Apocalisse 3:14-22 – Le sette chiese LAODICEA - n. 442
di RR 16-10-26 [Precedente puntata https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/10/apocalisse-37-13-filadelfia.html ]
IL TESTO con inquadramento semplice:
Ap 3: Apocalisse 3:14-22
14 «All'angelo della chiesa di Laodicea scrivi:
Queste cose dice l'Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della
creazione di Dio: 15 "Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né
fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! 16 Così, perché sei tiepido e non
sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. 17 Tu dici: 'Sono
ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!' Tu non sai, invece, che
sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Perciò io ti
consiglio di comperare da me dell'oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e
delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua
nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere. 19 Tutti quelli che amo,
io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti. 20 Ecco, io sto
alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò
da lui e cenerò con lui ed egli con me. 21 Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch'io
ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha
orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese"».
Inquadramento semplice
Per semplicità abbiamo detto spesso che la
precedente lettera a Filadelfia mostrava caratteristiche della Chiesa che sarà
rapita prima del periodo della tribolazione (tutti i credenti considerati
giusti dal Signore), e che invece questa di Laodicea comprende la chiesa che
non sarà riconosciuta dal Signore e che, come tale, sarà rigettata (i cristiani
solo di nome). Ora però che ci avviciniamo con più attenzione dobbiamo essere
più precisi: nelle altre chiese i Risorto diceva “ecco io vengo presto”, qui
dice “20 Ecco,
io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la
mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. 21
Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch'io ho vinto e mi
sono seduto con il Padre mio sul suo trono.” Questo significa che Gesù è “alla porta”; potremmo forse intendere
come: “non sta per partire è già quasi arrivato”; è l’ultimo richiamo per
chi volesse ancora accoglierlo.
SIGNIFICATO DEL TERMINE:
Laodicea può significare “giusto per il popolo” “diritti del popolo”,
“dominio del popolo” ecc.
Questo termine, se vogliamo applicarlo alla
comprensione del messaggio, va spiegato un po’ meglio:
a.
Realizzare
ciò che sarebbe giusto per la popolazione. Qui l’azione parte da chi governa: È la giusta aspirazione di
ogni responsabile che possa operare in una giusta società. Il punto
difficile in questo caso sarebbe poi analizzare
dove chi governa attinge i valori della sua “giustizia”. Un’azione è considerata “giusta” in una nazione
quando corrisponde ai canoni dettati da chi comanda, ma non è detto che chi
comanda abbia il giusto senso
della morale.
b. La popolazione realizza ciò che sarebbe giusto
per sé stessa (rimuovendo
all’occorrenza il potere vigente se considerato ingiusto). Qui l’azione
parte dalla popolazione in base a princìpi sociali di libertà. Il punto
difficile è il seguito, ovvero si ritorna al punto precedente: chi e come, poi, gestirà questa libertà? L’uomo
da solo è in grado di realizzarla?
c.
Religione
e politica - Ricordo intorno agli
anni ‘70 con degli amici volevamo fare nel sud Italia una comunità di tipo
cooperativistico nelle zone rurali. Mentre si cercava la zona adatta ci fu uno
striscione all’ingresso di una chiesa: “La
chiesa appartiene al popolo”[1].
Il significato della scritta, a quell’epoca di contestazioni, era volutamente
provocatorio e voleva criticare il senso di possesso che avevano certe
gerarchie ecclesiastiche. In
realtà, diremmo oggi: la “Chiesa”
(maiuscolo), non appartiene né al popolo né alla gerarchia, ma
è solo di Dio che con li Suo Spirito sa come guidarla.
d.
Significato
religioso per la chiesa di Laodicea: in questo caso il soggetto è la chiesa fatta dagli uomini per
compiacere il mondo , e fa ciò che piace al mondo, alla mondanità, non fa
quello che piace a Dio. La chiesa che non
spiega la Bibbia, che non si interessa di ciò che dice il Signore per fare la
Sua volontà di bene, ma che si adatta all’andazzo del mondo, qualunque esso sia,
confondendo per esempio molte parole come “amore” e “libertà”.
Per questo il Risorto è durissimo:
15 "Io conosco le tue opere: tu non sei né
freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! 16 Così, perché sei
tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca.
ESSERE TIEPIDI
Scusate l’esempio un po’ forte ma introduce bene
quello che il Signore dice senza mezzi termini: una volta tanti anni fa fui
ricoverato per delle analisi; ebbene per esaminare dei succhi gastrici mi
fecero bere in una ciotolina bianca acqua ed alcol tiepidi. Se lo ricordo
ancora oggi è perché quel tiepidume fu veramente disgustoso e faceva rigettare.
Bevande calde d’inverno fanno piacere e bevande fredde d’estate sono gradevoli,
ma l’acqua tiepida è davvero sgradevole. Il Signore qui parla senza mezzi
termini. E’ infatti probabilmente
riferito ai credenti tepidi dell’ultima stagione cioè della nostra epoca
prima del rapimento. Non c’è più tempo per i giri di parole, il linguaggio
è crudo ma risveglia i credenti assonnati per vedere di che pasta sono fatti. Il Signore ci parla come un medico di fronte ad
un male grave: essere rigettati da
Lui è grave, è la perdita della vita.
Eppure agli occhi delle abitudini religiose tradizionali
non sembrava grave. Pensateci. Ci sono milioni di persone che nel giorno
festivo vanno a sentire il culto in chiesa, ripetono a pappagallo “amen” e poi
escono riprendendo le faccende come sempre. Qualsiasi cosa dica il prete o il
pastore sono lì passivi, presenti ma assenti. Mettono la loro offerta quanto basta,
si alzano dalle sedie quando si alzano gli altri, si siedono quando gli altri
si siedono… e durante la predica sentono parole che scivolano via senza
fermarsi nella mente. Il cuore di questi è sempre tiepido quando entrano in
chiesa e quando escono. Magari avrebbero anche dei talenti forse, ma il loro
interessamento è zero. Però frequentano la chiesa, non puoi dire che non
frequentino.
La Chiesa (maiuscola) fondata da Gesù, per amore
della quale Lui e i Suoi discepoli hanno versato tanto sangue, è diventata una vomitevole accozzaglia di gente che non è “né
carne né pesce”. Persone tiepide che
non sono né morte né vive, che parlano di cose di Dio senza capirle più.
Questa è la misera fine di molte denominazioni, organizzazioni religiose sulla
terra che non hanno dato
ascolto agli avvertimenti nei messaggi precedenti alle sette chiese. Questa grande maggioranza di persone, se non
cambiano rapidamente, saranno solo una massa rigettata da quel Dio che
dicono di servire.
«È
la chiesa futura come il mondo la desidera, come piace agli inconvertiti, che non si lasciano dirigere e giudicare
dalla Parola di Dio e dal suo Spirito» (Donges)
«Una chiesa sempre più schiava degli orientamenti
culturali umani non
può far altro che vivere nell’illusione. Non ci sono più confini precisi. Si affermano le grandi dottrine ma non
si ha il coraggio di prendere nettamente posizione per la verità. […] Una chiesa sbiadita, tepida… presuntuosa e
convinta di avere un suo potere ed una sua autorità da esercitare sugli uomini
e sulle coscienze. Una chiesa che,
grazie alle sue pretese aperture e disponibilità, crede sempre più nel suo
ruolo di “Mater et Magistra”. Essa ritiene di avere un compito di guida
da esercitare in maniera insindacabile, ed è quanto vediamo dall’ecumenismo cattolico,
ma anche in frange sempre più numerose dell’evangelismo.» (Samuele Negri)
Come Filadelfia era
l’insieme fedele di tutti i rimanenti tra tutte le chiese esaminate, così a
Laodicea abbiamo l’insieme delle persone che non hanno ascoltato le correzioni
del Risorto, capo dell’unica Chiesa
vera. Laodicea è il niente di chi pensa di essere qualcosa: Ap 3:17
“Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!' Tu non
sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo.”
Sono chiese come gusci
vuoti che predicano un Gesù ormai assente dal loro interno.
Ma qualcuno può ancora salvarsi
Ma attualmente può ancora entrare il Risorto nel
loro cuore, infatti dice: “20 Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta,
io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”. Infatti, se
il Signore “bussa alla porta” vuol dire che sta fuori dalla
porta, non dentro. In un ultimo tentativo parla ancora a chi dal di
dentro potrebbe aprire il suo cuore.
Ma chi
potrebbe aprire HA POCO TEMPO, perché presto i credenti fedeli saranno
rapiti.
Una considerazione significativa
Nell’Apocalisse stessa,
dopo questo messaggio a Laodicea, non si parlerà più di chiesa o di chiese. Questo per molti studiosi è anche segno del fatto
che la Chiesa del Signore non ci sarà più nel periodo della tribolazione –
ampiamente sviluppato da tutta la parte centrale dell’Apocalisse - e non comparirà più perché sarà stata già rapita.
Ed allora lo Spirito Santo che la guida e la protegge, terminato il Suo
compito, sarà in gran parte ritirato dalla terra, nel senso che il periodo di grazia attuale terminerà. Sarà veramente difficile dopo, per chi rimane, convertirsi;
e quando avverrà sarà a rischio della vita fisica stessa perché l’azione dell’avversario
sarà molto più forte.
«L’ultima delle sette lettere… ha in sé qualcosa di
solenne. Non soltanto chiude il ciclo delle “cose che sono” (Ap 1:19) e
che riguardano l’attuale periodo della grazia e della pazienza di Dio (2 Pt
3:9), ma in un certo senso contiene l’ultimo richiamo al ravvedimento per quel
che riguarda l’attuale economia. Dio
segue un preciso calendario che non conosce né anticipi né ritardi. Perciò
verrà il momento in cui Egli metterà fine alla sua amorevole e paziente attesa
come accadde al diluvio (Ge 7:16; Mat 24:39).
Superato un certo limite è troppo tardi.» (Samuele Negri)
Dopo il rapimento verrà
il tempo dei giudizi, delle piaghe, di cui l’apocalisse parla in maniera
estesa. Poi, mentre avverrà la
settima piaga, nella guerra di Armaghedon, Gesù Cristo Re Messia Signore
interverrà realmente direttamente con il Suo esercito celeste e giudicherà con
severità le nazioni e mostrerà all’universo il Suo potente governo sulla terra,
per un lunghissimo periodo chiamato “millennio”.
Poi ci sarà il giudizio finale, la Gerusalemme
celeste, “il cielo nuovo a terra nuova”. Si tratta di eventi che Dio ha già
stabilito, che incontreremo leggendo ancora l’Apocalisse e solo alla fine di
tutto, si potrà parlare di eternità.
Tutto questo non è mai stato un segreto, non è
improvviso per i veri credenti: è stato spiegato nella Bibbia. Gesù stesso ha dato mille avvertimenti: «Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non
a essere gettato via e calpestato dagli uomini (Matteo 5:13). Laodicea rappresenta proprio questo sale
insipido che non serve più a niente e che sarà gettato via.
[Riguardo al popolo d’Israele, soggetto a un
temporaneo indurimento e posto dal Signore in uno stato di attesa all'interno
del Suo disegno, apriremo a breve una sezione di approfondimento dedicata]
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