Lot e la Sua Famiglia come Specchio Profetico delle Nostre Scelte Attuali - Studio Parte 7 - n. 263
-di Renzo Ronca 29-12-25 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/12/preparazione-al-rapimento-vivere.html
Un racconto antico che illumina il
presente - Rischio: uscire da Sodoma ma Sodoma potrebbe non uscire dal nostro cuore.
Raccordo introduttivo
Nella sezione precedente abbiamo
considerato la preparazione al rapimento nella sua dimensione più ampia:
l’attesa fervente, la distinzione tra rapimento e ritorno visibile di Cristo,
la necessità di una scelta chiara, e il richiamo profetico contenuto nella
vicenda di Lot. Questi elementi costituiscono la base indispensabile per
comprendere il tempo che viviamo e la serietà della chiamata del Signore.
In questa nuova parte, a Dio piacendo, entriamo un poco di più nello
specifico, soffermandoci su alcuni aspetti che la Scrittura ci presenta con
grande sobrietà ma anche con grande forza. Approfondiremo in particolare
l’esempio di Lot e della sua famiglia, non solo come episodio storico, ma come specchio
spirituale della condizione attuale di molti che si definiscono
cristiani. Il loro comportamento, le loro esitazioni, le loro scelte e le loro
reazioni davanti all’urgenza del giudizio divino diventano per noi un
insegnamento prezioso per discernere ciò che oggi può favorire o ostacolare la
preparazione al rapimento.
Non si tratta di giudicare, come vedremo
alla fine, ma di comprendere, di risvegliare la vigilanza. Non si tratta di
aggiungere peso, ma di offrire luce.
Con questo spirito, proseguiamo ora il
nostro cammino meditativo, lasciando che la Parola ci guidi passo dopo passo
verso una maggiore chiarezza e una più profonda santificazione.
L’uomo Lot: molto discutibile umanamente,
ma salvato per grazia
L’episodio di Lot non è solo un fatto
storico: è una figura profetica che parla direttamente alla Chiesa del
nostro tempo. E per comprenderlo davvero, non possiamo attenuarne gli aspetti
più duri. Il testo biblico ci presenta un gesto sconvolgente: Lot,
per proteggere gli ospiti inviati da Dio, arrivò a proporre le sue due figlie
vergini alla folla perversa di Sodoma (Genesi 19:8).
È un atto moralmente inaccettabile, che
nessuno dei commentatori protestanti giustifica. E proprio per questo è un
punto decisivo: mostra quanto la permanenza in un ambiente corrotto avesse offuscato
il discernimento di Lot, pur essendo un uomo che conosceva il Signore.
Il verbo ebraico usato per descrivere la
sua esitazione, māhaḥ (מָהַהּ), significa “indugiare, rallentare”. È il
verbo di chi sa cosa deve fare, ma non lo fa con decisione. Questa lentezza
spirituale è oggi uno dei problemi più diffusi tra coloro che si definiscono
cristiani.
1. Lot: il credente che segue, ma con
lentezza e compromesso, salvato in extremis
Lot non rifiuta Dio. Non disprezza gli
angeli. Non rigetta il messaggio. Eppure indugia, e soprattutto compromette
ciò che non dovrebbe mai essere compromesso.
Ecco come il gesto di offrire le
figlie è stato interpretato da alcuni commentatori biblici:
·
Matthew Henry: “un atto ingiustificabile, frutto della sua
debolezza spirituale”;
- Keil & Delitzsch: “una scelta disperata e sbagliata, resa
possibile dal contesto degradato”;
- John Gill:
“un compromesso gravissimo, impedito solo dalla misericordia di Dio”;
- Derek Kidner: “la prova che Sodoma era entrata nel cuore di Lot”.
Tutti concordano: se gli angeli non
fossero intervenuti, Lot avrebbe commesso un peccato gravissimo.
Questo è teologicamente importante: Lot
non è salvato perché è forte, ma perché Dio è misericordioso ed ha ancora impedito
il peggio.
Il suo gesto rappresenta il credente
che:
- vuole proteggere ciò che è sacro,
- ma lo fa con mezzi sbagliati;
- desidera la pace,
- ma sacrifica la verità;
- vuole evitare il male,
- ma finisce per cedere ciò che è più prezioso.
È il compromesso di chi, pur credendo, non
vuole disturbare il mondo, e per mantenere una falsa normalità è disposto a
perdere la purezza, la santità, la giustizia.
2. I generi di Lot: le alleanze
mondane che deridono la Parola
I generi di Lot “credevano che egli
scherzasse” (Genesi 19:14). Il verbo ṣāḥaq (צָחַק), “ridere, deridere”,
indica disprezzo, superficialità, incredulità.
Essi rappresentano:
- le alleanze con un mondo che non teme Dio;
- i legami affettivi o spirituali che entrano nella
“famiglia” del credente senza condividere la fede;
- le influenze che sembrano innocue ma che, alla
prova della verità, rivelano la loro natura.
Non escono da Sodoma. Non perché Dio non
volesse salvarli, ma perché non hanno creduto. La loro fine è immediata:
non c’è intercessione, non c’è ripensamento.
È un avvertimento per oggi: chi deride
la Parola, chi rifiuta la voce dello Spirito Santo, chi rimane legato al mondo,
non sarà parte del rapimento.
3. La moglie di Lot: il cuore diviso
che si volta indietro
La moglie di Lot uscì da Sodoma, ma Sodoma
non uscì dal suo cuore. Il verbo nābaṭ (נָבַט), “guardare con
desiderio”, indica un attaccamento profondo, nostalgico.
Gesù stesso la cita come monito:
«Ricordatevi della moglie di Lot» (Luca 17:32).
Il sale, nella Scrittura, è simbolo di
sapienza, alleanza, purezza (Levitico 2:13). Diventare “statua di sale”
significa:
- perdere la sapienza,
- perdere il movimento,
- perdere il cuore,
- diventare rigidi, incapaci di seguire il Signore.
È la condizione di chi:
- fa un passo avanti e due indietro;
- desidera Dio, ma rimpiange ciò che Dio chiede di
lasciare;
- vuole la salvezza, ma non la separazione.
Chi si volta indietro non è adatto al
Regno (Luca 9:62). Non perché Dio non voglia salvarlo, ma perché non ha
scelto.
4. Le figlie di Lot: l’obbedienza che
salva
Le figlie, pur cresciute in un ambiente
difficile, seguono gli angeli. Non sappiamo se con entusiasmo o con
timore, ma ciò che conta è che ubbidiscono.
Il giudizio di Dio non si basa sulle
emozioni, ma sulle scelte. Nelle lettere alle sette chiese, Gesù ripete: «A chi
vince darò…» (Apocalisse 2–3). Vincere significa:
- ascoltare la voce dello Spirito Santo,
- separarsi dal male,
- camminare nella verità,
- non lasciarsi trascinare dal mondo.
Le figlie rappresentano i credenti che,
pur con fragilità, scelgono la via stretta.
5. Un messaggio urgente per la Chiesa
di oggi
L’episodio di Lot è un avvertimento
profetico per la preparazione al rapimento:
- Lot
rappresenta i credenti lenti, indecisi, compromessi, ancora legati a ciò
che Dio chiede di lasciare.
- I generi
rappresentano le influenze mondane che deridono la Parola e non entreranno
nel Regno.
- La moglie
rappresenta i cuori divisi, incapaci di lasciare il passato.
- Le figlie
rappresentano i credenti che, pur con fragilità, scelgono l’obbedienza.
Il tempo è breve. Il rapimento non
aspetterà le esitazioni, le nostalgie, le alleanze sbagliate. Dio chiama la Sua
Chiesa a una decisione chiara: uscire da Sodoma, attraversare il
Giordano, e vivere nella luce.
6. Considerazione finale: la misericordia che sorprende e umilia
Molti cristiani maturi hanno una
percezione chiara di ciò che è da accogliere e di ciò che è da respingere tra
le dottrine pure e quelle contaminate dal mondo. È un discernimento necessario,
frutto della Parola e dello Spirito Santo. Tuttavia, proprio quando la nostra
coscienza è più sensibile alla santità di Dio, dobbiamo ricordare che non
siamo noi i giudici.
Se avessimo osservato Lot con i nostri
criteri umani, forse avremmo ritenuto logico che venisse punito fin dall’inizio
della sua deviazione dalla strada maestra, quando scelse di avvicinarsi a un
luogo moralmente corrotto. Eppure Dio non ragiona come noi. La Scrittura ci
mostra una volontà divina che salva strappando, come si strappa un
brandello di carne dalla bocca di una bestia feroce (cfr. Amos 3:12: «come il pastore strappa
dalla bocca del leone due gambe o un pezzo d’orecchio»). È un’immagine forte,
ma è l’immagine che i commentatori stessi evocano quando parlano della
misericordia che ha tratto Lot fuori da Sodoma.
Noi osserviamo questa misericordia senza
comprenderla fino in fondo, con meraviglia e umiltà. Se dipendesse dal nostro
senso di giustizia — spesso rigoroso, talvolta inflessibile — forse nessuno si
sarebbe salvato dalla manipolazione satanica. Forse avremmo condannato tutti,
incapaci di vedere ciò che Dio vede nel cuore.
Ecco perché queste apparenti
contraddizioni non devono essere giudicate, ma osservate e meditate a lungo.
Ringraziamo Dio che non siamo giudici di noi stessi, e che la nostra salvezza
non dipende dalla nostra coerenza, ma dai meriti di Cristo. Senza la croce — e
cosa c’è di più ingiusto, agli occhi umani, della crocifissione del Giusto? —
né Lot né noi probabilmente saremmo stati giustificati.
Dio lascerà fuori solo chi, in modo
consapevole e ostinato, si oppone apertamente alla Sua volontà. Lot, pur tra
esitazioni e compromessi, alla fine obbedisce. La moglie, invece,
rappresenta la tragedia di chi non riesce ad allontanare Sodoma dal proprio
cuore: è disposta persino a separarsi dalla famiglia pur di tornare indietro. È
una figura penosa, drammatica, che ci ricorda che non tutti risponderanno alla
chiamata.
E davanti a queste persone — oggi come
allora — non dobbiamo digrignare i denti dicendo: “Te la sei cercata”. Forse
possiamo invece avvicinarci ad una misericiordia sconosciuta, cercando di assecondare lo sguardo di Dio che penetra i cuori.
(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/12/un-metodo-sobrio-per-studiare-gli.html )
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