlo a desiderare una falsa
pace, offerta da un potere che si presenterà come agnello ma agirà come lupo.
Dio ha già visto tutto questo e ce lo ha
rivelato nelle profezie, soprattutto nell’Apocalisse. Se lo permette è per
raffinare i cuori miti, che si distaccheranno dalla mondanità e resteranno
uniti al Signore.
La Scrittura ci mostra che l’uomo, da
solo, non sa governare rettamente: la maledizione della terra continua a
manifestarsi nella storia, e oggi vediamo tensioni globali che potrebbero
sfociare in eventi drammatici.
Ma tutto questo, come sappiamo, non è la
fine: è il preludio. Dopo la tribolazione, il Signore Gesù tornerà e stabilirà
il Suo Regno millenario, mostrando come si governa con giustizia e verità. Poi
Dio farà nuove tutte le cose.
Ora, in questo scenario, il nostro compito non è reagire come il mondo, ma iniziare a praticare
in modo più incisivo il discernimento di tipo cristiano. Attenzione, non è
un fatto solo del pensiero, ripeto, si tratta di una messa in pratica notevole
vista l’epoca. Discernere a chi parlare, come parlare, quando parlare.
Siccome siamo alle soglie degli ultimi tempi in cui tutto si disperde, è
importante fare il contrario, cioè trattenere almeno l’essenziale della fede.
Significa che dovremo fare dei tagli decisi a ciò che è dispersivo o dannoso. Il
tempo è poco: è necessario ascoltando lo Spirito Santo, discernere chi cerca
davvero il Signore da chi non lo cerca e non vuole cercarlo. Dobbiamo vedere
rapidamente quando è tempo di seminare e quando è tempo di tacere.
Questo studio si inserisce quanto abbiamo detto per comprendere
come portare il Pane del Signore in un mondo che è già cambiato e cambierà
ancora velocemente. Stare al passo con lo Spirito di Dio che previene i nostri
passi ancora incerti.
Lo studio si dividerà in due parti: In questa prima parte rivedremo il nostro
comportamento con chi non conosce Cristo e non ha interesse a conoscerLo. Nella seconda parte rivedremo il nostro comportamento con chi - pur dicendosi cristiano – alterna e confonde parole del
Vangelo con parole del mondo.
1. 1. Cautela nell’accoglienza
Cerchiamo di inquadrare le convinzioni
delle persone nel mondo sulle religioni: religioni o meno del mondo: Su
circa otto miliardi di persone, solo poco più di due miliardi e mezzo si
definiscono cristiani.
Questo significa che circa cinque
miliardi e trecento milioni di persone appartengono a categorie molto
diverse tra loro, ma accomunate da un punto essenziale: non riconoscono il
Cristo come Signore e Salvatore.
Per avere un quadro chiaro, possiamo
elencare queste categorie in ordine di quantità, con la loro percentuale
sulla popolazione mondiale:
1.
Islam — circa 2 miliardi (≈ 25%)
2.
Induismo — circa 1,2 miliardi (≈ 15%)
3.
Senza
religione / atei / agnostici / materialisti — 1,2–1,3 miliardi (≈ 15–16%)
4.
Buddhismo — circa 500 milioni (≈ 6%)
5.
Religioni
tradizionali, animismi, sciamanesimo
— circa 400 milioni (≈ 5%)
6.
Altre
religioni minori — 50–100 milioni (≈
1%)
7.
Ebraismo — circa 15 milioni (≈ 0,2%)
In totale, circa due terzi
dell’umanità non ha alcun riferimento a Cristo.
2. Il modo di evangelizzare è cambiato
È vero che il Signore ha detto: «Andate,
fate discepoli, battezzate…», ma il contesto storico è completamente diverso.
Allora si raggiungevano le persone camminando per giorni, entrando fisicamente
nelle case, parlando nei villaggi e nelle piazze.
Oggi, invece, con internet e i mezzi di
comunicazione globali, si raggiungono in tempo reale tutti i continenti, le
città e perfino le case più isolate. È come se bussassimo alla porta dei cuori
senza muoverci da casa.
Questo significa che l’evangelizzazione
non consiste più soltanto nel “portare” un messaggio, ma nel discernere
come proporlo, a chi proporlo, e quando proporlo, perché il mondo è già saturo
di informazioni religiose, opinioni, predicatori, video, sermoni e missionari
online.
Se consideriamo Gesù Risorto, possiamo
quasi immaginarlo – insieme allo Spirito Santo – come una “emittente” che
diffonde continuamente un segnale spirituale, un richiamo, un impulso che tocca
le coscienze di chi è disposto ad ascoltare. Il Signore parla, punge, richiama,
illumina. Ma non tutti rispondono.
Per questo è necessaria una distinzione
immediata tra le moltitudini di persone che abbiamo elencato all’inizio: atei,
materialisti, religioni monoteistiche e non monoteistiche, persone
indifferenti, persone confuse. Quasi tutti, chi più chi meno, sanno
dell’esistenza di Gesù e possono facilmente entrare in contatto con un
messaggio cristiano, anche solo scorrendo un video o leggendo un post.
La vera domanda non è più: “Come
raggiungerli?” perché sono già raggiunti.
La domanda è: “Chi sta rispondendo al
richiamo del Signore?”
Ed è qui che entra in gioco il
comportamento stesso di Gesù, che ci mostra come distinguere chi è attratto da
Lui da chi non lo è.
3. Il Pane-Parola ai cinquemila: il
modello del discernimento
In Marco 6:31-44 vediamo Gesù che sfama
cinquemila uomini, senza contare donne e bambini. Una folla immensa, fatta di
persone diversissime tra loro: caratteri, bisogni, storie, fragilità. Eppure il
Pane del Signore – simbolo della Parola vivente – è sufficiente per tutti, e ne
avanza.
Ma il punto decisivo è un altro: chi
erano queste persone?
Marco 6:33 dice:
«Molti li videro partire e li
riconobbero; e da tutte le città accorsero a piedi e giunsero là prima di
loro.»
Non erano scribi, farisei, polemici o
già “maestri”. Non erano persone ostili, né indifferenti. Erano persone che
corsero a piedi per raggiungere Gesù.
Questo è il criterio fondamentale del
discernimento:
- Chi corre verso il Signore riceve il Pane.
- Chi non sente alcun bisogno, non lo riceve.
Gesù non moltiplicò il Pane per chi non
lo cercava. Non lo impose. Non lo portò a chi non voleva ascoltare.
Il miracolo avvenne solo per
quelli che avevano fatto un passo verso di Lui.
4. Tagliare i ponti con chi rifiuta
Cristo
Se da un lato il cristiano ha la
responsabilità di custodire la purezza del Vangelo, dall’altro deve anche
imparare a riconoscere quando è tempo di non insistere. Non tutti
vogliono ascoltare. Non tutti sono disposti a parlare di Gesù. Non tutti hanno
un cuore aperto.
E il Signore non ci chiede di perdere
tempo prezioso con chi ha già deciso di rifiutare la luce.
Esiste una forma di rispetto che
consiste proprio nel lasciare andare. Non nel giudicare, non nel
condannare, ma nel riconoscere che il cuore dell’uomo è un mistero che solo Dio
conosce. Noi non possiamo forzare nessuno. Non possiamo convincere chi non
vuole essere convinto. Non possiamo aprire cuori che non desiderano aprirsi.
Il Signore stesso ci mostra che esistono
tre possibilità, tutte nelle Sue mani:
- Illuminare dall’alto una rimanenza, anche tra coloro che oggi sembrano lontani. Dio
può toccare chi vuole, quando vuole.
- Lasciare che alcuni comprendano nel Millennio, come sudditi del Suo Regno, quando vedranno
finalmente la giustizia perfetta del Re.
- Abbandonare altri al loro cuore duro, perché non desiderano la verità. Questo non lo
decide l’uomo: lo decide Dio.
Per questo il cristiano deve imparare
una regola semplice e liberante:
5. Il Pane si dà solo a chi manifesta
interesse per il Signore.
Non a chi deride. Non a chi polemizza.
Non a chi rifiuta. Non a chi vuole solo discutere per vincere. Non a chi usa la
religione come arma o come gioco intellettuale.
Gesù non inseguiva nessuno. Non
tratteneva chi se ne voleva andare. Non sprecava parole con chi aveva il cuore
chiuso. E non si lasciava trascinare in discussioni sterili.
Il cristiano deve imparare la stessa
libertà: rispettare tutti, ma non perdere tempo con chi non vuole Cristo.
Il Signore sa come raggiungere chi è
Suo. Sa come parlare ai cuori. Sa come chiamare, come attirare, come
convertire. A noi non è chiesto di fare ciò che solo Dio può fare.
A noi è chiesto di essere fedeli: di
dare il Pane a chi corre verso il Signore, e di non imporlo a chi non lo
desidera.
6. Le religioni monoteistiche che
rifiutano Cristo
Un caso particolare riguarda le religioni che dicono di credere nel Dio di Abramo ma rifiutano il Figlio. In questi tempi, in cui assistiamo anche a conflitti tra queste religioni monoteistiche dello stesso ceppo ma che non riconoscono il Cristo, il cristiano deve mantenere una posizione chiara: non basta credere in “Dio” in senso generico. Il punto decisivo è sempre Gesù. Chi rifiuta il Figlio non conosce il Padre, come dice la Scrittura; ecco alcune frasi:
Giovanni 8:19
«Se conosceste me, conoscereste anche
il Padre mio.»
E ancora più esplicito:
Giovanni 14:6-7
«Nessuno viene al Padre se non per
mezzo di me. Se aveste conosciuto me, avreste conosciuto anche il Padre mio.»
1 Giovanni 2:23
«Chiunque nega il Figlio non ha
neppure il Padre; chi confessa il Figlio ha anche il Padre.»
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