LA CREAZIONE CONCEPITA IN DIO E IL PERCORSO DELL’ANIMA - Parte 1: IL CONCEPIMENTO E LA CREAZIONE - n. 380

 di RR - 2-7-26  (Il video su Youtube si trova qui: https://www.youtube.com/watch?v=-M1rnAVZzEw )

 

 

Introduzione generale

Rifletteremo su alcuni argomenti che appartengono alla parte più alta della fede: la creazione, il tempo nell’eternità e il tempo terreno, l’incarnazione, e il percorso dell’anima dal suo concepimento nel grembo di Dio fino al ritorno a Lui.

Sono temi profondi, non più ‘latte’, ma cibo solido, come direbbe l’apostolo. Probabilmente li vedremo in più puntate che vi invito a seguire.

 Negli ultimi tempi, lo Spirito di Dio sta rivelando sempre più gli aspetti della Sua opera, e credo sia importante accoglierli con cuore aperto, per essere pronti e poterli condividere con altri fratelli che desiderano meditarli. Questo potrebbe anche significare che ci troveremo a percorrere sentieri ancora poco conosciuti della spiritualità cristiana, o di cui si parla poco nelle chiese, come i livelli e i movimenti dell’anima in rapporto all’incarnazione di Dio.

Cercherò, come faccio spesso, di trascrivere i video appena possibile. Gli interessati possono controllare sempre il mio blog,  ed anche la descrizione sotto gli studi Youtube.

Se qualche punto non sarà sufficientemente chiaro, potete scrivermi alla mail indicata: missionepic@libero.it  questo cammino è fatto per essere compreso insieme.

 

 Parte 1: IL CONCEPIMENTO E LA CREAZIONE

 Riprendiamo questo primo schema di qualche anno fa per approfondirlo.

 

Fig1

 IL SIMBOLO DELLA SPIRALE che si espande verso l’alto, come abbiamo detto spesso, vuole rappresentare teoricamente il movimento del Dio vivo: il Suo ‘DNA d’amore’, che SI ESPANDE, crea, avvolge e porta vita fruttifera, senza mai fermarsi.

 Verso “l’alto”?

Alto, basso, destro, sinistro, passato, futuro..  sono parole che in Dio non hanno senso. Per quanto possibile alla nostra mente, immaginiamo questo ideale movimento non in una sola direzione e nemmeno su un solo piano, ma in tutte le direzioni, su tutte le dimensioni.

 E come fa a creare? Eterno presente

Quando studiammo “il tempo terreno e il tempo di Dio” parlammo lungamente del Suo “eterno presente”.  Questa dimensione eterna assoluta permeata da Dio, che nutre e fa vivere vivendo Lui stesso, non è comprensibile né raffigurabile per noi. Possiamo solo fare dei riferimenti biblici:

 Isaia 46:9‑10

“Io sono Dio… annuncio la fine fin dal principio, e molto tempo prima ciò che non è ancora avvenuto; dico: ‘Il mio piano sussisterà, e farò tutto ciò che voglio’.”

Significato: Dio non “prevede” nel senso umano, ma vede e compie nel Suo eterno presente. Il pensiero divino è già atto.

 Salmo 33:9

“Egli parlò, e la cosa fu; comandò, e la cosa sorse.”

Significato: La Parola di Dio non è separata dal Suo pensiero: pensare, dire e creare coincidono.

 Genesi 1:3

“Dio disse: ‘Sia la luce!’ E la luce fu.”

Significato: La creazione nasce senza intervallo tra volontà e realizzazione. Il pensiero divino è immediatamente efficace.

 Ebrei 4:13

“Non v’è cosa creata che sia nascosta davanti a Lui; tutto è nudo e scoperto agli occhi di Colui al quale dobbiamo rendere conto.”

Significato: Dio vede tutto simultaneamente, non nel tempo ma nell’eternità. Il Suo “pensare” è un “vedere‑creare”.

 Salmo 139:16

“I tuoi occhi videro la mia sostanza informe, e nel tuo libro erano scritti tutti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno di essi era ancora sorto.”

Significato: Ogni cosa è già presente nel pensiero di Dio, prima che esista nel tempo.

 Giovanni 1:3

“Ogni cosa è stata fatta per mezzo di Lui, e senza di Lui neppure una delle cose fatte è stata fatta.”

Significato: Il Logos — il pensiero divino — è l’atto creativo stesso. Non c’è distanza tra idea e realizzazione.

 Romani 4:17

“Dio… chiama le cose che non sono come se fossero.”

Significato: Nel linguaggio divino, ciò che è pensato è già reale. Il tempo umano non limita la realtà eterna.

 

Questi versetti mostrano che Dio non concepisce e poi agisce, ma concepisce agendo: il Suo pensiero è già creazione, il Suo volere è già compimento.

 


  fig 1b

Allora capiamo che quella raffigurazione geometrica lineare non ci basta più. Dio non è solo in alto e in basso

Salmi 139:8 Se salgo in cielo tu ci sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là.

 E dunque la sua espansione è ovunque nella creazione dell’universo, degli angeli, dell’uomo, del tempo…

 Sarebbe come dire che il verso di quella spirale - cerchi che si aprono innalzandosi verso l’alto, dovrebbe essere raffigurata in una espansione creativa verso tutte le dimensioni…

 Osserviamo la fig2 :

 


È sempre una rappresentazione fantasiosa ed imperfetta, ma potrebbe aiutarci a immaginare un movimento nello spazio che non è solo verticale o laterale, ma anche nella profondità; ed addirittura nel tempo, e in chissà quanto ancora.

Infatti per le frasi della Bibbia riportate prima, pur non comprendendo pienamente come in Dio pensiero, volontà e compimento siano un unico atto; tuttavia, per fede lo riconosciamo come realtà rivelata, e lo assumiamo così, nella misura in cui lo Spirito ce lo concede.

 La cosa importante per noi però, conseguente a quanto detto, ritengo sia questa: Se Dio pensa, fa, vede, in un presente continuo tutto il Suo progetto del creato fino alla completezza, allora ha già visto tutto; non solo il nostro passato ma anche il nostro futuro.

 Per cui i verbi che usiamo nel nostro sistema di cose che sono al passato e al futuro, valgono solo per noi, per la nostra realtà la nostra dimensione terrena. Anche la parola scritta sulla Bibbia è pensata per l’uomo terreno ed è ispirata con immagini verbi e tempi lineari terreni passato-futuro, che possiamo capire subito.

Questa è la nostra realtà terrena, la nostra dimensione attuale. Tuttavia, quando pensiamo al contenuto biblico nella sua forma liberata, slegata dalla sintassi umana, dobbiamo ricordare che esso va rapportato all’eternità di Dio e al Suo progetto contenuto in Lui.

Un progetto di millenni che Dio pensavederealizza in un unico atto, e che ha già veduto e compiuto nel Suo eterno presente.

Noi arriviamo a conoscerlo in due modi: o nel suo dispiegamento lento, vivendo giorno per giorno fino al compimento, oppure nella rivelazione profetica, dove il tempo terreno ci appare come un tempolampo.

I Suoi tempi sono diversi dai nostri: Dio conosce già, ha visto già, agisce già.

Giovanni 5:17: «Il Padre mio opera sempre, e anch’io opero».

È una frase che esprime, in forma essenziale, la verità più forte: l’azione del Padre è continua, senza interruzione, senza tempo di mezzo — e il Figlio partecipa allo stesso movimento eterno.

 Potremmo riassumere così:

 Il tempo di Dio e il tempo dell’uomo

Dio non vive nel tempo: Egli è il tempo stesso, ma in forma eterna, senza passato né futuro. Tutto ciò che per noi è storia, per Lui è già compiuto, come un film che Egli ha già visto interamente. Noi lo vediamo in differita, fotogramma dopo fotogramma, ma davanti a Dio ogni scena è presente nello stesso istante. Il Suo eterno presente non è statico: è un movimento continuo, una spirale che si espande e genera vita. In questa espansione, Dio trasmette al creato la Sua forza creatrice, e all’uomo — fatto a Sua immagine — la capacità di partecipare a quel movimento. Così il tempo terreno diventa il luogo dove l’eternità si fa visibile, e ogni istante è un frammento dell’eterno che si apre davanti a noi.

 

Creazione all’interno di Dio

Abbiamo detto che Dio non è rappresentabile e che non può essere racchiuso in un segno, in uno spazio o in un tempo. Ma ciò che ha concepito sì: la creazione nasce dentro di Lui, non fuori da Lui. Non si è ristretto, non si è ritirato: come una madre che porta in sé la vita, Dio ha concepito l’universo nel proprio eterno presente.

Tutto ciò che vediamo è la parte creata, la realtà che Egli ha voluto manifestare.

L’origine che la concepisce rimane viva, infinita, non‑spazio, non‑tempo.

 

E da questa origine, come fiocchi di neve che preparano la primavera, scende la rivelazione: il Dio vivo che si diffonde nel cuore dell’uomo e lo chiama a camminare.

 Sarà questo che, a Dio piacendo,  approfondiremo nella prossima puntata.

(continua)



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