Apocalisse 2:12-17 – PERGAMO - n. 434
di RR 11-10-26 ( Precedente puntata https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/10/apocalisse-28-11-smirne-n-433.html )
SEGUIAMO UN FILO CONDUTTORE:
Nel nostro camminare
attraverso le chiese di Apocalisse cerchiamo, se possibile, di trovare un filo
conduttore. La linea interpretativa principale che stiamo seguendo (senza escludere le altre) è quella di considerare le lettere come messaggi validi per la
Chiesa in generale (tutti i credenti nel Signore Gesù), dal suo inizio ad oggi
ed oltre, fino al momento del rapimento. Si tratta insomma di un percorso
non solo storico ma anche trasversale ripetitivo,[1] che
alimenta una serie di riflessioni. Tutte queste riflessioni sono il
riferimento, in positivo ed in negativo, della Chiesa nella sua totalità.
È un poco come le tre
tentazioni-tipo di Gesù nel deserto: non si può dire che fossero degli
avvenimenti staccati tra loro, relegati solo nel periodo storico della attività
terrena iniziale di Gesù; piuttosto sappiamo che esse costituiscono il nucleo
dello studio, contro ogni tipologia di tentazione satanica dall’inizio ad oggi.
Così in Apocalisse lo snodarsi dei messaggi alle varie chiese ci fornisce
elementi validi sia per comprendere lo sviluppo della Chiesa nel mondo e sia
per comprendere i suoi errori di sempre.
Ad esempio, siamo
convinti che “l’abbandono del primo amore” della seconda generazione di
credenti di Efeso, non
sia un episodio che abbia interessato solo la comunità storica di Efeso a quel
tempo, ma sia anche la caratteristica più importante della maggior parte della
Chiesa di Gesù di oggi; forse il motivo più importante in assoluto della
decadenza del cristianesimo (sappiamo che alla fine resterà solo una piccola
parte di fedeli). L’invito a resistere davanti alle prove, inviato a Smirne, fu “vincente” perché permise di superare
le persecuzioni più evidenti, ma è valido sempre. Così, su questa linea, l’evidenziare
qui in Pergamo di un altro tipo di nemico da fronteggiare,
molto più sofisticato, come l’accettazione dei compromessi con il potere
e con l’idolatria, ci apre gli occhi su un tipo di infiltrazione satanica ancora
oggi molto potente, che le chiese di maggioranza non sempre sanno/vogliono
vedere nella sua pericolosità.
Avremo modo di considerare
di volta in volta come i messaggi del Risorto alle chiese disegnino un quadro
perfetto della situazione della Chiesa in ogni periodo ma soprattutto sia utili
adesso, che ci affacciamo agli ultimi tempi. Questo, lo accenno subito,
aumenterà non solo la nostra conoscenza, ma anche la nostra responsabilità,
infatti sarebbe inutile questo avvicinamento all’Apocalisse, se poi non ci
facesse ravvedere negli eventuali punti in cui sbagliamo ancora.
IL TESTO:
Ap 2:12 «All'angelo della chiesa di Pergamo scrivi:
Queste cose dice colui che ha la spada affilata a due tagli: 13 "Io
conosco dove tu abiti, cioè là dov'è il trono di Satana; tuttavia, tu rimani
fedele al mio nome e non hai rinnegato la fede in me, neppure ai giorni di
Antipa, il mio fedele testimone, fu ucciso fra voi, là dove Satana abita. 14 Ma
ho qualcosa contro di te: hai alcuni che professano la dottrina di Balaam, il
quale insegnava a Balac il modo di far cadere i figli d'Israele, inducendoli a
mangiare carni sacrificate agli idoli e a fornicare. 15 Così anche
tu hai alcuni che professano similmente la dottrina dei Nicolaiti. 16 Ravvediti
dunque, altrimenti fra poco verrò da te e combatterò contro di loro con la
spada della mia bocca. 17 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito
dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta e una pietruzza
bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui
che lo riceve".
Seguiamo dunque il
nostro filo conduttore.
Dopo il rimprovero
iniziale ad Efeso (“hai
dimenticato il primo amore per il Signore”), che fu la causa della sua
progressiva fine, abbiamo visto che Smirne
invece, di fronte all’attacco diretto del nemico che perseguitò la Chiesa,
resistette.
Pergamo ha
una storia più complicata e utile per noi da conoscere. La città era situata
sopra un’altura rocciosa e strategicamente considerata inespugnabile. Potremmo
dire così in merito alla strategia dell’avversario Satana che sempre combatte
contro la Chiesa: “Non essendo riuscito a vincere la Chiesa di Cristo con la violenza,
l’Avversario la prese con l’astuzia, dal di dentro, gettando le basi di un
sistema politico-religioso” (Zurcher[2]).
Vorremmo approfondire
bene questa strategia perché sarà sorprendente vedere come anche oggi sia molto
presente nelle chiese cristiane:
«Quando Satana si
accorse che la Chiesa non si poteva sterminare né con la forza, né con la spada
perché fondata sulla roccia eterna Gesù Cristo e “le porte del soggiorno dei
morti non la potranno vincere” Matt 16:18, cambiò tattica. Fin allora si
era mostrato come il leone ruggente, ma adesso si trasforma in angelo di luce, in
serpente seduttore. Questo avvenne nel terzo secolo sotto l’imperatore
Costantino. Egli
favorì i Cristiani, diede loro delle posizioni onorevoli, delle cariche di
Stato, fece del Cristianesimo la religione nazionale, trasformò i templi pagani
in chiese cristiane e vi introdusse con la forza le feste pagane. La
religione cristiana non fu più perseguitata, ma divenne la religione
dell’Impero Romano (anno 313). Nell’anno 330, essendosi l’imperatore
trasferito nella città greca di Bisanzio, che
poi ricevette il nome di Costantinopoli [oggi Istanbul n.d.r.], si diede al terzo periodo della Chiesa cristiana
il nome di “Chiesa greca”. Troviamo questa forma di religione in Grecia e, con
qualche lieve differenza, in Russia col nome di “Chiesa ortodossa”. Questa mondanità che si introduceva nella
Chiesa era completamente in contrasto con la Parola di Dio, che dice dei Suoi: “essi
non sono del mondo” (Giov 17:14,16). Il Signore in questa terza lettera,
giudica questo stato di cose, incoraggia i fedeli e ordina a tutti di
pentirsi.» (Donges[3])
DOTTRINA BALAAM E DEI NICOLAITI
Entriamo nello
specifico cercando prima di
capire la dottrina di Balaam e poi quella dei Nicolaiti:
14 Ma
ho qualcosa contro di te: hai alcuni che professano la dottrina di Balaam,
il quale insegnava a Balac il modo di far cadere i figli d'Israele, inducendoli
a mangiare carni sacrificate agli idoli e a fornicare.
Nei capp. 22, 23 e 24
di Numeri troviamo la storia abbastanza intricata di Balaam. “Questo indovino
aveva riconosciuto l’Eterno, l’Iddio di Israele (23:21) e l’aveva posto nel
novero degli dèi che pretendeva di servire” (R. Pache). Balac è il re di Moab,
nemico di Israele. Questo re cercò di convincere Balaam a maledire Israele in
modo da avere la sicurezza di poterlo vincere. L’Eterno non permise
all’indovino di maledire Israele, anzi lo forzò a benedirlo. Tuttavia, Balaam,
prima di andarsene, per non rinunciare alla ricompensa promessagli dal re, gli
diede dei consigli diabolici su come indurre al peccato gli israeliti
invitandoli a feste e facendoli unire a donne moabite che seguivano culti
idolatrici.
L’esempio di Balaam è
riportato diverse volte nella Bibbia e se viene evidenziato anche qui in
Apocalisse vuol dire che è importante anche oggi e ne dobbiamo tenere conto per
evitarlo. “Il risultato [di un’apertura sbagliata dei credenti verso il mondo]
sarà quello di introdurre rilassatezza e mondanità nella chiesa; atto che non
solo è molto grave, ma sta portando allo sfacelo la testimonianza. […] La
Parola di Dio chiama questa intrusione dal mondo nella chiesa, idolatria e
fornicazione [inducendoli a mangiare carni sacrificate agli idoli e a
fornicare]. Così era accaduto che per mancanza di disciplina e vigilanza,
nella chiesa di Pergamo, la tendenza alla mondanità e l’apertura alle novità, è
diventata la dottrina di Balaam.”[4]
Proseguiamo ora con la dottrina dei Nicolaiti.
15 Così anche tu hai alcuni che professano similmente la dottrina
dei Nicolaiti
Incontrammo già questo riferimento, di cui si sa
poco, nella lettera a Efeso. La differenza sta che in Efeso questa dottrina si
stava affacciando ma era ancora contrastata detestata: (“Tuttavia hai
questo, che detesti le opere dei Nicolaiti, che anch'io detesto -Ap 2:6),
mentre qui in Pergamo si era già radicata in alcuni credenti (“15 Così anche
tu hai alcuni che professano similmente la dottrina dei Nicolaiti”).
Questa dottrina pericolosa, secondo un certo tipo di
interpretazione, non cesserà di infiltrarsi, ma diverrà addirittura la dottrina
principale della maggior parte delle chiese cristiane di oggi. Di cosa si
tratta? Come abbiamo detto se ne sa poco ma forse mettendo insieme il materiale
che abbiamo possiamo intravedere qualcosa di illuminante.
1)
Affinità con la dottrina di Balaam - «Questa eresia era affine all’insegnamento di
Balaam (vv.14-15). … Ireneo sostiene che il Nicola eletto diacono in Atti 6 era
un falso credente che in seguito apostatò.[5]
Con le sue credenziali, costui fu in grado di sviare la chiesa e, come Balaam
condusse i membri della chiesa all’immoralità
e all’empietà. I Nicolaiti […] si
abbandonavano all’immoralità e turbavano la chiesa con le seduzioni della
concupiscenza. Clemente d’Alessandria scrive: “…si abbandonavano al piacere
come capre, conducendo una vita di lascivia”. Essi pervertivano il senso della
grazia e scambiavano la libertà con la licenziosità”» (MacArthur);
2)
Differenza tra clero e laici – «In Efeso all’epoca degli apostoli o nel primo secolo della
chiesa professante, abbiamo visto l’inizio dell’opera dei Nicolaiti. Fin da
allora si cominciò a fare una differenza fra clero e laici. Però questa
differenza non era proclamata pubblicamente ed era generalmente odiata, come
Dio la odiava (2:6). A
Pergamo invece questa differenza era insegnata come un dogma, era diventata la
“dottrina” dei Nicolaiti ed i sacerdoti (la gerarchia) erano introdotti come se
fosse Cristo ad ordinarla. Si diede loro molta
importanza e, con l’andare del tempo, si chiese al governo di dare a costoro
onore e potenza per combattere quelli che non si fossero sottomessi
all’autorità umana, e non divina, dei sacerdoti» (Donges).
«Sebbene non si possano fare affermazioni assolute su
questo gruppo, con ogni probabilità però si trattava di persone che insegnavano
la divisione tra clero e laici ed introducevano il clericalismo nella chiesa.
Un errore molto grave perché mette in ombra il sacerdozio perfetto ed unico di
Cristo (Eb 9:11, 24-26)» (Negri).
Proviamo una prima riflessione:
La città di Pergamo era
in una posizione elevata, in tutti i sensi. Il potere idolatrico-religioso era molto forte. Lì era il grande tempio
di Zeus ed il culto di Esculapio (il dio delle guarigioni miracolose - ancora
oggi nelle farmacie si vede il simbolo del serpente attorcigliato -). Anche il
potere politico era molto forte «Lisimaco, uno dei quattro successo di
Alessandro Magno, ne fece la sua capitale ritenendola la città più sicura del
suo regno…». Si trattava di un potere politico strettamente legato a quello
religioso, anzi «…Il fatto notevole è che i re di Pergamo ne erano i
capi [dei culti idolatrici]: erano cioè dei re-pontefici.[6]
Fu a Pergamo che per la prima volta un imperatore romano venne adorato come dio
nel 29 a.C. In seguito, fu eretto un tempio alla dea Roma e all’imperatore
Augusto» (Zurcher).
È anche per questo motivo che il Risorto, in questa
lettera ai credenti di Pergamo dice: Ap 2:13 "Io conosco
dove tu abiti, cioè là dov'è il trono di Satana”. Satana infatti era
rappresentato perfettamente dal forte potere politico e religioso messo
insieme, che attorniava la comunità cristiana, in grado anche di uccidere
dei fedeli “Antipa, il mio fedele testimone, fu ucciso fra voi, là dove
Satana abita”. Satana, infatti, avendo imparato che poteva perdere in uno
scontro diretto (come a Smirne), trovò il modo di corrompere dal di dentro
l’integrità dei credenti inducendoli a commettere dei peccati che poi, nel
proseguo delle chiese, sarebbero diventati dottrine e dogmi (14 Ma
ho qualcosa contro di te: hai alcuni che professano la dottrina di Balaam, il
quale insegnava a Balac il modo di far cadere i figli d'Israele, inducendoli a
mangiare carni sacrificate agli idoli e a fornicare. 15 Così anche
tu hai alcuni che professano similmente la dottrina dei Nicolaiti). Così la
maggior parte dei credenti - soprattutto quelli che comandavano - un poco per volta fu circuita, plagiata,
ingannata, sospinta ad accettare anche elementi estranei, come l’esaltazione
della classe sacerdotale e l’unione con alcune parti idolatriche, inglobando il
tutto. Pensarono forse che avrebbero potuto gestire lo stesso la chiesa che non
ne avrebbe ricevuto danni. Ma questo atteggiamento, contrario alle
indicazioni di Cristo, non fu umile, fu invece dettato dalla “superbia
dell’altezza” se così si può dire. Infatti, è vero che questa chiesa conobbe
una grande diffusione, divenendo famosa e potente, ma non si ravvide (16 Ravvediti
dunque, altrimenti fra poco verrò da te e combatterò contro di loro con la
spada della mia bocca) e per questo la maggioranza di loro apostatò dalla
fede; e alla fine, quando Gesù ritornerà, chi ancora la pensa così sarà
condannato.
Questa “fusione” della chiesa con l’Impero Romano
(già accennata la volta scorsa) diede vita ad un nuovo potere politico-religioso che già con Costantino potremmo chiamare potere
dell’impero e della chiesa insieme; ovvero l’unione dell’impero romano con la
gerarchia cristiana deviata. «A poco a poco, prima in modo furtivo e
silenzioso, poi sempre più apertamente a mano a mano che acquistava vigore, il “mistero dell’empietà” [2 Tess 2:7] finì col dominare le menti degli uomini, con la sua
opera empia e blasfema. In maniera quasi impercettibile le usanze pagane
entrarono nella chiesa cristiana. Lo spirito di compromesso e di conformismo
era stato tenuto a freno quando la chiesa subiva le più violente persecuzioni
ad opera del paganesimo. Però quando queste cessarono e il cristianesimo
penetrò nelle corti e nei palazzi reali, si abbandonò gradatamente l’umile
semplicità di Cristo e degli apostoli, per accettare la pompa e l’orgoglio dei
sacerdoti e dei governatori pagani. Alle richieste di Dio si sostituirono le
teorie e le predizioni umane. La conversione nominale di Costantino, all’inizio
del quarto secolo, provocò un grande giubilo, e il mondo, sotto l’apparenza
della giustizia, entrò nella chiesa. Fu così che l’opera della corruzione andò
progredendo rapidamente. Il paganesimo, che sembrava sconfitto, divenne
conquistatore. Il suo spirito dominava ormai la chiesa. Le sue dottrine, le sue
cerimonie e le sue superstizioni vennero incorporate nella fede e nel culto di
coloro che si dicevamo seguaci di Cristo. Questo compromesso tra paganesimo
e cristianesimo favorì lo sviluppo “dell’uomo del peccato” [2 Tess 2:3],
predetto dalla profezia come oppositore e soppiantatore di Dio. Questo
gigantesco sistema di falsa religione è il capolavoro della potenza di Satana:
monumento degli sforzi da lui compiuti per salire sul trono e dominare la terra
secondo la sua volontà»
Diversi studiosi vedono nella chiesa di Pergamo la simbologia-tipo della “Chiesa ortodossa”, e in quella di Tiatiri (la quale come vedremo
segue ed amplifica di fatto la stessa strategia del compromesso), la
simbologia-tipo della “Chiesa cattolica”. Osserviamo meglio la
diversità delle interpretazioni.
[1] Per
approfondimenti vedi o richiedi la struttura a spirali ascendenti.
[2] J.Zurcher – “Il cristo dell’Apocalisse” - AdV
[3] E.
Donges – “Apocalisse” – Il Messaggero Cristiano (le evidenziazioni sono nostre)
[4] S. Negri – “La rivelazione di Gesù Cristo – MBG
[5] Il riferimento a Nicola di Atti 6:5, secondo altri studiosi, non ha fondamento (Diz. Bibl GBU, R. Pache, ecc.). E’ probabile che, da chiunque discendessero, i Nicolaiti inducessero la chiesa ANCHE a seduzioni di tipo sessuale, e che poi almeno una parte di questo movimento abbastanza disordinato “si fosse consolidato e trasformato in una setta” (Blaiklock), in cui erano presenti elementi di varie religioni e filosofie neoplatonistiche.
[6] “ ‘Il
pontefice’ era un sacerdote della Religione romana. L'istituzione del collegio
dei pontefici, inizialmente e fino al 300 a.C. in numero di cinque, è fatta
risalire dalla tradizione romana al re Numa Pompilio, successore di Romolo”
(Wikipedia).
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