Apocalisse 3:7-13 – FILADELFIA - N. 441

 di RR   [Precedente puntata in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/10/apocalisse-31-6-sardi-n-440.html ]


IL TESTO:

Apocalisse 3:7-13

7 «All'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre: 8 "Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. 9 Ecco, ti do alcuni della sinagoga di Satana, i quali dicono di essere Giudei e non lo sono, ma mentono; ecco, io li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi per riconoscere che io ti ho amato. 10 Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra. 11 Io vengo presto; tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona. 12 Chi vince io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio (la nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio) e il mio nuovo nome. 13 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese".

Essendo questa di Filadelfia la lettera più bella e gratificante, tutte le chiese attuali vorrebbero identificarsi con essa: “Hai visto? Gesù parla di noi!” “No, non di voi, il Signore invece parla di noi!”. Siamo come bambini che vogliono fare bella figura davanti al loro papà. Significa che in questo voler primeggiare non abbiamo imparato niente:  Matteo 20:25 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano autorità su di esse. 26 Ma non dovrà essere così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; 27 e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo; 28 appunto come il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti»

 

Significato

Filadelfia significa “amore fraterno” e già questo fa pensare, perché mette subito un confine non indifferente tra ciò che vorremmo essere (coloro che applicano l’amore fraterno che indicò Gesù[1]) e ciò che invece siamo. Se infatti abbiamo letto bene i precedenti messaggi ci siamo accorti che tutte le chiese di ogni epoca sono partite bene, poi però hanno continuato male. Ognuna pensava di essere la migliore, pur avendo ricevuto dei rimproveri. Quindi non conta ciò che pensiamo di essere secondo il nostro giudizio, bensì conta come ci vede il Risorto.  Più che dire: “Che bello, in Filadelfia parla di noi!”, sarebbe più saggio dire: “Beati quelli di cui parla qui il Signore!”. Allora per non sbagliare, come invitati dal nostro Signore, partecipiamo pure al Suo invito, ma sediamoci “all’ultimo posto”[2] con modestia e timore, poi si vedrà. Non spetta a noi scegliere i posti.[3]

 

A CHI SI STA RIFERENDO IL RISORTO CON QUESTO QUESTO MESSAGGIO?

In realtà visto il suo contenuto, ritengo che questa chiesa attualmente esista e sia rivolta a tutti noi, ma non sia proprio circoscritta da una definizione; esiste cioè come movimento diluito frammentato, debole-forte (pur avendo poca forza v.8). Infatti se non ha una denominazione specifica, cioè una tabella con un aggettivo sulla porta della chiesa, non avrà nemmeno un’appartenenza evidente ad una istituzione umana; dunque non ha un riconoscimento politico sociale e giuridico. In pratica penso che questa chiesa non sia identificabile con alcuna confessione o denominazione particolare, ma possa “riconoscersi trasversalmente” nei singoli credenti veramente fedeli al Signore Gesù, i quali sono sparsi sia nelle chiese che fuori da esse, riedificati e guidati dagli input dello Spirito Santo. Ripeto: proseguendo quanto dicevamo la volta precedente, riteniamo che la chiesa di Filadelfia sia composta dalla raccolta di tutti i fedeli giustificati da Dio, rimanenti dalle altre chiese, sollecitati dal Risorto nei messaggi che abbiamo già letto;  in pratica quelli che hanno raccolto l’invito a correggersi nei punti sbagliati ed hanno rafforzato i punti che il Signore ha apprezzato.

Se usciamo infatti dalla rigida interpretazione cronologico-storica e adagiamo i contenuti delle sette chiese su un prato come su un’unica tovaglia, ci possiamo accorgere che le correzioni e gli incitamenti del Risorto scendono e si accomodano sul prato (cioè su tutti i credenti) come in un presente continuo.[4]

I difetti di Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatiri, Sardi, ecc. non sono confinati e sigillati ciascuno nella sua epoca e mai più ritrovati, al contrario sono difetti da correggere SEMPRE in tutti noi credenti e nelle nostre chiese. Quelle anime che hanno accolto queste correzioni, dalla fondazione della Chiesa di Gesù fino al suo rapimento, fanno parte di questa Chiesa di Filadelfia.

È in questa prospettiva che ora possiamo meglio valutare quanto leggiamo: «Per la sua posizione geografica Filadelfia, che significa “amore fraterno” [l’attuale Alasheir n.d.r.], domina ancora oggi l’accesso alla strada che valica le vicine montagne. È una città chiave: è la porta di accesso alle pianure dell’oriente […]  È la chiesa dell’amore fraterno e delle missioni» (Zurcher).

«In Filadelfia troviamo i credenti della fine che vengono accolti dal Signore; coloro che in mezzo all’iniquità crescente della cristianità professante e poco prima del suo declino totale, trovano il loro rifugio nella Persona e nella Parola di Gesù, il Figlio di Dio, e Gli sono fedeli pur avendo poca forza. È l’ultimo chiaro splendore della testimonianza del Signore nella cristianità professante, prima che il Signore venga a rapire la sua Chiesa (l’insieme dei veri credenti sulla terra), come rapì il vivente Enoc nel cielo prima del diluvio. Dopo il rapimento della sua Chiesa, ossia l’introduzione nel cielo delle vergini avvedute (Matt 25:10; 1 Tess 4:17 e 1 Cor 15:51-52), il Signore ci separerà completamente dalla tiepida e morta cristianità. Egli la “vomiterà dalla sua bocca”, come ci è detto nell’ultima lettera, quella di Laodicea» (Donges).


FILADELFIA LA CHIESA CHE SARA’ RAPITA, MA QUANDO?[5]

Questa condivisibile interpretazione ci fa pensare allora a Filadelfia come alla Chiesa che sarà rapita. Ma quando sarà rapita?  Ovviamente nessuno conosce il giorno e l’ora, però possiamo cercare di individuare il periodo:

1) Dal v.11 capiamo che non è lontano. “11 Io vengo presto; tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona.”   Attenzione alla parola “presto”, perché compare qui per la prima volta: «Notiamo che negli Evangeli il Signore dice semplicemente ai suoi che ritornerà, e nelle epistole manca la parola “presto”. Invece in Filadelfia, figura profetica dei veri credenti del nostro tempo, Egli dice: “Io vengo presto”! Alla fine del libro [dell’Apocalisse n.d.r.] Egli lo ripete sovente (Ap 22:7; 12:20)» (Donges)

2) Dal v.10 interpretiamo che sarà prima del periodo di tribolazione:[6]  “10 Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.”   «In questa promessa sono contenute due verità: sappiamo che in vista della formazione del credente, il Signore permette la prova (Giacomo 1:12[7]), ma non lascerà mai che ne sia sopraffatto (1 Co 10:13[8]), perciò essa sarà limitata, come era stato detto alla chiesa di Smirne (Ap 2:10[9]). Questa promessa viene qui confermata. Ma in queste parole abbiamo anche un’allusione al fatto che la vera chiesa sarà guardata “dall’ora della tentazione” (2 Pt 2:9[10]), cioè da quel periodo conosciuto come “tribolazione”, in cui sarà gettata la chiesa di Tiatiri (Ap 2:22[11]), e che l’Antico Testamento definisce come “un tempo di angoscia per Giacobbe (Ger 30:7[12]). Qui non si sta parlando di una semplice persecuzione a livello locale, ma del giudizio che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra attraverso l’apertura dei “sette suggelli” (Ap 6:1), il suono delle “sette trombe” (Ap 8:2) ed il rovesciamento delle “sette coppe dell’ira di Dio” Ap 16:1). Tutto questo libro testimonia ampiamente questo giudizio (Ap 6:10; 8:13; 12:12; 13:8, 12, 14; 14:6; 17:2; 8). Secondo molti studiosi della Scrittura, in queste parole abbiamo la promessa che la Chiesa non passerà attraverso la “tribolazione” ma sarà rapita prima che questa abbia inizio (1 Tess 1:10;[13]  4:13-5:11[14]).» (Samuele Negri)

 

COME POSSIAMO FAR PARTE DELLA CHIESA DI FILADELFIA?

Forse ne facciamo già parte senza saperlo, se abbiamo corretto i difetti del cristianesimo apostata fino ad oggi. Parlo principalmente all’interno della nostra persona. Riguardo alla chiesa di Filadelfia, come già detto, penso che non sia identificabile con nessuna delle chiese attuali. Tutto sommato pur essendo essa presente in minoranza in tutto il cristianesimo, è una chiesa invisibile al mondo, e per questa vincitrice, se mantiene l’essenzialità del Vangelo senza apostatare.

 

Ma se è invisibile, non identificabile, come potremo riconoscerla?

In effetti più che essere noi a riconoscerla, credo sia il Risorto a riconoscere le anime che Lo seguono e dunque ad inserirle in questa Chiesa approvata.

È destinato al fallimento il tentativo umano di identificarsi con questa o quella chiesa come organizzazione denominazionale, così come è fallito ormai il tentativo dell’uomo di trovarsi un governo perfetto nel mondo. Sarà il Signore Gesù Cristo, che, come Re-Messia, mostrerà il vero governo del mondo quando tornerà instaurando il millennio; e quando tornerà, governerà assieme alla vera Chiesa, che Lui stesso si sarà scelto,[15] non come istituzione dottrinale migliore di un’altra, ma come insieme di coscienze singole, che in Lui trovano corpo e comunione nell’amore fraterno. Qui dobbiamo stare attenti:

Una cosa è l’amore fraterno come segno dell’amore di Cristo (“Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” Giov. 13:35), e una cosa è l’amore in senso generale che unirebbe le religioni e le chiese attuali (che non si sono corrette). Spieghiamo meglio:

AMORE FRATERNO ED ECUMENISMO

Ovviamente esprimo solo il mio parere. Ritengo l’ecumenismo attuale – anche se promulgato da chiese importanti - sia un tentativo politico di coordinare e controllare tutte le religioni del mondo (non necessariamente solo cristiane) in una forma di alleanze e di riconoscimenti reciproci,[16] convogliandole in pratica in un'unica super-religione facilmente accettabile da tutti. Viene chiamato generalmente “ecumenismo” ed anche se idealmente affascinante, è in realtà la massima espressione attuale del piano satanico per controllare il mondo. Questo piano si serve di chiese famose che hanno mantenuto le loro apostasie rifiutando di convertirsi; infatti mantengono ancora nel loro interno il paganesimo, l’idolatria, gli interessi, la corruzione a molti livelli. Attualmente l’ecumenismo è coordinato in modo più o meno evidente dal papato, che si serve anche di brave persone che, istruite male, seguono questa aspirazione di “amore fraterno”, ma senza tenere conto degli insegnamenti essenziali di Cristo. Gesù Risorto invece, come abbiamo visto, intende purificare da ogni estraneità la fede di tutte le chiese cristiane esistenti.

PERCHÉ QUESTA CHIESA DI FILADELFIA CI APPARE COME “VINCENTE”?

Il Signore con la chiesa di Filadelfia ci fornisce un modello “vincente” a cui chi vuole potrà aderire. Probabilmente la sua “poca forza” è paradossalmente proprio la sua chiave vincente. Quando infatti uno si sente forte, sicuro di sé, non confida molto nell’Eterno, prega poco, ascolta poco la voce dello Spirito Santo. Questo gli fa dimenticare la vigilanza che dovrebbe sempre avere, e gli fa commettere azioni avventate, sulla base dei “suoi” pensieri, non sui pensieri di Dio. Quando invece è consapevole di essere piccolo e povero, allora sa che deve ricorrere all’aiuto del Signore.

 

CONSAPEVOLE LIMITATEZZA

L’azione di Dio è lungimirante; Egli, per il nostro bene, conoscendo le nostre spavalderie, cerca sempre di mantenerci in uno stato di consapevole limitatezza: “Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero che confiderà nel nome del SIGNORE” (Sofonia 3:12).

La fede pura in noi è quella che confida in Dio più di quanto confidi nel proprio “Io”.

Se portiamo questo ragionamento sulle chiese, soprattutto quelle più moderne evangeliche di risveglio, possiamo notare quanto si possa cadere in questo errore.

Molti dirigenti delle nuove denominazioni, infatti, cercano la quantità dei fedeli, fanno di tutto per avere nuove conversioni per ottenere più decime (denaro), cercano la grandezza istituzionale per sentirsi potenti, e desiderano il loro riconoscimento tra le altre chiese più “grandi” e famose. Non confidano solo in Dio ma in una serie di sicurezze umane di cui non riescono a liberarsi. È ciò che fece Saul, il quale guardando solo l’apparenza si dimenticò della potenza di Dio e si spaventò del gigante Golia, contrariamente al giovane Davide.

IL PRO E IL CONTRO DI UNA CHIESA GRANDE E DI UNA CHIESA PICCOLA

Ricordo che da giovane intorno al 1970 facevo parte di una comunità sociale-religiosa-lavorativa[17] che si occupava di disabili e disadattati in luoghi e modi diversi. Si viveva tutti nello stesso posto, seppure ognuno nella sua privacy, in una vera “comunità”, formando come un piccolo villaggio all’interno della città, in cui comunque eravamo immersi. Ebbene gli inizi erano stati sorprendenti: organizzandoci in alcune attività lavorative si riusciva a creare lavoro non solo per quelli della comunità ma anche per quelli fuori, come le persone del quartiere. Era la fratellanza su una base di fede cristiana che si tentava di mettere in pratica. Poi però ci si ingrandì… Cominciarono le lotte di potere tra i vari gruppetti… A chi dare ragione a chi dare torto…   Il numero elevato, la relativa “ricchezza” e la fama ottenuta ci portarono a discussioni sulla leadership e sulle scelte future della comunità, su chi votare alle elezioni... Almeno io la vidi in questo modo e fu in quel periodo che me ne andai.

Voglio dire che essere un gran numero di persone non è detto che sia sempre bene. Quando si è un numero ristretto ci si conosce meglio ci si unisce per trovare insieme le soluzioni alle normali difficoltà giornaliere, si rinnova spesso la motivazione delle scelte comuni della fratellanza. Ma quando si è in tanti c’è sempre chi ambisce ai primi posti e tutto diventa più “istituzionalizzato”.

In un certo senso, secondo la nostra interpretazione, il Signore privando questa “chiesa modello” di Filadelfia della grandezza e di una propria forza istituzionale, l’ha privata anche di quei cambiamenti che sarebbero stati per lei distruttivi.

D’altra parte, occorre dire che una chiesa troppo piccola e poco socievole si potrebbe chiudere in sé stessa, tipo una setta, e non avrebbe più i ricambi dalle idee provenienti da altre prospettive presenti in altre chiese.  Filadelfia va meditata bene perché non è né l'una né l'altra.

FILADELFIA IL RACCOGLIMENTO DEI SALVATI

Ecco perché, come abbiamo detto, Filadelfia potrebbe essere una chiesa invisibile (agli uomini) ma gradita al Signore che la conosce bene: In un certo senso si tratta del seme del regno di Dio che si sta già preparando: lo Spirito del Signore ha tirato fuori dall’acqua una rete piena di pesci, ma che vengono continuamente soppesati e ulteriormente suddivisi dagli angeli, in previsione di quello che succederà tra breve:

 Matt. 13:47 «Il regno dei cieli è anche simile a una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni genere di pesci; 48 quando è piena, i pescatori la traggono a riva, poi si mettono a sedere e raccolgono il buono in vasi, e buttano via quello che non vale nulla. 49 Così avverrà alla fine dell'età presente. Verranno gli angeli, e separeranno i malvagi dai giusti 50 e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.

Filadelfia è la risultante di una selezione già in atto, un anticipo del "giudizio delle nazioni" molto più ampio che avverrà al ritorno di Gesù. Secondo la nostra linea di fede infatti, il giudizio del Signore avverrà prima nella Sua casa: “Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio?” (1Pietro 4:17)

 E questa separazione/giudizio, tra credenti buoni e credenti che “non valgono nulla”, -come vedremo meglio nella chiesa di Laodicea-, avviene già ora, prima del rapimento, in quanto gli angeli rapiranno solo quelli a Lui graditi, tratti fuori da tutte le chiese cristiane, ovvero da tutto il mondo; mentre non prederanno e lasceranno sulla terra quelli che Lui non ha riconosciuto come parte della Sua Chiesa.

Questa interpretazione, che personalmente seguo, dovrebbe far molto riflettere i credenti che NON si erano posti molte domande. Infatti, supponiamo che il rapimento della Chiesa avvenga ora, quanti di noi sarebbero considerati giusti e sarebbero rapiti? E quanti invece sarebbero lasciati? Saremo approvati perché abbiamo avuto fede nelle direttive della chiesa Tal dei Tali, oppure perché abbiamo davvero dato il nostro cuore al Signore Gesù?

Una frase basilare

Vorrei ricordare una frase basilare che riguarda la nostra consacrazione a Dio:

Romani 12:1-2

1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

Pensiamo a questo “rinnovamento della nostra mente”, che ci permette di “conoscere per esperienza quale sia la volontà di Dio”, individuiamolo bene e, nel momento della preghiera personale, nella stanzetta, quando siamo soli con il Signore, chiediamoGli di aprirci la mente alla comprensione e all’esperienza di questa difficile anticonformista rivoluzione spirituale.

 

E’ FACILE PER NOI FAR PARTE DI QUESTA CHIESA SIMBOLEGGIATA DA FILADELFIA?

Non inganniamoci, Anche se il testo di questo messaggio a Filadelfia è scorrevole e gradevole, non è per nulla facile riconoscerla e farne parte. Occorrerà grande attenzione e vigilanza.

Riconoscere razionalmente Filadelfia tra le chiese attuali è pressoché impossibile perché come abbiamo detto non si tratta di una istituzione o una denominazione specifica, ma di un modo di essere e di vivere il cristianesimo che va oltre le denominazioni.

Lo stato attuale del cristianesimo nel mondo è dato dalla confusione e dalle infiltrazioni dell’apostasia, che ruotano in tondo come su un carosello delle giostre. Vi ricordate le giostre dei bambini di una volta? C’era il cavallo la moto la macchina l’aereo il disco volante... tutto girava in tondo mentre si faceva festa e la musica era a tutto volume… chi stava sulla giostra salutava le persone che erano fuori in una specie di girandola veloce…   Oggi pure è così, tutto gira in tondo e tutti si siedono ridendo in una grande confusione di altoparlanti…. Ma c’è un punto al centro della giostra, chiamato asse centrale, o palo maestro, dove non gira la testa e si può osservare con più calma tutto il movimento sulla giostra e le cose e le persone fuori da essa ritrovando la stabilità del reale: è questo che dobbiamo cercare: un punto stabile che ci faccia capire come è la realtà di Dio, in modo da non perdere l’orientamento e all’occorrenza scendere dalla giostra appena finiti i giri previsti. Per quanto colorata e attraente sia, la giostra ruota sempre attorno a se stessa e ci porta sempre allo stesso punto inconcludente. Dal centro, cioè dall’osservazione obiettiva degli insegnamenti essenziali del Signore, che sono fermi e stabili nel tempo, possiamo scendere e incamminarci verso di Lui, senza più girare in tondo. Le denominazioni girano attorno a se stesse, ma noi seguiamo il Signore Gesù risorto.



[1] Giovanni 13:35 - Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

[2] Luca 14:8,10 - «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché quel tale potrebbe aver invitato un altro più importante di te» «Ma quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto affinché, venendo chi ti ha invitato, ti dica: "Amico, sali più su". Allora ne avrai onore davanti a coloro che sono a tavola con te.»

[3] Mar 10:35 - Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a lui, dicendogli: «Maestro, desideriamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Che volete che io faccia per voi?» 37 Essi gli dissero: «Concedici di sedere uno alla tua destra e l'altro alla tua sinistra nella tua gloria». 38 Ma Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io bevo, o essere battezzati del battesimo del quale io sono battezzato?» Essi gli dissero: «Sì, lo possiamo». 39 E Gesù disse loro: «Voi certo berrete il calice che io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato; 40 ma quanto al sedersi alla mia destra o alla mia sinistra, non sta a me concederlo, ma è per quelli a cui è stato preparato». 41 I dieci, udito ciò, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi le sottomettono al loro dominio. 43 Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi, sarà vostro servitore; 44 e chiunque, tra di voi, vorrà essere primo sarà servo di tutti. 45 Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».

[4] Presente continuo: Per un approfondimento molto più ampio di questo concetto sarebbe bene rileggere almeno dal cap.3 di questa raccolta sulle sette chiese e, prima ancora lo scritto precedente sul “Il tempo terreno e il tempo di Dio” citato in quelle note, e attualmente presente come PDF nella biblioteca del nostro nuovo sito (28-6-24).

[5] Ricordiamo che, secondo la linea di fede da noi seguita, il ritorno del Signore vero e proprio, avverrà con la Chiesa precedentemente rapita. Nel rapimento della Chiesa – che avverrà prima del ritorno di Gesù -  il Signore non scenderà fisicamente sulla terra, ma verrà incontro alla Sposa/Chiesa avvicinandosi “tra le nuvole”; saranno gli angeli a prenderci e ad elevarci.

[6] Le interpretazioni degli studiosi su questo punto non sono concordi. Noi, nel rispetto di tutti, evitando accuratamente ogni polemica, abbiamo fatto una scelta in base alla nostra coscienza, ritenendo che la Chiesa verrà rapita prima della tribolazione (sebbene non sfuggirà agli “anticipi” dei giudizi che già si preannunciano).

[7] Giacomo 1:12 - Beato l'uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo amano.

[8] 1Corinzi 10:13 - Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare.

[9] Apocalisse 2:10 - Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita

[10] 2Pietro 2:9 ciò vuol dire che il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per la punizione nel giorno del giudizio;

[11] Apocalisse 2:22 - Ecco, io la getto sopra un letto di dolore, e metto in una grande tribolazione coloro che commettono adulterio con lei, se non si ravvedono delle opere che ella compie.

[12] Geremia 30:7   Ahimè, perché quel giorno è grande; non ce ne fu mai altro di simile; è un tempo di angoscia per Giacobbe; ma tuttavia egli ne sarà salvato.

[13] 1Tessalonicesi 1:10 - e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall'ira imminente.

[14] 1Tessalonicesi 4:13-5:11 - 4:13 Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. 14 Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. 15 Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; 16 perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. 18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.  5:1 Quanto poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 2 perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 3 Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro; 5 perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; 7 poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte. 8 Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò, consolatevi a vicenda ed edificatevi gli uni gli altri, come d'altronde già fate.

[15] Giovanni 15:16 Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga….

[16] Se la chiesa Tizia riconosce la chiesa Caia e la chiesa Sempronia, e viceversa,  tutte possono fare parte di una grande organizzazione religiosa che di fatto non cambia assolutamente nulla di ciò che quelle chiese erano prima nelle loro dottrine. Se sbagliavano prima sbagliano anche dopo; e, visto che si accordano ufficialmente solo nei nomi delle denominazioni, non cambiano davanti al Signore. Si tratterà solo di una potente organizzazione che, in nome “dell’amore e della pace”, agirà sulle coscienze dei credenti facendo loro credere di essere tutti nel giusto (perché secondo loro “Dio ama tutti perdona tutti ed è in tutti” anche se questi non si ravvedono.  E questo è un terribile inganno perché il Signore è stato invece molto chiaro in quanto abbiamo letto finora e sarà salvato solo chi allontanerà il peccato, le idolatrie, il mondo e la corruzione dalla fede.

[17] A quel tempo la parola “Comunità” aveva un significato meno generico e più letterale; in questo caso ad esempio noi che eravamo in questa comunità vivevamo fisicamente concretamente in essa con tanto di domicilio anagrafico.

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