Parte 13 RIALLINEAMENTO DELLE ANIME IN CRESCITA - Nuovo Stato Corpo‑Mente‑Anima dei Cristiani dell'Ultima Stagione - Studio n. 409
di RR 18-8-26 (Puntata Precedente https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/08/parte-12-lelevazione-spirituale-nella.html )
Premesse riassuntive che confluisocno ai nostri tempi
Se la nostra anima è in crescita, come
abbiamo detto, allora avrà le sue stagioni e le sue fasi.
Anche il corpo fisico ha le sue stagioni e,
quando è vecchio, si disfa preparandosi al riposo.
Lo spirito dell’uomo, quando è
rigenerato in Cristo e nato di nuovo (Giovanni 3:5‑6), non muore, ma è
in continua crescita. La crescita dello spirito dell’uomo è seguita e guidata
dallo Spirito Santo (Romani 8:14).
Come il Cristo, abbandonato alla fine il Suo corpo fisico, affida la guida delle anime allo Spirito Santo – che è sempre Dio – così anche il nostro corpo fisico alla fine muore, ma la nostra identità prosegue su un altro “corpo” spirituale (1 Corinzi 15:44).
Il programma di questa transizione progressiva è
sempre esistito in Dio dopo la fuoriuscita dell’uomo dall’Eden, ma la
consapevolezza della trasformazione nell'uomo è molto diversa.
All’inizio l’anima dell’uomo era come
offuscata: non ricordava neppure Dio e la Sua presenza. Per questo, con il
santuario di Mosè, Dio ha voluto mostrare la Sua presenza continua nel cuore
del Suo popolo (Esodo 25:8). Una presenza che si spostava seguendo il popolo
man mano che Dio stesso lo faceva camminare verso la terra promessa.
Questa ricerca della terra promessa
è un simbolo potente di quanto succede ancora oggi, ma ad un livello molto più
elevato. La terra promessa assomiglia al paradiso perduto, dove tutta la
generazione umana – da Adamo ed Eva fino all’ultimo uomo di oggi – anela ad
entrare di nuovo.
Come nel corpo fisico vi sono stagioni
di crescita fino alla morte, così nella generazione umana terrena vi sono
stagioni che Dio ha già stabilito. E nella nostra stagione attuale siamo molto
vicini ad una primizia che salirà in quel paradiso.
Gesù fu la primizia, il primo tra molti
fratelli (1 Corinzi 15:20), a risuscitare dopo aver compiuto la Sua missione e
salire accanto al Padre.
Vi sarà anche tra gli uomini fedeli una
primizia: un gruppo di persone che, per la loro fede e costanza sofferta,
verranno premiate con il rapimento alla casa del Padre, accompagnate dagli
angeli e dal Signore che sta per venirle ad incontrare nell’aria (1
Tessalonicesi 4:16‑17).
In questo incontro – nel rapimento della
Chiesa – sarà del tutto abbandonato il corpo fisico, perché ha assolto il suo
compito, come l’asinello mite che portava Gesù a Gerusalemme (Matteo 21:5).
L’uomo, nella sua identità sostanziale,
sarà trasformato in un attimo e diventerà eterno: un corpo diverso, tutto
spirituale, in una dimensione che non conosciamo (1 Corinzi 15:52).
Poi vi sarà il millennio ed altri
eventi. Ma per ora soffermiamoci su questo passaggio del rapimento della
Chiesa.
Il “movimento” – possiamo chiamarlo così
– tra coscienza, ricordo e consapevolezza della vicinanza a Dio e della Sua
presenza, si è molto velocizzato ed accorciato.
Dopo lo strappo della cortina nel tempio
(Matteo 27:51) vi è stata una accelerazione incredibile nell’età dell’uomo: è
come se si fosse aperto un passo tra montagne isolate e i paesi a valle. Il
sentiero di avvicinamento a Dio, di apertura della memoria e della rivelazione,
è percorribile da tutti i credenti nel Signore Gesù sotto la guida dello
Spirito Santo, che conosce bene i sentieri tra i pensieri dell’uomo e i
pensieri di Dio (1 Corinzi 2:10‑11). Con quella apertura per l’amore di Dio in
Cristo il sentiero ci mostra paesaggi meravigliosi di continua primavera.
Attualmente
Se da duemila anni – l’era della Chiesa – c’è stata una accelerazione interiore per le rivelazioni tramite il Nuovo Testamento, oggi vi è una accelerazione anche nei ricordi dell’anima, la quale ‘ricorda’ meglio e più nitidamente Dio, così attira il corpo irresistibilmente in quella direzione.
Il corpo fisico segue fino a che può,
nel modo in cui può, ma non è in grado di vedere e percepire le cose dello
Spirito (1 Corinzi 2:14). Fa del suo meglio per assecondare l’io dell’uomo che
è diventato più spirituale e meno carnale.
La velocità del ricordo – e del
riconoscimento di Dio in Cristo nel veicolo rivelatore dello Spirito Santo – è
tale da essere considerata esponenziale: non comprensibile dal corpo
fisico. La mente può comprendere fino a un certo punto, come un assioma
matematico, ma non può afferrare tutto.
L’anima allora si trova, come abbiamo
detto più volte, a voler quasi slanciarsi per essere il più velocemente unita al Signore,
perché quella è la sua origine e il suo fine (“Io sono l’Alfa e l’Omega”,
Apocalisse 1:8). Ma questo crea grandi conflitti al corpo e difficoltà anche
alla mente.
RIALLINEAMENTO – IL PUNTO PRINCIPALE
La mente ha bisogno sempre più spesso di
fare piccoli e grandi reset, o aggiornamenti, come fa il nostro computer
quando assorbe in un attimo i nuovi dati e si riallinea.
La mente si aggiorna con lo Spirito
Santo, che segna il tempo di Dio. È come quando c’è il cambio dell’ora legale:
arriva un segnale con l’ora giusta, e tutti gli orologi devono allinearsi,
altrimenti tutto il sistema delle comunicazioni andrebbe fuori fase.
Le anime pronte, già “in linea” con il
Signore perché costantemente aggiornate giorno per giorno in preghiera dallo Spirito di Dio,
devono solo fare questi piccoli reset di coscienza. In alcuni gruppi venivano
chiamati ‘revisione di vita’. Sembra facile, ma la mente procede molto più
lentamente rispetto alla crescita attuale spirituale in atto. Per
cui succede spesso che sobbalzi e si risvegli all’improvviso, come quando ci viene in
mente una cosa che dovevamo fare e non l’abbiamo fatta.
Si tratta di una tensione mentale che si aggiunge a quella fisica già esistente.
In pratica l’anima rigenerata, in
questi ultimi tempi, corre velocissima verso il Signore chesi avvicina, e sia
il corpo sia la mente fanno fatica a starle appresso.
Elaborazione aggiuntiva sul nuovo stato corpo‑mente‑anima dei credenti rimanenti
Nei tempi che viviamo, il credente
rimanente sperimenta una condizione tripartita:
1. Il corpo: il limite che si
assottiglia
Il corpo rimane terreno, ma percepisce
sempre più la distanza tra ciò che è e ciò che l’anima sta diventando. Non è
più solo un “contenitore”: è un compagno affaticato che cerca di seguire
un’anima che corre. Il corpo sente:
- stanchezza più rapida,
- sensibilità più alta,
- bisogno di silenzio,
- bisogno di ritmi più lenti.
È come se il corpo dicesse: “Io ti
seguo, ma non posso correre come te.”
2. La mente: il ponte che deve
aggiornarsi
La mente è il punto più delicato. Non è
ancora spirituale, ma non è più solo carnale. È un ponte che deve continuamente
riallinearsi:
- alle rivelazioni,
- alle intuizioni dello Spirito,
- alle accelerazioni dell’anima,
- alle stagioni interiori.
La mente vive una tensione: non vuole
perdere il mondo, ma non vuole perdere Dio.
3. L’anima: la parte che corre verso
il Signore
L’anima rigenerata è ormai “in
chiamata”. Percepisce:
- la vicinanza del Signore,
- la stagione del rapimento,
- la luce che cresce,
- la memoria che si riapre,
- la rivelazione che accelera.
L’anima non può più tornare indietro.
Non può rallentare. Non può fingere di essere terrena.
È come una mongolfiera che sente il
vento del cielo e non può ignorarlo.
La sintesi spirituale
Il credente rimanente vive oggi una
condizione unica nella storia della Chiesa di Gesù:
- un corpo che si affatica,
- una mente che si aggiorna,
- un’anima che corre,
- uno Spirito Santo che guida,
- un Signore che si avvicina,
- un rapimento che si prepara.
Questa tensione non è un errore: è il
segno che la trasformazione è già iniziata.
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