Apocalisse 2:18-29 – TIATIRI - n. 436
di RR 12-10-26 (Precedente puntata https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/10/apocalisse-212-17-pergamo-n-434.html )
Individuazione storica:
Questa a Tiatiri è la
lettera più lunga tra le altre sette ed
in effetti, secondo l’interpretazione vista precedentemente, si riferirebbe
storicamente ad un lunghissimo spazio di tempo, forse più di un millennio. Ma
non è che poi finì lì, anche questa lettera come le altre si proietta in
evoluzioni future e le sue attività sono attuali in gran parte del
cristianesimo professante di oggi.
Diversi studiosi pensano di poter riconoscere in
Tiatiri la prefigurazione
della Chiesa Cattolica Romana:
«Delle sette lettere quella a Tiatiri è la più lunga,
la più ricca di contenuto, la più contrastata ed anche la più drammatica. La
cosa non deve stupire se si considera che essa riassume qualcosa come dodici
secoli di storia ecclesiastica. E quale storia! Quella della supremazia papale dal 538 al 1798. Fu infatti nel 538 che l’imperatore Giustiniano
stabilì per decreto il vescovo di Roma come “correttore di tutti gli eretici” e
gli conferì, nel medesimo tempo, l’autorità temporale e spirituale su tutta la
cristianità. I papi conservarono tale loro supremazia fino al 1798, anno in cui
il generale Berthier fece prigioniero papa Pio VI e lo condusse in esilio per
ordine di Napoleone Bonaparte». (Zurcher[1])
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CHIARIMENTO:
LE TAPPE FONDAMENTALI SONO LE SUEGUENTI: 1)
l’imperatore Costantino giocò un ruolo
cruciale nella promozione del cristianesimo durante il suo regno. Nel
313 d.C., con l’Editto di Milano, Costantino decretò la tolleranza
del cristianesimo nell’Impero Romano, ponendo fine alle persecuzioni e
concedendo ai cristiani la libertà di culto.
2) Tuttavia, è
importante notare che Costantino non
impose il cristianesimo come religione
ufficiale dell’impero; questo passo fu compiuto più tardi sotto l’imperatore
Teodosio nel 380 d.C. con l’Editto di Tessalonica. 3)
L’imperatore Giustiniano, nel 538 d.C., riconobbe il vescovo di Roma come capo
di tutti i cristiani e “correttore degli eretici”, un atto che rafforzò significativamente la posizione della Chiesa di
Roma. (I.A.) |
A completamento di questa giusta nota di Zurcher vorrei aggiungere che il potere papale non finì
certo nel 1798; quella fu solo una breve interruzione dovuta alla rivoluzione
francese e a Napoleone. Dopo Pio VI infatti,
fu eletto Pio VII a Venezia il 14 marzo 1800. Questi si affrettò a tornare a
Roma e a fare un concordato con la Francia nel 1801 di mutuo riconoscimento. Quindi gli
intrecci di potere di questa chiesa continuarono.
«Qual è stata la chiesa che ha fatto seguito alla
chiesa orientale greca, e che poi ha preso il primo posto? Senza dubbio la
chiesa di Roma. Già da molto tempo i vescovi romani avevano saputo farsi
avanti, ed essere elevati, come i vescovi di Costantinopoli, d’Antiochia, di
Gerusalemme e d’Alessandria, al titolo di “Patriarchi”. Quando poi i popoli germanici,
i Goti, i Longobardi, i Franchi, gli Anglosassoni, abbracciarono la religione
cristiana e vennero a contatto con la chiesa romana, i Patriarchi acquistarono
grandissima importanza. La chiesa greca fu, sino al settimo secolo, il centro
della cristianità. In seguito, però questa posizione fu presa dalla chiesa
romana, che si separò definitivamente dalla greca. Questa quarta lettera a Tiatiri è la figura profetica della chiesa romana» (Donges[2]).
«Per quanto riguarda l’evoluzione storica della
cristianità, si può dire che la chiesa di Tiatiri prefigura
l’avvento della chiesa papale con tutte le sue degenerazioni a partire dal 500
fino al 1500, racchiudendo tutto l’oscuro periodo del Medioevo. Durante questo tempo la chiesa romana, essendo
divenuta una potenza secolare[3]
si è caratterizzata per la sua corruzione, la sua idolatria e le persecuzioni
ai dissenzienti. Queste non sono calunnie, ma è storia. Quanti intrighi,
immoralità, delitti, come ad esempio con l’inquisizione, sono stati perpetrati
sotto il manto della religione.» (Negri[4])
Il testo
Apocalisse
2:18 «All'angelo della
chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose dice il Figlio di Dio, che ha gli occhi
come fiamma di fuoco, e i piedi simili a bronzo incandescente: 19 "Io
conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio, la tua
costanza; so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime. 20 Ma
ho questo contro di te: che tu tolleri Iezabel, quella donna che si dice
profetessa e insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione, e a
mangiare carni sacrificate agli idoli. 21 Le ho dato tempo perché
si ravvedesse, ma lei non vuol ravvedersi della sua fornicazione. 22 Ecco,
io la getto sopra un letto di dolore, e metto in una grande tribolazione coloro
che commettono adulterio con lei, se non si ravvedono delle opere che ella
compie. 23 Metterò anche a morte i suoi figli; e tutte le chiese
conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno
di voi secondo le sue opere. 24 Ma agli altri di voi, in Tiatiri,
che non professate tale dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana
(come le chiamano loro), io dico: Non vi impongo altro peso. 25 Soltanto,
quello che avete, tenetelo fermamente finché io venga.26 A chi vince
e persevera nelle mie opere sino alla fine, darò potere sulle nazioni, 27 ed
egli le reggerà con una verga di ferro e le frantumerà come vasi d'argilla, 28 come
anch'io ho ricevuto potere dal Padre mio; e gli darò la stella del mattino.29 Chi
ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese".
Significato del nome
Il nome Tiatiri significa “Consumazione delle vittime” (Zurcher), «significa “che offre sacrifici, che offre incenso” caratteristico della chiesa di Roma. Su migliaia di altari di questa
potente chiesa, che tiene sotto di sé milioni e milioni di persone, pretende di
ripetere
nell’eucarestia il sacrificio perfetto del Figlio di Dio, […] che secondo
la parola di Dio è fatto “una volta per sempre” e il suo valore è eterno
(Ebrei 9 e 10).» (Donges)
Capisco che leggere opinioni così decise di alcuni
studiosi possa lasciare perplesse tante brave persone cresciute nell’ambiente
cattolico italiano, non abituate al confronto interconfessionale, tuttavia non
dobbiamo averne paura, anzi possiamo farci delle domande su argomenti che prima
davamo per scontati, renderci conto di come la pensano altri cristiani, e
magari andare ad approfondire per controllare se ciò che essi affermano sia
vero oppure no. Ognuno saprà trarre le sue conclusioni con l’aiuto del Signore.
18… Queste cose dice il Figlio di Dio...
È l’unica volta che nell’Apocalisse viene usato
questo appellativo “Figlio di Dio”; tale potente solennità imprime nel resto
del messaggio un’attenzione particolare.
19 "Io conosco le tue opere, il tuo
amore, la tua fede, il tuo servizio, la tua costanza; so che le tue
ultime opere sono più numerose delle prime.
Vediamo in questo versetto una conoscenza positiva
incoraggiante ma che, se ci soffermiamo un attimo, fa anche riflettere. Due
volte viene ripetuta la parola “opere”, una sola volta la parola “fede”. La
seconda volta le opere sono “maggiori delle prime”. Questo è detto certamente
in senso buono: le buone opere sono gradite a Dio e fanno bene al prossimo; il
Signore le consce le vede e le apprezza. Ma sotto la riga si potrebbe quasi
pensare che la fede in Tiatiri non abbia poi avuto uno sviluppo come le
opere. Oggi, ad esempio, tra chiesa cattolica e la chiesa evangelica uno
dei motivi di attrito sta proprio nel dare maggiore importanza alle opere
(cattolici) o alla fede (evangelici).
Iezabel specifica e quella all’origine con la sua
storia
20 Ma ho questo contro di te: che tu tolleri
Iezabel, quella donna che si dice profetessa e insegna e induce i miei servi a
commettere fornicazione, e a mangiare carni sacrificate agli idoli.
«[…] Notiamo subito che
questa donna si presentava come una profetessa, cioè come qualcuno che annunciava
le cose di Dio. Dobbiamo riconoscere che il pericolo più grande che abbiamo
come chiesa è quello di ascoltare coloro che si presentano come persone che
insegnano le cose di Dio, quando in realtà non sono da Dio. Allora, il pericolo più grande che abbiamo nella chiesa
non viene da persone estranee alla chiesa, ma da coloro che si presentano come
uomini o donne di Dio e che cercano di infiltrarsi dentro la chiesa […]»[5]
Iezabel specifica «Si tratta probabilmente di una vera persona che raccoglieva attorno a
sé un folto gruppo di seguaci dell’eresia nicolaita.»[6]
Di chiunque si trattasse nella realtà, resta il
fatto che l’indicazione di questo nome è particolarmente significativo a va
studiato bene. Vediamo se troviamo qualche notizia in più:
«Chi era Iezabel all’origine? Se leggiamo
nella Bibbia troveremo che Iezabel fu l’iniqua moglie del re Achab 1 Re 16:31).
Era una straniera (fenicia) pagana e perciò non avrebbe mai dovuto salire sul
trono di Israele. Il male non si limitò all’interno del regno di Israele, ma
penetrò nel regno di Giuda, poiché una figlia di Iezabel sposò Joram, re di
Giuda (2 Re 8:16-18). Poco mancò che tutti i discendenti della casa reale di
Davide, dalla quale doveva nascere il Messia, fossero distrutti da Atalia,
figlia di Iezabel (2 Re 11). Iezabel, dunque, recò morte e distruzione in Giuda.
Ella introdusse in Israele il culto di Baal con tutti i suoi orrori, e
soppresse completamente il culto all’Eterno. Il culto a Baal diventò la
religione del popolo, la religione di Stato, e i profeti di Baal si
moltiplicarono nel paese e vissero alla corte della regina. Iezabel era dunque
un’omicida, una fanatica persecutrice …. Aveva insegnato e sedotto i
servitori del Signore a commettere la fornicazione e a mangiare carni
sacrificate agli idoli, come troviamo nel nostro passo.»[7]
Ora, abbiamo detto che nella lettera a Tiatiri, si
dà grande importanza alla falsa profetessa che induceva al peccato i credenti,
avvicinata simbolicamente al nome di Izebel (o Iezabel o Gezabele). Nello
studiare i fatti di questa regina, molti significativa nella Bibbia, abbiamo
visto quanto potere idolatrico distruttivo riuscì ad avere in Israele. Ma era
così semplice che una fanatica del peggiore paganesimo divenisse regina del
popolo di Dio? Come poté avvenire ciò?
In effetti se scaviamo ancora, scopriamo che le
motivazioni del potere di Iezabel furono più d’una e tutte molto interessanti
perché ci aiuteranno a capire molti intrecci di Israele e delle chiese
professanti del presente: si trattò principalmente di calcoli politici, di
alleanze sbagliate.
Ma leggiamo… Iezabel non era proprio una qualunque,
bensì la figlia di un importante re-sacerdote nemico e, se Israele invece di
guardare solo la convenienza politica, avesse confidato più nell’Eterno, e
pensato e riflettuto sulla personalità di questa donna e sulla ramificazione
della sua fede (che non ha mai nascosto) ci sarebbe andato più cauto prima di
farla salire sul trono.
«Izebel figlia di Etbaal, sacerdote-re di Tiro e
Sidone, fu data in sposa ad Acab, per ratificare l’alleanza fra Tiro ed
Israele, con la quale Omri, padre di Acab, cercava di controbilanciare
l’ostilità di Damasco verso Israele. (880 a.C.ca). Fu fatto in modo che potesse
continuare ad adorare il suo dio Baal, anche a Samaria, la sua nuova residenza
(1 Re 16:31-33) …»
I calcoli di potere, la tolleranza politica a cui la
storia ci ha abituati, fatta di compromessi intrighi e tradimenti, non è mai
stata vicina al pensiero di Dio, che li ha in abominio. Eppure, continuamente
il Signore diede e dà i giusti insegnamenti: In un certo senso qui fu il
ripetersi e il peggiorare del peccato di Salomone (dal 970 al 930 a.C.) che in
una sua politica di sincretismo religioso-politico si sposò con molte donne
pagane idolatriche, permettendo loro di offrire sacrifici ad altri dèi, finendo
così per corrompere pian piano tutta la fede del regno. Ogni volta che Israele
confidava nella sua propria forza e nella sua propria strategia umana (e non
nell’Eterno) finiva male.
Comunque, Israele rimane sempre per noi un
riferimento, nel bene e nel male, perché leggendo e riflettendo sulla sua
storia e sul suo rapporto con Yahweh noi apprendiamo molto, non solo sulla sua
elezione, ma anche dai suoi errori.
Le chiese di oggi, studiando le lettere di
Apocalisse che ci “costringono” a ricordare la storia di Israele, hanno la
possibilità di esaminare sé stesse e, in questo alternarsi continuo tra passato
e presente, possono trovare i mezzi per correggersi. Non solo, ma allo stesso
tempo possono rendersi conto di come i tempi di Dio stiano maturando e di
quanto siamo vicini al rapimento della chiesa che risulterà “vincente” tra
tutte quelle simboleggiate in Apocalisse.
Ma proseguiamo la nostra lettura sui fatti della
tremenda regina Iezabel: «… Aveva un carattere risoluto e tirannico, ed era
decisa ed ostinata. Fanatica devota di Melqart, il Baal di Tiro, il personale
al suo servizio includeva 450 suoi profeti e 400 profeti della dea Astarte, nel
periodo in cui Acab era re (1 Re 18:19). Iezabel aveva fatto in modo che il suo
dio fosse messo sullo stesso piano di Yahweh, Dio di Israele, e ciò l’aveva
contrapposta al profeta Elia...»[8]
Si accenna ad Elia. Era un profeta potentissimo che
però, nonostante i grandi segni che l’Eterno fece per mezzo suo, davanti a
Iezabel fuggì e cadde in una profonda crisi depressiva.[9]
Merita una riflessione. Anche Elia non era uno qualunque. Probabilmente è stato
tra i più grandi profeti di Israele. Enoc ed Elia furono gli unici due esseri
umani rapiti in cielo senza passare attraverso la morte, dunque sono figure
importanti. Ebbene sarebbe quasi incomprensibile per la nostra logica capire
come un uomo così vicino a Dio abbia potuto fuggire davanti ad una donna tanto
caparbia. Per questo, ritengo che Iezebel simboleggi qualcosa di più di una
donna testarda e cattiva. La ferocia con cui manifesta l’odio contro il
popolo di Dio, l’ostinazione di chi non cede nemmeno di fronte all’evidenza che
“più evidenza di così non si può”, non è indice di stupidità (dopo la morte del
marito Acab riuscì ad esercitare il potere su Israele per dieci anni, come
regina-madre), ma a mio modo di vedere è rappresentativa del carattere di
Satana, che nonostante sappia della sua fine, non vuole arrendersi a Dio.
Ci richiama alla mente l’irriducibilità del Faraone al tempo di Mosè. Anche se
non riusciamo a capire bene il meccanismo di tanta durezza, che va al di sopra
della logica, è tuttavia un fatto che si ripete nelle persone che aprono le
porte all’Ingannatore e si lasciano condurre da lui. Nei giudizi apocalittici,
per esempio, nel periodo della distretta, le persone non rapite, fuorviate dal
maligno, vedendo l’aumentare della gravità delle piaghe, non solo non si
convertiranno, ma bestemmieranno contro Dio sempre più.[10]
In un certo senso, come la Chiesa di Gesù loda Dio, “l’antichiesa” infiltrata
in essa, lo bestemmia, come probabilmente vedremo quando parleremo di
Babilonia.
Così Iezabel rappresenta bene questa assurda cattiva
ferocia: è la trasformazione che avviene in chi fa di Satana il suo dio. È la
manifestazione appunto della personalità di Satana. Infatti, come chi crede nel
Signore, e a Lui pensa, e a Lui si apre, finisce per assomigliare sempre più al
Signore, così chi segue le vie dell’Ingannatore finisce per assumerne anche la
personalità perversa, per questo gli somiglia nel comportamento. Chi segue le
cose di Satana non crescerà verso la Vita, ma si involverà verso una falsa
sapienza che gli farà scoprire solo la morte. Sarà così preso da questa falsità
che non potrà più credere al bene, perché ormai avrà scambiato i parametri, e
il bene per lui sarà diventato il male. Per questo non avrà più logica ed
equilibrio in sé stesso. La distinzione tra bene e male è il primo dono di Dio,
abbandonando Dio si perdono le Sue benedizioni e il senso del giusto. Oggi
abbiamo un concetto di bontà e giustizia che non dipende più dalla
differenziazione trasmessaci da Dio (per es attraverso i comandamenti) bensì
abbiamo un concetto di “bene” che deriva da una “normalità” sociale, la quale
dipende non da valori assoluti, ma da valori che cambiano in base ai consensi mediatici.
Il bene, dunque, oggi è diverso per ogni tipo di realtà sociale che le nazioni
del mondo attraversano.
La fine di Iezabel è sorprendente e violenta come il suo inizio:
Quando Elia ricevette da Iahweh l’ordine di tornare
indietro e riunirsi al rimanente che non si era piegato a Baal, aveva ricevuto
anche l’indicazione su chi avrebbe dovuto “ungere”[11]
come futuro nuovo re di Israele, e su chi avrebbe dovuto nominare come profeta
al suo posto: “ungerai pure Ieu, figlio di Nimsci, come re d'Israele, e
ungerai Eliseo, figlio di Safat da Abel-Meola, come profeta, al tuo posto.”
(1Re 19:16). Sarà lo stesso Ieu (o Jehu) infatti che comincerà a sterminare
le famiglie regnanti corrotte, i falsi profeti di Baal ecc. Ma vediamo
l’atteggiamento che ebbe Iazebel nei suoi confronti:
2 Re 9: 30 Poi Ieu giunse a Izreel. Izebel, che
lo seppe, si diede il belletto agli occhi, si acconciò la capigliatura, e si
mise alla finestra a guardare. 31 Mentre Ieu entrava per la porta
della città, lei gli disse: «Porti pace, nuovo Zimri, uccisore del tuo
signore?» 32 Ieu alzò gli occhi verso la finestra, e disse: «Chi è
per me? chi?» E due o tre funzionari, affacciatisi, volsero lo sguardo verso di
lui. 33 Egli disse: «Buttatela giù!» Quelli la buttarono, e il suo
sangue schizzò contro il muro e contro i cavalli. Ieu le passò sopra,
calpestandola; 34 poi entrò, mangiò e bevve, quindi disse: «Andate
a vedere quella maledetta donna e sotterratela, poiché è figlia di un re». 35 Andarono
dunque per sotterrarla, ma non trovarono di lei altro che il cranio, i piedi e
le mani. 36 E tornarono a riferir la cosa a Ieu, il quale disse:
«Questa è la parola del SIGNORE pronunciata per mezzo del suo servo Elia il
Tisbita, quando disse: "I cani divoreranno la carne di Izebel nel campo
d'Izreel; 37 e il cadavere di Izebel sarà, nel campo d'Izreel, come
letame sulla superficie del suolo, in modo che non si potrà dire: 'Questa è
Izebel'"».
Cerchiamo di non soffermarci sulla violenza del
fatto; erano tempi in cui la vita di un uomo contava poco e le atrocità si
moltiplicavano. Concentriamoci sul comportamento di Iezabel.
2
Re 9:30 Poi Ieu giunse a
Izreel. Izebel, che lo seppe…
Ieu arrivava furioso[12]
deciso a ripulire Israele dall’idolatria e dalla stregoneria in cui era caduto,
dopo aver ucciso Ioram re di Israele figlio di Iezabel e Acazia re di Giuda.[13]
Iezabel seppe tutto questo e non fuggì, anzi si preparò a riceverlo a modo suo:
…si diede il belletto agli occhi, si
acconciò la capigliatura, e si mise alla finestra a guardare.
“Applicato sulle palpebre con un pennello, questo
cosmetico composto da polvere nera e olio conferiva profondità allo sguardo,
nonché un effetto ingrandente degli occhi. L’apparizione di Iezabel alla
finestra era volta ad ispirare soggezione a Ieu, come in vista di un’udienza
regale” (MacArthur).
2
Re 9:31 Mentre Ieu
entrava per la porta della città, lei gli disse: «Porti pace, nuovo Zimri,
uccisore del tuo signore?»
“Nuovo Zimbri: Rivolgendosi a Ieu con tale
appellativo, Iezabel alludeva alla precedente epurazione di Zimbri (1 re
16:9-15). Poiché quest’ultimo era morto dopo aver regnato solo sette giorni,
Iezabel insinuò che la stessa sorte sarebbe toccata a Ieu” (MacArthur).
2
Re 9:32 Ieu alzò gli
occhi verso la finestra, e disse: «Chi è per me? chi?»
Ieu non si lasciò intimidire dalla donna né dalle
sue minacce.
E due o tre funzionari, affacciatisi, volsero lo
sguardo verso di lui.
“Altri traducono ‘eunuchi’, si tratta di ufficiali
della stessa Iezabel” (MacArthur). È interessante notare come è raccontata la
direzione degli sguardi: Iezabel guarda dall’alto (dal secondo piano) con
atteggiamento di malefica regina che ha potere, minacciando; Ieu la osserva per
nulla impaurito e le risponde a tono, come per dire: “tu e quello che dici non
siete niente per me”; gli ufficiali di iezabel affacciatisi anche loro, non
guardano la regina ma guardano Ieu, come ad aspettare i suoi ordini,
riconoscendo in lui il nuovo re.
33 Egli disse: «Buttatela giù!» Quelli la
buttarono;
La terribile maligna Iezabel sprofonda a terra nel
peggiore dei modi, Ieu passa sopra il suo cadavere con il carro e i cani
divoreranno la sua carne.
Al di là della crudezza, notiamo due cose in questo
tragico episodio:
1) Iezabel, ripiena della malvagità satanica, non vuole
cedere nemmeno di fronte all’evidenza e fino all’ultimo minaccia, credendo
forse di poter gestire un potere che ormai non ha più. L’Eterno aveva già
manifestato la sua potenza nel confronto tra i profeti di Baal ed Elia, ma come
non fosse successo niente lei continuò a fare come prima, anzi peggio. Satana è così, nonostante l’Eterno sia l’Eterno,
non smette di proferire bestemmie contro di Lui e a pensarsi come un dio che deve
avere lo stesso potere.
2)
Ma la giustizia di Dio
arriva sempre. Come il Suo amore è grande, così la Sua giustizia sarà severa e
terribile per gli empi nel giudizio che attuerà.
Detto questo, più consapevoli dei retroscena,
possiamo leggere ora con maggiore attenzione il passo centrale della chiesa di
Tiatiri.
Apoc
2:20 Ma ho questo
contro di te: che tu tolleri Iezabel, quella donna che si dice profetessa e
insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione, e a mangiare carni
sacrificate agli idoli. 21 Le ho dato tempo perché si ravvedesse,
ma lei non vuol ravvedersi della sua fornicazione. 22 Ecco, io la
getto sopra un letto di dolore, e metto in una grande tribolazione coloro che
commettono adulterio con lei, se non si ravvedono delle opere che ella compie. 23 Metterò
anche a morte i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui
che scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere
Visto che conosciamo tutta la storia, possiamo ora
concentrarci sui significati:
20 Ma ho questo contro
di te: che tu tolleri Iezabel, quella donna che si dice profetessa e
insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione, e a mangiare carni
sacrificate agli idoli.
Il punto non è tanto la condanna alla falsa
profetessa nominata Iezabel o alla figura della Iezabel biblica, quanto invece LA
TOLLERANZA di una parte della chiesa di Tiatiri (e anche di tutte le chiese
odierne in senso lato) nei confronti di ciò che il nome Iezabel indica. Questo
è il peccato grave della chiesa di Tiatiri: tollerare dall’inizio una fede
parallela e contraria a quella indicata dall’Eterno. Anche se all’inizio
può sembrare insignificante, di poca importanza, una volta entrata ed “unita” a
chi comanda (il re sposa Iezabel), quell’unione sbagliata del vertice produce i
frutti sbagliati su tutto il popolo di Dio: “Non sapete che chi si unisce
alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due
diventeranno una sola carne» (1 Cor 6:16). La “piccola” fede idolatrica si
insinua come una crepa, si allarga, diventa abitudine popolare, e poi diventa
tradizione, e la tradizione diventa dogma. E chi va contro il dogma sarà
eliminato dalla gerarchia stessa come un pericolo per la loro leadership, a
qualsiasi costo, fino alla fine della gerarchia contaminata stessa.
21 Le ho dato tempo perché si ravvedesse, ma
lei non vuol ravvedersi della sua fornicazione
Nonostante la pazienza di Dio “lei non vuole
ravvedersi”. Si tratta di un diniego volontario e consapevole di chi
gestisce il potere corrotto e che in questa sua volontà perversa e “avversaria”
(Satana vuol dire “Avversario”), non cederà mai, fino alla sua distruzione
totale, al ritorno del Signore, quando di questo virus satanico non resterà più
radice.
22 Ecco, io la getto sopra un letto di dolore
Dio è paziente ma vi è un limite oltre il quale il
peccato non può più essere perdonato; superato quel limite che Lui solo
conosce, manda il Suo giudizio; non solo il giudizio della fine dei tempi, ma
prima ancora l’abbandono da parte dello Spirito Santo del tentativo di farlo
ravvedere.
Il “letto di dolore” è probabilmente inteso
come condanna in contrapposizione al “letto della fornicazione” «…poiché su un
letto di lussuria costei aveva commesso atti immorali e sdraiata su un
triclinio aveva mangiato cibi offerti alle false divinità in occasione di
festini idolatrici» (MacArthur)
e metto in una grande tribolazione coloro che
commettono adulterio con lei, se non si ravvedono delle opere che ella compie
Non solo chi direttamente ha causato l’idolatria, ma
anche le persone che si sono unite a queste pratiche hanno la possibilità di
ravvedersi. Pure se sembra scontato, il Signore spiega con molta chiarezza le
conseguenze di tutti quelli che hanno avuto a che fare con questa forma di
paganesimo. Se non lo fanno, “se non si ravvedono dalle opere che ella
compie”, anche loro saranno giudicati. Non è una ripetitività del Signore,
ma una chiarezza necessaria differenziando bene le modalità, in vista del
giudizio finale, in modo che quando questo avverrà, nessuno potrà dire “non lo
sapevo”, oppure “non si capiva bene”.
23 Metterò anche a morte i suoi figli;
Anche qui apriamo i riferimenti: non si tratta solo
dei figli esistiti della Iezabel biblica, né solo dei seguaci della falsa
profetessa di Tiatiri, e nemmeno si limita alla seconda pessima generazione
degli appartenenti alla chiesa di Tiatiri, ma inglobando tutto il messaggio del
Risorto a questa chiesa, si proietta fino ad oggi e fino al giudizio: si
tratta di tutti quelli che hanno avuto come “madre” questa idolatria.
Vorrei ricordare ciò che abbiamo riportato un po’ addietro: Iezabel al suo
seguito, oltre ai 450 profeti di Baal, aveva anche 400 profeti della dea
Astarte. Uno dei nomi di questa dea
Astarte è “Regina del cielo”. Ora se ipotizziamo la possibilità che abbiamo letto precedentemente,
espressa da diversi studiosi, in cui Tiatiri era simbolicamente indicativa del
potere papale configurato nella Chiesa cattolica, ci possiamo chiedere: quanti
bravi credenti sono indotti anche oggi a pregare una “madre” che è “Regina del
cielo”?
e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che
scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere.
Questa frase è importante. Il Signore che conosce
ogni profondità del cuore, dopo fatto in modo ceh ciascuno mostrasse ciò che ha
realmente nel cuore, darà a ciascuno
secondo le sue opere.
«…e
tutte le chiese conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori,
e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere.» (Apocalisse 2:23)
Questa
frase è di fondamentale importanza: il Signore, che conosce ogni profondità del
cuore, dopo aver fatto in modo che ciascuno mostrasse ciò che ha realmente
dentro di sé, darà a ciascuno secondo le sue opere.
ATTENZIONE: anche se la salvezza si ottiene per
fede, il giudizio sarà per le opere. Questo punto va meditato bene.
Questo è uno dei motivi per cui in Apocalisse alla fine comparirà l’arca con
dentro le tavole della Legge.[14]
I dieci comandamenti resteranno il metro del giudizio finale di Dio. Parliamo
ovviamente dei dieci comandamenti biblici non di quelli modificati che ci hanno
insegnato in qualche catechismo.
Se
questo avviso costituisce la parte centrale del messaggio a Tiatiri, non è meno
rilevante un concetto che arriva subito dopo. Infatti, il Signore, proprio
perché scruta le reni e i cuori sa perfettamente che non tutti seguono
questa idolatria all’interno di questa chiesa:
24 Ma agli altri di voi, in Tiatiri,
che non professate tale dottrina e non avete conosciuto le profondità di
Satana (come le chiamano loro), io dico: Non vi impongo altro peso. 25 Soltanto,
quello che avete, tenetelo fermamente finché io venga.
In ogni confessione cristiana (ortodossa, cattolica
e protestante) c’è una piccola percentuale di persone che non si allinea con
tutte le dottrine che vengono loro predicate dalla gerarchia. Non si riferisce
qui a chi è ribelle o al contrario è indolente o assente o superficiale (i
“tiepidi” come vedremo nella chiesa di Laodicea, verranno rigettati da Dio) ma
si riferisce a chi riflette, pensa, legge la Scrittura e valuta vigilando se
ciò che è stato loro detto corrisponde a quanto è scritto, come facevano
i credenti di Berea.[15]
Questi altri che si dissociano dall’idolatria
sapevano leggere e capire le Scritture perché ascoltavano più la loro coscienza
che la dottrina imposta. Anche oggi per fortuna ve ne sono tanti. Queste
persone, nella loro riservatezza e nella loro fede semplice, non si sentono
spinte a pregare alcuna creatura che non sia Dio Padre, Dio Figlio e Dio
Spirito Santo, e seguono in coscienza quanto sentono. Essi mantengono il timone
della fede pura nel Signore mantenendo l’ESSENZIALE DELLA FEDE CRISTIANA. A
queste persone il Signore non impone altro peso, non le spinge a
manifestare in modo eclatante il loro dissenso, non chiede loro più di quanto
possano dare.
25 Soltanto, quello che avete, tenetelo
fermamente finché io venga. La raccomandazione è
di mantenere nel loro cuore la fede nel Signore che hanno. Mantenerla fino al
Suo ritorno.
Pensavo a Lidia, la venditrice di porpora (attività
diffusa in Tiatiri) che aprì il cuore a Paolo e si convertì per prima assieme
alla sua famiglia accettando la Parola del Signore (Atti 16:14…). Probabilmente
dalla testimonianza di questa donna si formò la chiesa di Tiatiri. Pensavo a
come il Signore vide il suo cuore in mezzo a tante altre persone e spostò mari
e monti chiamando Paolo e guidandolo passo-passo fino a lei. È bello sapere che
Dio ci conosce e nessuno è abbandonato.
Poi un’altra donna, la falsa profetessa fece
apostatare quella chiesa.
Eppure, esistono ancora persone come Lidia che hanno
desiderio di Dio e vorrebbero ascoltarLo meglio. Queste persone, in qualunque
chiesa (anche apostata) si trovino oggi, non resteranno deluse, perché il
Signore avrà cura di loro in modo meraviglioso.
25 Soltanto, quello che avete, tenetelo
fermamente finché io venga. 26 A chi vince e persevera nelle mie
opere sino alla fine, darò potere sulle nazioni, 27 ed egli le
reggerà con una verga di ferro e le frantumerà come vasi d'argilla, 28 come
anch'io ho ricevuto potere dal Padre mio; e gli darò la stella del mattino. 29 Chi
ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese".
finché io venga.
Il ritorno di Gesù Cristo è un punto fermo nella
fede del cristiano; fa parte di “quell’essenziale” che dobbiamo
mantenere. “Quanto al Nuovo Testamento, si è calcolato che 319 versetti,
cioè 1 su 25, sono dedicati al ritorno del Cristo. Dunque, si può affermare che
poche dottrine bibliche sorpassano per importanza quella della quale ci
occupiamo” (Pache).
26 A chi vince
I conflitti le lotte interiori a cui è sottoposto il
cristiano non ci sono mai state nascoste da Gesù e nel NT. È solo la facile
predicazione moderna “buonista”, che per avere più fedeli dentro le chiese,
preferisce nascondere quanto il cammino cristiano sia sofferto e impegnativo.
Si tratta di una vittoria da perseguire; vittoria che non è per niente
scontata, e che dipende anche dalla nostra volontà, altrimenti non direbbe “a
chi vince”.
e persevera
La perseveranza è la coerenza, la fermezza, la
continuità nel mantenere stabile la propria fede. È molto più difficile
perseverare nella fede piuttosto che provarla con entusiasmo all’inizio. Lo
abbiamo visto nella prima chiesa di Efeso quando prevedendo il seguito, il
Risorto la rimprovera dicendo che “ha scordato il primo amore”.
in questa vita terrena il tempo che ci è dato è una
testimonianza continua di ciò che siamo, di ciò che abbiamo dentro. Il mondo è
fatto di continui mutamenti, mentre ciò che viene da Dio è stabile. Restare in
questa stabilità non è un fatto acquisito o un miracolo (che assomiglierebbe in
questo caso più ad una magìa), è invece un atto spesso travagliato e tormentato,
in cui ciò che crediamo deve fare i conti con ciò che vediamo attorno a noi. La
volontà di mantenere viva la fede nelle promesse di Dio costituisce la nostra
spina dorsale. Una fede che non ha speranza nel ritorno di Gesù, nel Suo regno,
nei “cieli nuovi e terra nuova” è una fiducia in un “bene” generico senza
fondamento. Dio non è “il bene generico” ma un Essere che sta portando a
compimento il creato, come dicemmo all’inizio, un Suo progetto, un Suo disegno
preciso. Vi sono dunque dei tempi fissati e dei fatti precisi in cui, volenti o
nolenti siamo e saremo inseriti.
persevera nelle mie opere
Tale continuità di fede non è una questione
intellettuale. Non basta credere in qualcosa se poi questo qualcosa non è
attuato nella pratica. La fede abbiamo visto è l’inizio della nostra
trasformazione interiore, ma poi le opere sono lo sviluppo, la conseguenza di
essa.
persevera nelle mie opere sino alla fine
I tempi dicevamo sono fissati. Sino alla fine
significa sino a quando Dio ha stabilito; sia questo la fine della nostra vita
terrena o la fine dei tempi. Dio conosce entrambi i traguardi e ci ha dato i
mezzi per arrivarci se noi Gli restiamo fedeli.
darò potere sulle nazioni, 27 ed egli le
reggerà con una verga di ferro e le frantumerà come vasi d'argilla, 28 come
anch'io ho ricevuto potere dal Padre mio; e gli darò la stella del mattino.
Il potere sulle nazioni si riferisce a quando Gesù
tornerà come Re sulla terra ed assumerà il controllo del regno messianico
millennale. In questo governo “quelli che hanno vinto”, ovvero hanno mantenuto
la giusta fede, saranno uniti a Lui (Gesù stesso è la stella del mattino)
ed eserciteranno con Lui il potere sulle nazioni della terra, in modo deciso (con
una verga di ferro) impedendo ad ogni forma di male di sussistere e
serpeggiare. Sarà Gesù, il Messia, quel capo forte che tutti stanno inutilmente
cercando tra i tanti governi attuali.
Conclusione
«Cristo vuole che ci
impegniamo di tutto cuore, nell’opera di Dio.
Una vita vissuta in ricerca di divertimento e piaceri o per interessi, è una
vita sprecata eternamente. Cristo comanda di impegnarci al punto di faticare
per la Sua gloria, in tutta la nostra vita. Questo è come dobbiamo vivere come
chiesa e come individui.
Cristo non tollera la chiesa che permette nel suo
mezzo un falso insegnamento o il peccato. Cristo vuole che teniamo la chiesa pura, sia in dottrina, che in
pratica. Allora, dobbiamo valutare e giudicare quello che ci viene
presentato, per essere una chiesa pura.»[16]
Come la Chiesa,
così la nostra persona. Dio richiama alla
memoria il Suoi comandamenti senza i quali non potremmo discernere il bene dal
male; tramite il sacrificio di Cristo unico intercessore, perdona i nostri
peccati; Tramite la guida e la consolazione dello Spirito, santifica e porta alla perfezione quanti ha
chiamato e hanno creduto. E’ indispensabile
da patre nostra un controllo di ciò che è estraneo a Dio e una attenta condotta
di integrità morale nell’attesa del ritorno di Gesù.
[1] IL
CRISTO DELL’APOCALISSE – J. Zurcher -AdV
[2] APOCALISSE – le cose che devono avvenire tra breve – Emil Donges – Il Messaggero Cristiano
[3] “Potere secolare” che appartiene al
secolo, al mondo; laico, non religioso: il potere secolare; braccio secolare,
il potere civile
(https://dizionario-online.net/secolare.html); Possibile sinonimo:
“L'espressione potere temporale si usa di solito in riferimento al
periodo storico in cui il Papa, oltre ad essere sommo pontefice della Chiesa
cattolica, è stato anche sovrano dello Stato Pontificio (dal 752-1870). Il
termine "temporale" indica il governo degli uomini (oggi definito
"potere politico"). Il termine viene spesso giustapposto a
"potere spirituale", ovvero governo delle anime. (wikipedia)
[5] aiutobiblico.org
[8] Dizion.
Biblico GBU
[9] Nei
capitoli 18 e 19 di 1 Re è narrato lo scontro di Elia con i profeti di Baal
della regina Iezabel. L’Eterno agì con grandissima potenza tanto da far
scendere il fuoco dal cielo, ed il popolo ritornò alla fede. Probabilmente Elia
di fronte a segni tanto potenti di Yahweh si sarebbe aspettato una resa di
Iezabel, ma questa invece di umiliarsi aumentò la sua rabbia e la sua ferocia
minacciando di morte Elia che, spaventato e deluso, fuggì nel deserto chiedendo
a Dio di morire, perché era rimasto da solo. Ma il Signore sul monte Oreb lo
rafforzò, lo rimandò indietro e gli disse che non era solo, che si era
riservato “un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non
s'è piegato davanti a Baal “ (1 Re 19:18) e assieme a quello avrebbe dovuto agire.
[10] “E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e
bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si
ravvidero per dargli gloria.”
“e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro
dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere.”
“E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme,
con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa
della grandine; perché era un terribile flagello” (Apocalisse 16:9, 11, 21)
[13] 2 Re 9: 21 Allora Ioram disse: «Attaccate il carro!»
Il suo carro venne attaccato e Ioram, re d'Israele, e Acazia, re di Giuda,
uscirono ciascuno sul suo carro per andare incontro a Ieu, e lo trovarono nel
campo di Nabot d'Izreel. 22 Quando Ioram vide Ieu, gli disse: «Ieu, porti
pace?» Ieu rispose: «Che pace vi può essere finché durano le prostituzioni di
Izebel, tua madre, e le sue innumerevoli stregonerie?» 23 Allora Ioram si voltò
indietro, e fuggì, dicendo ad Acazia: «Siamo traditi, Acazia!» 24 Ma Ieu
impugnò l'arco e colpì Ioram fra le spalle, in modo che la freccia gli uscì
trapassando il cuore, ed egli stramazzò nel suo carro. 25 Poi Ieu disse a
Bidcar, suo aiutante: «Prendilo, e buttalo nel campo di Nabot d'Izreel; poiché,
ricordalo, quando tu e io cavalcavamo assieme al seguito di Acab, suo padre, il
SIGNORE pronunciò contro di lui questa sentenza: 26 "Com'è vero che ieri
vidi il sangue di Nabot e il sangue dei suoi figli, dice il SIGNORE, io ti
renderò il contraccambio qui in questo campo!", dice il SIGNORE. Prendilo
dunque e buttalo in quel campo, secondo la parola del SIGNORE». 27 Acazia, re
di Giuda, veduto questo, fuggì per la strada di Bet-Gan; ma Ieu gli andò
dietro, e disse: «Tirate anche a lui sul carro!» E lo colpirono alla salita di
Gur, che è vicino a Ibleam. E Acazia fuggì a Meghiddo e là morì. 28 I suoi
servitori lo trasportarono sopra un carro a Gerusalemme, e lo seppellirono
nella sua tomba, con i suoi padri, nella città di Davide. 29 Acazia aveva
cominciato a regnare su Giuda l'undicesimo anno di Ioram, figlio di Acab.
[16] aiutobiblico.org
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